In attesa del “sì” di Marchetti il mercato ruoterà su Pellizzer, Scaglia (metà), Rigoni e Busellato

CITTADELLA. La settimana della verità. Saranno giorni decisivi, i prossimi, in casa Cittadella. Il nodo principale, è noto, è legato alla posizione del direttore generale Stefano Marchetti, che...

CITTADELLA. La settimana della verità. Saranno giorni decisivi, i prossimi, in casa Cittadella. Il nodo principale, è noto, è legato alla posizione del direttore generale Stefano Marchetti, che dovrà sciogliere le riserve sul suo futuro dopo la pausa di riflessione che si è preso all’indomani della retrocessione in Lega Pro. Sfumata l’ipotesi di un suo trasferimento alla corte del Cagliari, si rafforza l’ipotesi che possa rimanere sotto le Mura. A cascata si definiranno tutte le altre posizioni.

Per Marchetti, in queste stagioni capace di scoprire o valorizzare talenti come Gabbiadini, Baselli, Piovaccari, Meggiorini, Ardemagni, Biraghi, Rubin e Cherubin, solo per citarne alcuni, la proposta del presidente Andrea Gabrielli è quella di costruire una squadra in grado di puntare subito alla risalita: un “nuovo” Cittadella che potrebbe ripartire dall’ossatura di categoria superiore della “vecchia” squadra. Tra i pali occorre capire cosa farà Andrea Pierobon, che al nostro giornale ha dichiarato di essere ancora troppo abbattuto per prendere qualsiasi decisione. Una soluzione potrebbe già presentarsi rimanendo in casa: il rinnovo del prestito di Alex Valentini dallo Spezia non pare un problema e Matteo Vaccarecci, terzo portiere nell’ultimo campionato, potrebbe scalare di una posizione in graduatoria. In difesa è difficile pensare che Michele Pellizzer e Filippo Scaglia possano restare: il capitano ha ancora tre anni di contratto ma ha mercato, il secondo è in comproprietà con il Torino, che dovrebbe riportarlo a casa. Tornerà al Toro anche Antonio Barreca, una delle rivelazioni di questo torneo, per restare all’ombra della Mole o essere girato al Chievo, mentre Agostino Camigliano, in prestito dall’Udinese, potrebbe fermarsi ancora qui, andando ad aggiungersi a Daniel Cappelletti, Alessandro De Leidi, Andrea Signorini, Nicola Donazzan e Simone Pecorini. A centrocampo sono plausibili gli addii a Nicola Rigoni, che ha mercato nella categoria, Tomasz Kupisz, che rientrerà al Chievo, e Daniele Bazzoffia, per fine prestito. Andrea Schenetti, che cerca il riscatto dopo una stagione davvero sfortunata, Andrea Paolucci e Alessio Benedetti, centrali che in Lega Pro avrebbero pochi rivali, Filippo Lora, pure lui in cerca di riscatto, potrebbero rimanere e lo stesso potrebbe fare Mattia Minesso, esterno di sinistra che si è messo in evidenza ma che vive a Piazzola e potrebbe fare una scelta di cuore restando in granata. E Massimiliano Busellato? Se fosse rimasto Foscarini sarebbe sicuramente andato via, con un nuovo tecnico lo scenario potrebbe cambiare, anche se piace all’Avellino. In attacco se ne va Francesco Stanco per fine prestito, mentre Alessandro Sgrigna e Claudio Coralli hanno già chiarito che resterebbero volentieri anche in Lega Pro e Federico Gerardi ha ancora un anno di contratto.

C’è poi il capitolo vivaio. A tutti viene in mente il nome di Giulio Bizzotto, che ha esordito in prima squadra segnando un gol al Frosinone. Ma è facile ipotizzare, soprattutto se per la panchina sarà scelta la soluzione interna Giacomin, magari in tandem con Gorini, che diversi ragazzi della Primavera possano fare il grande salto a partire da chi, nella scorsa stagione, è già stato convocato come i difensori Ugo e Amato, il centrocampista Battagliarin e l’attaccante Bortoluz (che però è corteggiato dal Torino).

Diego Zilio

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