Eder, le radici venete e i peccati del web

Azzurro grazie al bisnonno che emigrò da Nove: di Bassano, non Vittorio Veneto

TREVISO. Sentirsi più italiano che brasiliano. Perché la Seleçao ti ha sempre snobbato, mentre nel nostro Paese ti sei calcisticamente formato e ora alla Sampdoria stai raccogliendo le meritate soddisfazioni dopo una dura gavetta. E perché quel tuo modo di giocare è così poco adatto al calcio bailado dei verdeoro.

Eder, oriundo azzurro con bisnonno vicentino, ha messo in fila queste considerazioni, ritenendo che la Nazionale di Conte sarebbe stata lo sbocco naturale della sua carriera. Il piccolo attaccante lo ha ribadito prima di riabbracciare oggi la Serie A a Firenze, riflettendo su una settimana indimenticabile, con la perla del gol all’esordio con la Bulgaria. E replicando così ai rimpianti del cittì del Brasile Dunga: «Non avevo voglia di aspettare, la mia scelta, convintissima, era l'Italia», sono state le sue parole, «Fin da bambino conoscevo la storia della Nazionale grazie a personaggi come Roberto Baggio e Francesco Totti. E imparerò anche a cantare l’inno di Mameli».

Il doppio passaporto, in tasca dal 2010, non è mai stato un problema. Lo è diventato invece per gli addetti ai lavori e operatori dell’informazione, visto che attorno alle sue radici la confusione regna tuttora sovrana. Basta “googlarne” il nome e ci si può imbattere nel bisnonno vicentino o nel lontano parente trevigiano. Dove nasce l’inghippo? Nell’era 2.0, l’errore di uno travolge tutti come una valanga, inducendo alla risposta sbagliata.

Pertanto, chiariamolo una volta per tutte: l’avo di Eder era vicentino di Nove, cittadina di 5mila anime alle porte di Bassano, famosa per la ceramica. Si chiamava Giovan Battista Righetto. L’incertezza sulle origini, che affiora dal mare magnum di Internet, è dettata da uno sbaglio e da una curiosa omonimia. Sulla rete si è diffuso il collegamento fra Nove e la provincia di Treviso. E così, un po’ ovunque, si è spacciato per “trevigiano” l’avo di Eder. Ed è sorto allora un dubbio nel dubbio, perché effettivamente c’è una borgata di Vittorio Veneto, nel Fadalto, verso il Bellunese, che si chiama Nove. Fatte le opportune verifiche, si è risolto il mistero: Giovan Battista Righetto, nato nel 1878, partì alla volta del Brasile 13 anni dopo. Numerosi Righetto partirono a fine Ottocento dal Vicentino per cercare fortuna, stabilendosi a Lauro Müller e nella microregione di Criciuma, nello stato di Santa Catarina, dove Eder trascorse l’infanzia e fece le sue prime esperienze calcistiche, prima di accasarsi dieci anni fa all’Empoli. E iniziare la sua parabola verso la notorietà e, adesso, alla maglia azzurra.

C’era insomma anche l’avo del nuovo bomber della Nazionale di Conte nella grande onda dell'emigrazione veneta verso il Sudamerica.

Mattia Toffoletto

Video del giorno

Incidente sull'A1, in fiamme un'autocisterna: le immagini riprese da un testimone

Estratto di mela, sedano, cetriolo e lime

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi