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Gli appunti di Berlusconi sulla Meloni: “Supponente, prepotente, arrogante e ridicola”. Lei dice a Salvini: “Con lui parliamo domani”

Scritto per punti pare di vedere l'ex Cavaliere scandirli con le mani come fece l'ultima volta alle Consultazioni al Quirinale con accanto gli alleati

annalisa cuzzocrea
Aggiornato alle 1 minuto di lettura

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Credit Alessandro Serranò/Agf

 

Nel cortile di Montecitorio, mentre Giorgia Meloni fuma una sigaretta, Matteo Salvini chiede: «E Berlusconi?» Lei sorride e risponde con aria rassicurante: «Ci parliamo domani». Come per dire: può aspettare. Lasciamo che la rabbia sfumi.

Non è affatto agitata, la leader di Fratelli d'Italia, all'idea che il capo di Forza Italia possa fare sorprese. A domanda diretta dei giornalisti non commenta sullo stato dei rapporti, certificato dallo zoom che ieri ha immortalato il foglietto che l'ex premier teneva davanti a sé.

Scritto per punti, e pare di vedere l'ex cavaliere scandirli con le mani come fece l'ultima volta alle Consultazioni al Quirinale con accanto gli alleati, ecco il testo: «Giorgia Meloni», è scritto in alto. E poi: «Un comportamento 1 supponente, 2 prepotente, 3 arrogante, 4 offensivo, 5 ridicolo. Nessuna disponibilità ai cambiamenti. È una con cui non si può andare d'accordo». L'ultimo punto è cancellato con un tratto deciso della biro nera, come se Berlusconi si fosse improvvisamente reso conto che non c'è niente da ridere. Sperava di trovare nella premier in pectore una riconoscenza di cui non c'è ombra, considerandosi uno dei suoi padrini politici. Contava su una deferenza che lei non ha mai mostrato, a differenza di Salvini, molto più propenso a rassicurarlo. Era convinto, l'ex Cavaliere, che sarebbe bastato chiedere, per ottenere. Forse pensava addirittura che vista la sua esperienza, la sua storia, il suo passato, la sua leadership, avrebbe - in qualche modo - comandato ancora.

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Il messaggio che Meloni gli ha inviato, inequivocabile, giorno dopo giorno, ora dopo ora, è questo: «Adesso comando io». La leader di Fratelli d'Italia lo fa senza spostarsi di una virgola da quanto detto fin dal primo giorno e senza alzare un sopracciglio. Con naturalezza. Come se lo avesse sempre fatto. Che un uomo come Silvio Berlusconi - abituato a disporre delle persone intorno a sé da almeno cinquant’anni - non se ne faccia una ragione, è tanto evidente quanto inevitabile. Ma non cambierà le cose, e i voti dei presidenti di Senato e Camera lo hanno dimostrato. Comanda Giorgia, che forse farà una telefonata o una visita all'anziano leader nel weekend. Ma non è detto, si metta comodo, aspetti, le faremo sapere.

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