LE CARTE SEGRETE / Penocchio ha pagato 96 mila euro per la metà del Padova

Questa è la cifra versata per il 48% della società. Unicomm ha il resto delle quote. L'inchiesta completa sull'assetto societario nell'edizione del Mattino in edicola 

PADOVA. Duecentomila azioni, del valore nominale di un euro l’una, così suddivise: 104 mila, per una quota del 52% della Spa biancoscudata, intestate alla Unicomm, di proprietà di Marcello e Mario Cestaro; le rimanenti 96 mila, per una quota del 48%, acquisite da Iniziative Euganee, srl con un unico socio, Diego Penocchio, costituita ad hoc e con capitale di 10 mila euro. A quattro mesi di distanza dal cambio al vertice, sancito con l’annuncio ufficiale del 28 giugno scorso, “il mattino” è finalmente in grado di rendere pubblico il nuovo assetto del Calcio Padova, così come emerge da una serie di documenti sottoscritti dalle parti e da altri di cui la nostra redazione sportiva è entrata in possesso: parliamo di atti notarili, verbali di assemblee e visure camerali, queste ultime richieste ai Registri delle Imprese delle Camere di Commercio di Brescia e Padova.

Ne emerge un quadro d’insieme, adesso sì, chiaro sui soci del club di viale Nereo Rocco, quella chiarezza che, inutilmente sollecitata al momento dell’insediamento dell’imprenditore lombardo nella stanza dei bottoni, ci era stata negata.

Ci sono alcune date importanti di questo periodo che vanno segnate con il cerchietto rosso, per comprendere bene quanto è successo la scorsa estate, una volta che la famiglia di Schio, su sollecitazione soprattutto di Mediobanca, si è "liberata" ufficialmente del giocattolo calcio. Procediamo con ordine.

8 luglio 2013. È il giorno dell'assemblea straordinaria dei soci, che si tiene alle 18.30 nella sede della Unicomm di Dueville, davanti al notaio Giuseppe Curreri di Montecchio Maggiore (Vicenza), assemblea convocata con un preciso ordine del giorno: 1) azzerare il capitale sociale per copertura perdita e ricostituzione del capitale sociale; 2) modifica dell'art. 13 dello statuto societario (riguarda la presenza alle assemblee di ciascun azionista il cui nome sia stato registrato sul libro soci almeno 5 giorni prima della data della singola assemblea). Alla riunione sono presenti Diego Penocchio e Mario Cestaro, non Marcello, che in quel momento ha ben altri pensieri, di natura famigliare (la moglie non sta bene). In più, per conto proprio o per delega (a Mario Cestaro), sono rappresentati: Pietro Luigi Pittarello (15 mila azioni), Claudio Coli (10 mila), la società Quadro Advertising dei fratelli Casella (20 mila), la Bertani Enrico srl (15 mila), la Gemap Spa di Francesco Peghin (60 mila), la Carron Angelo Spa (200 mila), la Afra srl di Federico Nicolazzi (20 mila). Sono tutti i soci che insieme a Unicomm (titolare di 3 milioni e 200 mila azioni) contribuiscono a raggiungere la cifra di 3 milioni e 540 mila azioni, che costituiscono il capitale della società. In apertura di assemblea, Penocchio, nella sua veste di presidente, traccia un quadro della situazione patrimoniale del Padova al 31 maggio, da cui si evince che «la perdita complessiva (stagione 2012/13) è di 6.972.605,45 euro, di cui 399.430,33 al 31 dicembre 2012, ed ulteriori euro 6.573.175,12 al 31 maggio 2013».

I soci hanno già fatto sapere che non intendono partecipare alla copertura di tali perdite, uscendo dalla società perchè rinunciano al diritto di opzione in sede di ricostituzione del capitale, per cui è la Unicomm, come già negli anni precedenti, a farsi carico del passivo. La proposta che ne deriva è la seguente: azzeramento del capitale sociale di 3.540.000 euro (le quote degli ormai ex soci) e copertura della residua perdita di 3.432.605,45 (la somma che deriva dalla sottrazione dei 3.540.000 euro dal disavanzo di 6.972.605,45 euro) con la rinuncia della Unicomm a versare in conto capitale due milioni di euro (così la cifra in rosso si riduce a 1.432.605,45 euro) e utilizzo di parte del finanziamento soci infruttifero (la cosiddetta "cassaforte" della società) per estinguere il rimanente debito. Il Padova infatti ha un "tesoretto" di 7.661.817,35 euro, che viene quindi eroso per questa ragione e si riduce a 4.861.817,35 euro. Di questi Unicomm rinuncia a 200 mila (è il minimo per legge per le Spa non quotate) per ricostituire il capitale sociale.

17 luglio 2013. Sempre davanti allo stesso notaio Curreri si tiene un incontro per la "girata azionaria" relativa al trasferimento delle azioni nominative da un soggetto all'altro. In questo caso, in base all'accordo raggiunto fra le due parti a fine giugno, Unicomm cede ad Iniziative Euganee il 48% delle sue quote (in tutto fa 96 mila azioni), sempre del valore di un euro ciascuna, tenendosi il restante 52% (104 mila). Diego Penocchio ha costituito la sua Iniziative Euganee srl - si badi bene - l'8 luglio, il giorno stesso dell'assemblea straordinaria. Tutto lecito, anche il fatto che non abbia intestato le azioni del Padova al gruppo Ormis. Singolare, però, è che la neo-società (a responsabilità limitata) abbia un capitale di appena 10 mila euro.

Carron e Sottovia. Nella stessa giornata del 17 luglio viene nominato il nuovo Consiglio d'amministrazione e dalla visura camerale sulla società di viale Nereo Rocco del 23 ottobre scorso si scoprono un paio di novità, taciute al momento della comunicazione dell'organigramma. Certo, Diego Penocchio è il presidente, nonchè amministratore delegato e consigliere, in carica sino al 30 giugno 2014; Andrea Valentini è amministratore delegato e consigliere, anch'egli con scadenza il 30 giugno 2014; e Marcello Cestaro è semplice consigliere, con scadenza 30 giugno 2014. Ma, oltre all'elenco dei cinque sindaci e membri degli organi di controllo (Luca Bassan, Riccardo Alloisio, Alberto Morelli, Oscar Dal Poz e Roberto Fogarollo), balza all'occhio che «titolari di altre cariche o qualifiche» siano Barbara Carron, l'ex vice-presidente, in qualità di "procuratore speciale", e Gianluca Sottovia, che è segretario generale dal 23 dicembre 2002. Quanto agli immobili, la società ha la gestione del Centro Sportivo Euganeo di Bresseo, il magazzino dello stadio Appiani, e il Padova store di via VIII Febbraio, in centro città. I dipendenti a libro-paga sono 10.

Patrimonio netto. Tornando al verbale dell'8 luglio relativo all'assemblea straordinaria dei soci, è importante, a nostro avviso, quanto viene scritto nel bilancio del 2012 sulla continuità aziendale (pag. 3 e 4), ovvero: «...gli Amministratori hanno valutato la sussistenza delle condizioni che garantiscono il presupposto della continuità aziendale; in particolare tale presupposto richiede disponibilità di risorse finanziarie adeguate a far fronte alle obbligazioni sociali nel prevedibile futuro. A tale riguardo, gli Amministratori, anche sulla base di quanto avvenuto nei precedenti esercizi, nonché in relazione alle informazioni a propria disposizione, hanno la ragionevole aspettativa di ottenere il necessario supporto finanziario dal Socio di riferimento». Ora, posto che buona parte del deficit 2013 è stata ripianata dalla Unicomm, c'è da augurarsi che i conti saranno positivi il 31 dicembre prossimo, altrimenti si correrebbe il rischio di portare il patrimonio netto residuo (circa 1,5 milioni) in terreno negativo. Se così fosse, Cestaro, che ha annunciato di voler uscire definitivamente dalla Spa il 1º gennaio 2014, sarà ancora disposto a pagare perché il Padova non finisca in rosso?

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