L’Appiani è sempre magico Ma il San Paolo finisce ko

Nonostante l’entusiasmo che ha portato 600 tifosi a gremire lo storico impianto la formazione di Fonti cede al Trissino venendo eliminata dalla Coppa di serie D

PADOVA. Davvero un peccato, perché sarebbe stato bello per il San Paolo Padova festeggiare con una vittoria l’affetto di pubblico che l’Appiani ieri ha riservato ai gialloblù padovani. E’ però il Trissino Valdagno, seguito per la verità da un discreto gruppo di tifosi, a far festa grazie ad un 2-1 che proietta il club vicentino, neopromosso in serie D, al secondo turno della Coppa Italia di categoria. È già finita la Coppa invece per il San Paolo, che torna ad uscire al primo turno dopo tre anni.

Affollato. Al di là dei discorsi tecnici, la notizia del giorno è sicuramente la conferma che l’Appiani piace e attira sempre. Che ci sia il glorioso Padova o l’ambizioso San Paolo, il padovano va pazzo per l’impianto di via Carducci. Ieri c’erano circa 600 tifosi assiepati sulla tribuna centrale dello stadio, roba che il San Paolo al Plebiscito non aveva mai visto. Giocare all’Appiani sarebbe la carta vincente per il club di via Canestrini, che potrebbe così crearsi attorno un interesse che il dispersivo Plebiscito, tempio del rugby, non riesce a dare. Ci sono però delle norme di sicurezza da rispettare per giocare la serie D e ci sono dei lavori di ristrutturazione da fare (partiranno in autunno). Intanto l’esperimento è funzionato e domenica contro il Pordenone al Plebiscito siamo certi ci sarà un pizzico di nostalgia per un impianto che ieri ha visto giungere volti noti come Ottoni, Gabrieli, Simonini, Filippi, Vittadello e Pagin. Tutti giunti in via Carducci con la voglia di respirare l’atmosfera di uno stadio nato per il calcio, scenario di mille battaglie biancoscudate.

Recupero. Deve crescere di condizione e ritrovare i suoi big il San Paolo in vista dell’esordio in campionato di domenica con la corazzata Pordenone. I tanti carichi di lavoro si stanno facendo sentire. I gialloblù pagano la scarsa brillantezza, i tanti juniores in campo (7) e i big non al meglio, contro un Trissino Valdagno parso già pronto fisicamente per la prima in serie D. C’è, però, tempo per arrivare al meglio al grande appuntamento, che a settembre proporrà ben sei gare. A dare verve ai vicentini è il talento del regista Roverato e degli attaccanti Trinchieri e soprattutto Marchetti. Proprio lui in apertura spreca, dopo l’occasione avuta a freddo dal padovano Correzzola, almeno tre nitide palle-gol. La rete la realizza invece Roverato, che al 2’ di recupero infila un Vianello sorpreso dalla conclusione da fuori dell’ex Montecchio.

Botta-risposta. La ripresa è a due facce. Una, quella della prima parte, parla vicentino. L’altra, quella del finale, è di marca padovana. Il San Paolo accusa la vivacità e l’entusiasmo della neopromossa, che con Chinellato ha due nitidissime palle del 2-0. La rete del raddoppio la segna però Marchetti che al 27’ infila con un rasoterra Vianello. Il secondo gol ospite scuote finalmente il San Paolo che, sorretto anche dall’ingresso in campo di Mazzeo, getta il cuore oltre l’ostacolo. È da una punizione sporcata del neoentrato che al 36’ esce la chance per Correzzola (un’occasione per lui anche in avvio di ripresa), il quale riceve dentro l’area e fredda da due passi Bordignon. Gara riaperta ma che potrebbe richiudersi al 5’ se Vianello non fermasse miracolosamente Marianivic.

Il tecnico. Gianfranco Fonti non si dispera dopo per la sconfitta: «Abbiamo pagato i tanti juniores in campo» spiega l’allenatore gialloblù. «Con questo non voglio dire che i giovani abbiano fatto male, anzi. Di certo abbiamo pagato dazio contro una squadra decisamente più esperta». «Poi c’è da dire che fino al gol casuale dell’1-0 la gara era rimasta in equilibrio», prosegue. «Nella ripresa il Trissino ha saputo gestire e addormentare bene il gioco. La squadra ha comunque dato tutto e questo è già un dato importante. Ora speriamo di recuperare tutti gli elementi al 100%».

Federico Franchin

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