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Scuola e talenti, la fusione parta da qui

Leggendo l’intervista rilasciata al mattino di Padova da Maurizio Buscaglia, allenatore dell’Aquila Trento, che sostiene che la “scintilla” del basket padovano sia già scoccata, si possono muovere...

Leggendo l’intervista rilasciata al mattino di Padova da Maurizio Buscaglia, allenatore dell’Aquila Trento, che sostiene che la “scintilla” del basket padovano sia già scoccata, si possono muovere alcune considerazioni. Le società leader, Virtus e Petrarca per il settore maschile, San Martino di Lupari, Thermal e Cadelfa per il femminile, stanno sicuramente lavorando bene con i ragazzi a disposizione, investendo tecnicamente, ma anche economicamente, su tecnici e istruttori molto validi e di ...

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Leggendo l’intervista rilasciata al mattino di Padova da Maurizio Buscaglia, allenatore dell’Aquila Trento, che sostiene che la “scintilla” del basket padovano sia già scoccata, si possono muovere alcune considerazioni. Le società leader, Virtus e Petrarca per il settore maschile, San Martino di Lupari, Thermal e Cadelfa per il femminile, stanno sicuramente lavorando bene con i ragazzi a disposizione, investendo tecnicamente, ma anche economicamente, su tecnici e istruttori molto validi e di comprovata esperienza.

Per i vivai, negli anni passati si utilizzavano allenatori giovani, con costi contenuti, che sfruttavano queste esperienze (almeno i più bravi) per formarsi e avere un trampolino di lancio con cui arrivare in prima squadra. Per alzare l’asticella, oggi bisognerebbe migliorare la selezione di base. Considerando che come quantità Padova non è seconda a nessuno, serve la capacità, attraverso i progetti scolastici, di individuare già dal ciclo della scuola elementare i ragazzi più interessanti da indirizzare verso il nostro sport. Questo lavoro spetterebbe a tutti i centri minibasket, che coprono o quasi città e provincia. Virtus e Petrarca dovrebbero avere l’onere di monitorare su Padova e provincia tutte le scuole medie inferiori, tramite la visione diretta e mediante progetti, che consentano di non farsi sfuggire nessun talento fisico e/o tecnico, sia maschile che femminile. Tutto questo suddividendosi il territorio e concordando il lavoro con le realtà locali. Senza dimenticare poi che convincere i prescelti a praticare la pallacanestro, sarà comunque un compito difficile e impegnativo. Se parlando di realtà di vertice s’intende che a Padova vi sia almeno una A/2 Gold o Silver, dobbiamo ammettere che siamo molto distanti da questo obiettivo, in quanto sembra non vi siano le risorse economiche (anche unendo Virtus e Petrarca) e tecniche, poiché i giocatori più validi, che potrebbero fare la differenza, scelgono altre piazze per emergere (ultimo caso Vittorio Visentin a Pordenone in serie B).