Dagli sfottò ai gol a grappoli Il bomber che ha fatto cambiare i gusti culinari ai tifosi dell’Este

ESTE. Due settembre: l’Este pareggia 2-2 col Tamai ma non convince. Troppi errori là davanti, poca personalità. Manca una punta da leccarsi i baffi, un bomber da quindici gol a stagione. In settimana...

ESTE. Due settembre: l’Este pareggia 2-2 col Tamai ma non convince. Troppi errori là davanti, poca personalità. Manca una punta da leccarsi i baffi, un bomber da quindici gol a stagione. In settimana si vocifera l’accordo segreto con Emiliano Bonazzoli, svincolato e in cerca di nuove sfide. I tifosi sognano, già s’immaginano lo spilungone ex Padova con la maglia numero 9. Passano tre giorni e la società annuncia un perfetto sconosciuto, Kevin Lasagna. «E chi seo sto Lasagna? » si chiede il tifoso atestino. «Mi preferisso i bigoi» dice un altro.

Kevin non ci fa caso, perché le battutine sul cognome “gastronomico” le sente da una vita. Non ci fa caso anche perché a distanza di un mese a Este (e non solo) tutti adesso sanno chi è Kevin Lasagna: un attaccante, cinque gol in sei partite giocate (domenica ne ha fatti tre al Monfalcone) con l’Este che naviga a vele spiegate verso la vetta della classifica di serie D .

«Di battutine sul mio cognome me ne hanno sempre fatte» racconta il 21enne originario di San Benedetto Po, piccolo paesino della provincia di Mantova. «Anche adesso, in squadra, non mancano le prese in giro. Non mi danno fastidio, anzi, le lasagne mi piacciono e le mangio volentieri». Anche se il piatto preferito sono i cappelletti della nonna, ma guai a dirlo a mister Zattarin, che sull’alimentazione dello sportivo scriverebbe un trattato: pasta in bianco, bresaola e petto di pollo, e chi sgarra è un ciccione.

Anche in questo caso Kevin è in una botte di ferro, perché Manuel Iarrusso – attaccante toscano e coinquilino nell’appartamento di Ospedaletto Euganeo – sa dar gusto anche ai piatti più tristi. Lasagne a parte, Kevin vuole togliersi qualche soddisfazione, dopo anni passati fra tappeti rossi di bugie e porte sbattute in faccia. I primi calci nella squadra del paese, poi le giovanili al Chievo Verona e 21 gol con la maglia del Governolo, al primo anno di Promozione.

Da lì, tanti bocconi indigesti. «Alla fine della stagione 2010/2011 mi cercò il Lumezzane» continua Kevin. «Salire in Lega Pro era la realizzazione di un sogno. Prima di partire per il ritiro, però, mi dissero che erano arrivati alcuni giovani dalla Lazio e potevo pure starmene a casa. Stessa cosa col Castiglione: avevo un problema al menisco e, dopo avermi voluto, la società mi lasciò al mio destino senza farsi più sentire». E infine l’ultimo smacco firmato Virtus Vecomp, che lo ha sedotto e abbandonato in un pomeriggio di fine estate.

Tutte cose che, a quanto pare, lo hanno caricato a manetta: neanche un mese e mezzo con l’ Este e subito gol al Belluno, un altro alla Triestina, sigillo a Pergine e tripletta a Monfalcone, sotto gli occhi della fidanzata Arianna e di mamma Tiziana, le sue muse ispiratrici. Lo descrivono come un ragazzone timido e introverso, tanto tenerone quando dedica “Eccoti” di Max Pezzali alla “morosetta”, quanto feroce e determinato sotto porta.

Ama la potenza e la velocità, ma non disdegna soprammobili e oggettini per la casa, una specie di mania. Senza proclami, il bomber dal nome americaneggiante (la sorella si chiama Sharon) non ha fatto rimpiangere un obiettivo di mercato illustre. Con buona pace dei tifosi dell’Este che ora, di Lasagna, non possono più fare a meno.

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