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Ravanelli ci crede «Siamo i favoriti»

In Inghilterra era Silver fox, ora allena le giovanili della Juve «Punto sul Balotelli e Prandelli: il ct farà le scelte giuste»

di Pietro Oleotto
2 minuti di lettura

«Punto su Balotelli e Prandelli». Se vai a caccia della “volpe” in grado di decidere – con le sue zampate – Italia-Inghilterra, ne può spuntare sulla strada anche una tutta argentata, Silver fox, al secolo Fabrizio Ravanelli, uno dei primi emigranti del pallone, uno che oltre la Manica ha raccolto successi, sterline e un po’ di gloria prima di rientrare alla base. Adesso si divide tra il lavoro di commentatore televisivo e la panchina, quella degli Esordienti della Juventus nel corso dell’ultima stagione. Stasera, invece, sarà tra «i milioni di fortunati che nessuna forza al mondo potrebbe strappare dai teleschermi», come direbbe il tragico Fantozzi.

«Sono curioso di vedere questa partita e allo stesso tempo sicuro che l’Italia ha delle armi per battere questa Inghilterra. Con la gestione Capello e adesso con Hodgson, i nostri avversari hanno imparato a giocare un calcio diverso, più realista, più tattico in determinati frangenti della partita, ma a livello di individualità possiamo mettere sul piatto della bilancia più giocatori in grado di fare la differenza rispetto agli inglesi. Rooney o Balotelli? Io mi tengo Mario tutta la vita». Ravanelli veste i panni del tifoso, dopo aver accennato un’analisi tecnica, e spinge sul tasto dell’orgoglio: «Io l’Europa l’ho girata con il calcio e mi sono accorto che solo qui da noi il sostegno alla nazionale non è unanime: ci sono mille partiti e tanti critici pronti a “fare frittelle” alla prima difficoltà. Negli altri paesi non è così».

A cominciare dall’Inghilterra, la casa di Silver Fox prima con la maglia del Middlesbrough (1996-’97), poi con quelle del Derby County e del Coventry City (tra il 2001 e il 2003): «Penso che là si giochi il vero calcio, a livello di entusiasmo e di coinvolgimento da parte dei tifosi. Chi dà tutto, chi difende l’onore della maglia viene rispettato al di là del risultato. Per questo ancora adesso i supporters del Boro si ricordano del sottoscritto, mentre io ho ancora quegli anni nel cuore».

Un salto all’indietro fatto di gol («Tre al Liverpool tutti in una volta»), di vecchie abitudini («Ancora adesso si ricodano come esultavo, coprendomi la faccia con la maglia»), di sensazioni: «Là i tifosi ti danno davvero la spinta».

Ma oggi non potranno nulla, anche se il duello in termini di presenze sarà vinto dagli inglesi: «Noi abbiamo un allenatore super, un vero fuoriclasse della panchina: Prandelli farà la differenza con le sue scelte, ne sono sicuro. A questi Europei è riuscito a correggere l’assetto della squadra in corsa, come pochi avrebbero saputo fare». Stavolta dovrà scegliere l’attacco giusto per scardinare la difesa di Hodgson. «Balotelli titolare, su questo non si discute. Poi vicino ci può stare chiunque, Cassano, ma anche Di Natale, perché credo che Mario possa dare il meglio accanto a una punta in grado di fare gol con continuità. Una staffetta? Non mi piacciono le staffette, tanto meno quelle decise prima, programmate. Dico solo che potrebbe esserci un cambio tra Cassano e Di Natale».

Il resto è già nella trama di una partita che fornirà poche sorprese, secondo Ravanelli: «Chi non conosce un Pirlo? Tutti, anche gli inglesi. O, dall’altra parte, Gerrard? A livello di pericoli, piuttosto, credo che bisognerà temere la loro tenacia, non molleranno tanto facilmente, ma sono fiducioso. La semifinale sarà Italia-Germania».

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