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Botte tra genitori alla partita di basket

La partita di basket Under 14 femminile tra Thermal Abano e Vicenza è terminata in rissa. Protagonisti due genitori in tribuna

di Mattia Rossetto
2 minuti di lettura

ABANO. È finita nel peggiore dei modi, come non sarebbe dovuto mai accadere. La partita di basket Under 14 femminile tra Thermal Abano e Vicenza è terminata in rissa. Protagonisti dell’increscioso episodio, due genitori di squadre avversarie, che poco prima si concludesse l’incontro hanno inscenato una colluttazione. A rimetterci tra i due litiganti, secondo la ricostruzione fornita da alcuni testimoni, è stato il papà di un’atleta della Thermal Abano, colpito da un pugno dal padre di una ragazza del Vicenza. Siamo al supplementare del match disputato lo scorso martedì sera al palasport di via Vittorino Da Feltre ad Abano Terme, mancano 40 secondi alla fine e la formazione vicentina è avanti di 7 punti. Il coach ospite, Martino Girardi, chiama timeout alimentando la rabbia del pubblico di casa, che inizia a fischiare contestando la sua decisione. In tribuna gli animi, già accesi, si surriscaldano ulteriormente e gli spettatori locali apostrofano il tecnico del Vicenza. Partono insulti da una parte e dall’altra tra opposte tifoserie, peraltro assai nutrite. Un genitore vicentino non gradisce l’offesa rivoltagli da un papà delle aponensi e parte alla carica sferrando un colpo violento a testa e spalle del malcapitato, che scivola su uno dei gradoni inferiori degli spalti smarrendo anche gli occhiali. Nasce un parapiglia e le famiglie della Thermal si mobilitano per trattenere e allontanare il signore che ha tirato il pugno, mentre molte bambine scoppiano in lacrime per la vergogna di vedere i propri genitori che vengono alle mani. Per la cronaca, ha vinto Vicenza per 64-70, ma i veri sconfitti sono stati gli adulti, che hanno perso il lume della ragione.

«La partita», racconta rammaricato l’allenatore della Thermal Abano, Davide Franceschi, «è stata tirata dall’inizio alla fine. A pochi secondi dallo scadere del tempo regolamentare eravamo in vantaggio di un punto (59-58), ma l’arbitro ha fischiato fallo in difesa su un rimbalzo conquistato da una nostra giocatrice. Vicenza ha segnato un tiro libero pareggiando la gara, che è proseguita al supplementare. Forse, non era il caso di chiedere timeout a 40 secondi dalla sirena: la nostra squadra era ormai ridotta ai minimi termini e le cinque giocatrici, che avevano cominciato nel quintetto titolare erano già tutte dovute uscire dal campo per cinque falli. Ciò detto, quanto è successo, ci ha lasciati molto amareggiati. Vedere quelle scene e le bambine che piangono è stato un pessimo spettacolo. Ho provato a intervenire invitando alla calma, ma ho ricevuto soltanto offese da parte della tifoseria del Vicenza. Mi dispiace perché c’eravamo raccomandati con i nostri genitori di restare tranquilli. E posso garantire che in effetti è stato proprio così, almeno fino a quando non è stato richiesto quel timeout».

È probabile che la Fip del Veneto, attraverso la federbasket trevigiana, che gestisce il campionato Under 14 femminile, adotti dei provvedimenti disciplinari nei confronti delle società, qualora vengano accertate delle responsabilità dirette. «L’arbitro», confida Franceschi, «mi ha detto di aver notato l’episodio della zuffa e che lo avrebbe riportato nel suo referto». Prima ancora della federazione, però, potrebbe scattare un’azione legale con denunce da parte e a carico dei soggetti coinvolti nel tafferuglio.

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