Gol e saluto fascista, gesto choc ad Abano

Il giocatore, autore di una doppietta, a fine gara ha tentato di giustificarsi: «Foibe? No, l’avevo promesso a mio fratello»

ABANO TERME. Il gol del pareggio, l’ebbrezza del pubblico e quell’esultanza che non ti aspetti. Massimiliano Giusti, attaccante di diciassette anni in forza alla Thermal Abano, è appena andato in rete contro i veronesi del Vigasio, è il 42’ del primo tempo. Si avvicina alla tribuna, raccoglie lo sguardo entusiasta di un tifoso, quindi l’inimmaginabile: i due si salutano, simultaneamente, con un inequivocabile braccio teso. Un gesto choc evidentemente da rivedere, giunto proprio nel giorno in cui si ricordano i martiri delle Foibe. A fine partita, il presidente della Thermal Abano, Tiziano Rossetto, smorza la polemica: «È andato a salutare i fratelli, sono fatti così, un po’ folkloristici», spiega, «quel gesto non aveva alcun significato ulteriore, ne sono certo».

«L’avevo promesso a mio fratello», rivela invece il diretto interessato, «Il suo pensiero è vicino a quelle idee politiche, mi aveva chiesto di farlo, e quando ho segnato ho esultato così. L’avevamo preparata, ma ho cercato di non farlo troppo esplicitamente, è stata solo una goliardata». Un gesto che il direttore di gara, a meno che non sopraggiungano significati platealmente razzisti o discriminatori, non è chiamato a sanzionare – e così è avvenuto. Ma che in passato è costato caro, per esempio, a Paolo Di Canio: nel 2005, per essersi rivolto alla curva laziale col saluto romano, fu squalificato per un turno e multato perché «il gesto del calciatore è certamente da interpretare come un saluto romano», scrisse il giudice sportivo, «e costituisce violazione delle norme in quanto lesivo del dovere di correttezza imposto dall'articolo 1 del codice di giustizia sportiva» e «in quanto evocativo del regime fascista, caratterizzato da violenza verso gli oppositori e discriminazione razziale». Se Giusti incontrerà la clemenza del giudice regionale, lo sapremo nelle prossime ore.

Di certo c’è che quel braccio teso ha macchiato una partita nella quale Giusti, in prestito dal Padova, si era eretto ad assoluto protagonista: con la personale doppietta ha regalato i tre punti ai suoi, abbattendo un Vigasio che giungeva a Monteortone reduce da nove (nove!) vittorie consecutive, e che pure era passato in vantaggio al 4’ con Vecchione direttamente da calcio d’angolo, complice la papera di Fortin. Sinistro di prima intenzione nell’angolino allo scadere della prima frazione, quindi tap-in vincente al 26’ della ripresa: due gol di pregevole fattura. Nel mezzo, un clamoroso autogol.

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