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Meloni al lavoro per i ministeri: “Con Draghi nessun inciucio”

Fratelli d’Italia in contatto continuo con l’esecutivo uscente e il premier Mario Draghi. Sul tavolo l’urgenza del caro energia da affrontare. Domani Consiglio federale della Lega

A cura di Nicolò Guelfi
Aggiornato alle 21 minuti di lettura

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(ansa)

Dal toto-ministri alla strategia per fare fronte al caro bollette e al caro energia in generale. Corre il tempo e la coalizione di centrodestra si porta avanti sulle tematiche più urgenti. Sarà un esecutivo guidato con ogni probabilità dalla leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni. E la numero uno di FdI non ha mai interrotto il dialogo con l’attuale inquilino di Palazzo Chigi Mario Draghi. Anzi, negli ultimi giorni si è addirittura intensificato suscitando non poche preoccupazioni tra i partiti della coalizione, Lega in testa. «Vuole rifare il governo Draghi» è l’accusa di Lega e Forza Italia. E il Carroccio, ora, deve fare fronte ad un altro problema: alla fronda anti Salvini che arriva dal Nord.
Intanto la leader di FdI insiste sulla questione del caro energia e afferma che «La priorità è fermare la speculazione». E lavora ad un governo con gli alleati: nel toto ministri Tajani, Belloni, Roccella, Bongiorno. Sul frontre degli altri partiti: da un lato i 5Stelle lavorano per portare via voti al Pd, in particolare al Nord, mentre in casa Dem si attende la convocazione del Congresso.
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22.32 – Meloni: «Centrodestra insieme per le consultazioni? Ragionevolmente sì, lo abbiamo fatto in passato»
Centrodestra insieme al Quirinale per le consultazioni? «Non ci siamo ancora interrogati su questo, ma ragionevolmente sì, lo abbiamo fatto in passato». Così la leader di Fdi Giorgia Meloni, lasciando la Camera.

22.18 – Meloni: «Serve governo presto, con Draghi nessun inciucio, faremo una transizione ordinata» e chiede prudenza sui ministri tecnici
La leader di Fratelli d’Italia conferma che il suo obiettivo è di mantenere l’unità della coalizione di centrodestra nonostante le inevitabili tensioni che si stanno manifestando per la scelta della squadra di governo. Infatti spiega che «ragionevolmente» la coalizione si presenterà insieme di fronte al presidente Mattarella nel giorno delle consultazioni. E c'è tempo anche per cercare di spiegare i suoi rapporti con il premier Mario Draghi, oggetto di più e più interpretazioni della stampa. «Leggo tante cose, la Meloni è diventata draghiana. Io penso che persone normali che cercano di organizzare una transizione ordinata nel rispetto delle istituzioni facciano una cosa normale, non è che si fa un inciucio», aggiunge rispondendo alle domande dei giornalisti. Infatti poco prima fonti del partito avevano voluto precisare che al Consiglio europeo del 20 e del 21 ottobre molto probabilmente sarà ancora Mario Draghi – con cui i contatti sono continui – a rappresentare l’Italia e che quindi, avevano sottolineano da via della Scrofa, non c’è nessuna intenzione di creare «fratture» tra vecchio e nuovo governo. Ma i documenti, e la proposta italiana in arrivo, mettono le mani avanti da Fdi, sono quelli elaborati dall’esecutivo ancora in carica. Quindi, è il refrain, la squadra quando sarà il momento sarà pronta e sarà all’altezza. 

21.53 – Meloni: «Tra i primi a sostenere price cap. Teniamo i contatti con il governo per capire cos’altro serve»
«Non ci sono divergenze, sostengo il price cap da tempo, la divergenza semmai è in seno alla Ue». Così la leader di Fdi Giorgia Meloni lasciando Montecitorio a chi le chiede se ci siamo divergenze nella gestione della trattativa Ue sull'energia con il governo uscente. «C’è la questione energetica che è quella più preoccupante, c’è il governo che sta lavorando in Europa in una trattativa molto complessa, ma credo di essere stata tra i primi a sostenere che il price cap fosse una delle soluzioni possibili. È normale che io senta il ministro Cingolani per sapere come stanno andando le trattative e per regolarci, eventualmente, su che cosa poi serva, su quello che possiamo fare noi. È normale che ci si parli».

20.33 – Governo: scelte di alto profilo. Fini rassicura su Meloni
Non ne era a conoscenza Giorgia Meloni ma oggi Gianfranco Fini si è recato alla sala stampa estera, per una chiacchierata informale con i corrispondenti e ha difeso il presidente di Fdi a spada tratta. «Nessun rischio di deriva e basta declinare il concetto di sovranismo in maniera strumentale»: l’ex presidente della Camera ha fatto l’esempio della mossa della Germania che per fronteggiare il caro energia ha deciso di intervenire in maniera unilaterale. «Lo ha deciso un socialdemocratico e non certo un esponente di destra». La tesi è che chi ha vinto le elezioni farà gli interessi del Paese senza far saltare l’Europa. Del resto la stessa Meloni intende evitare lo scontro e sta lavorando al dossier di raccordo con il governo.

20.20 – Terzo polo: Calenda, con Renzi d’accordo su percorso comune
«Lungo incontro con Matteo Renzi. Siamo d'accordo sul percorso comune. Avanti con federazione e gruppi unici in Parlamento e nelle amministrazioni locali. Prenderemo insieme le decisioni politiche a partire dalle Regionali. Porte aperte ai riformisti e ai liberali». Lo scrive su Twitter il leader del Terzo polo, Carlo Calenda.

19.15 – Incontro Draghi-Casini
Il Presidente del Consiglio dimissionario, Mario Draghi, ha incontrato a palazzo Chigi, secondo quanto si apprende, Pier Ferdinando Casini, ex Presidente della Camera e senatore del centrosinistra eletto nel collegio uninominale di Bologna.

18.47 – Freni (Lega): «Ci sarà una quota di ministeri tecnici nel governo. Franco? Ho gli occhi a cuoricino»

«Sono convinto che in un governo politico come quello che verrà debba esserci una quota preponderante di ministri politici. Detto questo, ci saranno quote di ministri tecnici, penso all'Economia, non c’è dubbio. Se mi chiede cosa penso di Daniele Franco le dico che ho gli occhi a cuoricino». Lo ha detto Federico Freni, sottosegretario al ministero dell’Economia (Lega), ospite a Restart in onda stasera su Rai2.

18.36 – Pd: Letta “stoppa” voci scioglimento, resta da sciogliere il nodo della data del congresso
Non il nome, non il simbolo: il nodo da sciogliere nel Partito Democratico prima di qualunque altra considerazione sono i tempi del congresso. Tutti, a cominciare dal segretario Enrico Letta, sperano di concludere il percorso che porta alle primarie in tempi brevi. Un compito non facile, tuttavia: l’ultima volta, era il 2019, ci vollero sei mesi per fare i congressi locali, quelli provinciali per approdare infine al congresso nazionale e alle primarie. Base Riformista, che ha già detto di voler sostenere la corsa di Stefano Bonaccini. Il rischio, per l’area politica che si raccoglie attorno a Lorenzo Guerini, è quello di arrivare impreparati alle regionali di primavera, oltre che veder logorare la figura del proprio candidato. Mercoledì Base Riformista cercherà di fare il punto su quello che si muove in vista della direzione. L’obiettivo possibile è quello di chiudere entro fine febbraio o inizio marzo. Una necessità ancora più stringente visti gli attacchi quotidiani che arrivano dai centristi e dal M5s. In particolare, tanto al Nazareno quanto fra le fila parlamentari del Partito Democratico, destano sorpresa gli attacchi di Matteo Renzi. «Il nostro obiettivo è costruire una opposizione seria che sappia parlare al Paese. Stupisce, per questo, l'ossessione di Renzi che continua a parlare del Partito Democratico», dice il senatore dem Alessandro Alfieri. Un attacco, quello del leader di Italia Viva che si pone anche in contraddizione con quanto dice Carlo Calenda, alleato elettorale di Renzi. L’uno, Calenda, invita il Pd ha mollare M5s per aggregarsi al centro. L’altro, Renzi, si fa promotore di una linea oltranzista, né con il Pd né con il M5s. Una «cacofonia prevedibile», è il commento che arriva dal Nazareno, che «mette in evidenza una contraddizione enorme» fra i due leader centristi. Anche perché, viene sottolineato, «nel Lazio, Calenda e Renzi governano già con il Pd e i Cinque Stelle, solo che sembrano non accorgersene»

18.06 – Fazzolari (FdI): «Non c'è polemica sui ministri tecnici»

«Non c’è una polemica sui (ministri, ndr) tecnici». Così Giovanbattista Fazzolari, senatore e responsabile del partito per Fratelli d’Italia ha risposto ai cronisti fuori dagli uffici del suo partito a Montecitorio.

Anche oggi stanno continuando gli incontri tra la leader Giorgia Meloni e i suoi fedelissimi come Francesco Lollobrigida e Giovanni Donzelli. Incalzato dalle domande sul toto ministri, Fazzolari è rimasto molto cauto: «Si sta riflettendo su una serie di cose, posto che nessuno ha ancora una titolarità. Qualcuno magari ha delle idee, però oggettivamente adesso nessuno può alzare il telefono e chiamare qualcuno chiedendogli se gli va di fare il ministro. Non può farlo e non lo sta facendo».

17.28 – Lombardia: La Russa «Su Moratti sono d’accordo con Santanchè»

«Daniela Santanchè è il mio coordinatore regionale e io concordo in pieno con quello che ha detto». Così il senatore ed esponente di Fratelli d’Italia, Ignazio La Russa, commentando le parole della coordinatrice lombarda di Fdi, che in un’intervista di qualche giorno fa ha invitato la vicepresidente di Regione Lombardia e assessore al Welfare, Letizia Moratti, a non «agitarsi» in merito alla partita delle Regionali, dopo la sua apertura a una candidatura, «perché questo non è il momento».

17.20 – Bossi: «Lavoro per il nord». Il Comitato frena sulla scissione: «Salvini non è in discussione»
Il Senatur interviene dopo lancio del Comitato Nord: «fazzoletto e cravatta verdi nostri simboli di libertà». Oggi la Lega si ritrova nel partito una corrente “padana”, dopo la clamorosa mossa di Umberto Bossi, che sabato ha fatto sapere di aver dato vita al Comitato Nord. Una sorta di partito nel partito pronto alla scissione per alcuni o una “corrente” che non metterà in crisi la leadership di Salvini per altri. Oggi Bossi chiarisce l’operazione: «Quello che sto facendo è in linea con ciò che ho fatto tutta la vita: far valere le ragioni del nord». Parole che sembrano gettare acqua sul fuoco, accreditando la lettura di una mossa del vecchio Capo che non è di scontro aperto con Salvini e con il suo partito nazionale. «Non c'è nessuna fronda interna alla Lega», assicura il presidente della Lombardia, Attilio Fontana, spiegando che si tratta, da parte di Bossi, di voler «sottolineare la necessità dell’autonomia. Mi sembra sia un’idea, poi bisogna capire meglio, non sappiamo ancora niente». 
17.13 – Bossi affida a Ciocca e Grimoldi operatività Comitato Nord
Saranno Angelo Ciocca e Paolo Grimoldi a occuparsi dell’operatività del Comitato del Nord creato da Umberto Bossi. Ciocca, eurodeputato della Lega, si occuperà dei rapporti con i militanti e le istituzioni europee, mentre Grimoldi, ex segretario della Lega lombarda, deputato uscente e non ricandidato della Lega, avrà il compito di gestire le relazioni con i militanti e le istituzioni regionali.

17.10 – Piero De Luca (Pd): «Dibattito sul nome surreale e fuorviante»
«Dopo la corsa al totonomi ecco partire un dibattito surreale e fuorviante sul nome del partito. Siamo fuori strada se pensiamo di trattare come un prodotto commerciale una comunità di donne ed uomini, che da anni si impegna nel paese, nelle amministrazioni locali, nella società, nei circoli. Siamo la seconda forza politica in Italia. E non dobbiamo dimenticarlo. Dobbiamo rilanciare il lavoro, con coraggio e determinazione. Dobbiamo aprirci al confronto, rifondare e rinnovare nel profondo il partito da un punto di vista politico. Ma senza rinnegare la nostra storia, senza snaturarci. Il percorso fatto fin qui va rilanciato e migliorato. Non possiamo permetterci però né di smontare e sciogliere il pd, come qualcuno propone, né di risolvere i problemi con semplici operazioni di marketing pubblicitario». Così il deputato del partito democratico, Piero De Luca.

17.05 – Quirinale: Mattarella visiterà domenica la sinagoga di Roma
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sarà domenica 9 ottobre in mattinata in visita alla Sinagoga di Roma in occasione dei quarant’anni dall’attentato del 1982. Lo rende noto il Quirinale attraverso l’agenda del Capo dello Stato.

16.55 – Governo: Cattaneo «io ministro? vado dove sono utile Su Salvini nessun veto, è uno dei tre perni del prossimo governo»
«Io ministro del governo Meloni? Vado dove sono più utile, sono a disposizione». Lo dice a Rai Radio1, ospite di Un Giorno da Pecora, Alessandro Cattaneo, neo eletto deputato di Forza Italia, intervistato da Geppi Cucciari e Giorgio Lauro. «Leggendo i giornali i ministri dovrebbero essere 128. Con me l’audience dei giornali va forte sulle infrastrutture, ma non disdegnano anche Pubblica Amministrazione o Affari Regionali». Sull’eventualità di avere Matteo Salvini a capo del Viminale invece: «Da parte nostra non ci sono veti su nessuno, bisogna fare le scelte migliori. Salvini è uno dei tre perni su cui si basa questo governo, legittimamente può andare dove ritiene».

16.30 – +Europa, Magi: «Referendum: Magi, ok di Colao alle firme digitali, la battaglia continua»
«L’emanazione del decreto attuativo per la realizzazione della piattaforma su cui i cittadini potranno sottoscrivere con firma digitale i referendum e le leggi di iniziativa popolare è un’ottima notizia. Nel ringraziare il ministro Colao, confidiamo che i tempi di effettiva messa in opera dello strumento siano molto rapidi e che le funzionalità garantite coprano in modo esaustivo tutte le fasi del processo», così il deputato e presidente di +Europa Riccardo Magi. "Si tratta di un grande passo avanti nel garantire l'effettivo esercizio dei diritti politici dei cittadini, tra cui il fondamentale diritto di contribuire a promuovere l'iniziativa legislativa e quello di promuovere referendum abrogativi. In questo modo non si creano rischi per la democrazia parlamentare, al contrario si rivitalizza la democrazia rappresentativa facendo vivere realmente quel rapporto virtuoso con gli istituti di iniziativa popolare che la Costituzione ha concepito ma che è sempre stato soffocato nella concreta vita politica e istituzionale del nostro Paese. L’approvazione del mio emendamento al Dl Semplificazioni 2021 ha già consentito la raccolta di firme digitali sui referendum Cannabis e Eutanasia e ha mostrato il desiderio è la necessità di partecipazione popolare che devono essere liberati. Un grande passo quindi ma solo un primo passo, perchè la semplificazione digitale deve riguardare anche il processo elettorale a partire dalla raccolta firme per la presentazione delle liste elettorali» conclude Magi. 

15.25 – Pd, Marcucci: «È ancora quello del Lingotto?»
«La direzione Pd di giovedì dopo la cocente sconfitta elettorale sarà importantissima, per i tempi del congresso e per le analisi che ne scaturiranno. I dem devono decidere se essere quelli del Lingotto, con i riformisti ancora protagonisti, o viceversa se ci sarà la volontà, annunciata da alcuni, di marginalizzarli, una volta per tutte». Così l'ex senatore Pd, Andrea Marcucci.

15.28 – Gentiloni: economia soffre, recessione non è esclusa
Il commissario europeo per l'Economia, Paolo Gentiloni, arrivando all'Eurogruppo ha affermato: «Sappiamo di aver avuto i primi sei mesi dell'anno con una crescita discreta in Ue, ma stiamo soffrendo le conseguenze della guerra e i prezzi elevati dell'energia. Vediamo che la fiducia dei consumatori e delle imprese sta calando, non possiamo escludere il rischio di una recessione e vediamo per la prima volta un'inflazione a doppia cifra nell'area dell'Ue». «La reazione a questo è necessaria con un forte coordinamento tra gli Stati membri – ha continuato –. Con misure temporanee e mirate e un'ottima interazione tra politica monetaria e fiscale».

15.25 – Spread: si allenta tensione su titoli di Stato, Btp al 4,35%
Chiaro calo dei rendimenti sul mercato telematico per tutti i titoli di Stato europei: il tasso del Btp a 10 anni scende di circa 14 punti base al 4,35%, con lo spread nei confronti dei Bund tedeschi sotto quota 240 dell’avvio di seduta. In particolare in contrazione di 22 basis point i bond inglesi dopo la gran corsa della scorsa settimana.

14.40 – Fdi: mercoledì convocato esecutivo nazionale
Mercoledì 5 ottobre alle ore 10.30 è convocato l’esecutivo nazionale di Fratelli d’Italia. La riunione si terrà negli uffici di via della Scrofa.

14:29 – Bombardieri (Uil), aspettiamo presto il confronto
«Abbiamo sempre chiesto il dialogo sociale e il confronto come metodo per approcciare i problemi. Speriamo avvenga presto» con il nuovo governo e che «alle parole seguano i fatti». Lo ha sottolineato il segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri, al Tgcom 24. «Abbiamo una situazione drammatica per quel che riguarda lavoratori dipendenti e pensionati» stretti tra la perdita di potere d’acquisto e l’aumento del costo della vita, ha affermato sottolineando che «ci sono tre grandi temi: lavoro povero, insicuro, precario; riforma fiscale e riforma delle pensioni», che consenta l’uscita a partire dai 62 anni «tenendo conto dei lavori particolarmente usuranti» e costruisca una pensione di garanzia per i giovani.

14.10 – Mannheimer: Pd decida cosa fare da grande o finirà morto come il partito socialista
«Il problema del Pd è quello di darsi una linea precisa. Adesso è un confuso assemblaggio di linee e capi correnti diversi. spesso in disaccordo fra loro. Qualcuno vuole allearsi ai 5s qualche altro con Calenda. Letta non è riuscito a fare alleanze per la conflittualità delle correnti interne. Lo stesso Zingaretti è andato via per le troppe correnti. Ne viene fuori una immagine confusa, contraddittoria». Ne parla con l'Adnkronos il sondaggista Renato Mannheimer che intervenendo sulla possibilità di un cambio del nome del Partito democratico afferma: «Il Pd deve decidere cosa fare da grande o finirà morto come il partito socialista francese che si è dissolto per non decidere. Un cambio di nome sarebbe essenziale se accompagnato da un chiaro progetto politico. Se il Pd deciderà cosa fare da grande, il cambio di nome va benissimo, altrimenti non serve a niente».

14.00 – Giani: “Bonaccini segretario? Sarebbe all’altezza del ruolo, ma presto per nomi”
«Su Stefano Bonaccini ho una opinione molto positiva ed è sicuramente una figura all’altezza del ruolo». Lo ha detto il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, commentando l’ipotesi del presidente della Regione Emilia Romagna come possibile segretario del Pd. «Ritengo che vi sia la necessità di affrontare un dibattito - ha spiegato Giani - un confronto congressuale che prima parli dei temi, delle alleanze, dei programmi e poi entriamo sul tema dei nomi. Ma parlare dei nomi è ancora prematuro perché non è ancora partito il congresso, non sappiamo quando sarà, non ci sono ancora delle regole su come poter sviluppare il congresso».

13.30 – Fontana, incarico ministeriale? Penso alla Lombardia
«Io penso alla Lombardia e mi concentro sulla Lombardia». Lo ha detto il governatore Attilio Fontana, in un punto stampa in Regione, rispondendo a chi gli chiedeva se accetterebbe di guidare il ministero per l’Autonomia. Riguardo alle elezioni regionali, «io mi sono candidato. Aspettiamo, ma sono assolutamente convinto di sì». Quanto alla questione con la vicepresidente, Letizia Moratti, «ho già detto tutto, abbiamo detto quello che dovevamo. Credo non ci sia niente da aggiungere». Il presidente ha detto che «non sapeva» che oggi anche Moratti fosse attesa in Regione: «Io seguo il mio percorso e le cose che devo fare».

13.15 – Gasparri: Grillo irresponsabile su Rdc, alimenta tensioni sociali
«Come ha detto Silvio Berlusconi durante tutta la campagna elettorale, le politiche sociali vanno rafforzate, non solo confermate. Partendo dagli anziani ai quali riconoscere le pensioni minime di mille euro al mese per tredici mesi e dai disabili. Bisogna tutelare con la spesa sociale le parti più fragili della società. Anche i giovani, indirizzandoli verso il lavoro e non verso politiche assistenzialiste. Preoccupa il linguaggio di Beppe Grillo che dopo tante assenze e tanto silenzio usa parole inaccettabili. Grillo, invece di prendere atto di avere dimezzato i propri voti parla di “Brigate di cittadinanza” che devono “illegalmente”, così dice lui, difendere il reddito di cittadinanza. Ricordiamo le Brigate rosse. Ricordiamo i linguaggi minacciosi del passato di taluni che furono sottovalutati». Lo dichiara il senatore di Forza Italia, Maurizio Gasparri. «Un conto è difendere la politica sociale - prosegue - Altro è usare parole equivoche e alimentare tensioni sociali. Grillo e il movimento che ha fondato dimostrano così una grande irresponsabilità. In un momento di gravi tensioni internazionali parlare in questo modo vuol dire mettersi fuori dalla costituzione, dalla democrazia, dalla legalità repubblicana».

13.10 – Renzi: il Pd scelga, da un lato Conte e sinistra,dall’altro noi
«C’è da una parte “il reddito di cittadinanza», dall’altra «il Jobs Act», il Pd «scelga l’uno o l’altro, non può stare sempre nel mezzo. Ha comunque da un lato la sinistra, Conte, Bettini e D’Alema insieme, dall’altro noi». Lo ha detto il leader di Iv Matteo Renzi a L’Aria che tira su La7.

13.04 – Lega: Fontana, no fronde; Bossi sottolinea necessità autonomia
«Non c'è nessuna fronda« all'interno della Lega. A dirlo e' il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, rispondendo a una domanda a margine di un evento in piazza Città di Lombardia. A chi gli chiedeva dell'iniziativa di Umberto Bossi, 'Comitato Nord', il governatore ha risposto: «Mi sembra sia un'idea, è un sottolineare la necessita' dell'autonomia, poi bisogna capire meglio, non sappiamo ancora niente».

12.54 – Bonomi: non possiamo permetterci flat tax e prepensionamenti
«Non possiamo permetterci immaginifiche flat tax e prepensionamenti. Non vogliamo negare ai partiti di perseguire le promesse elettorali ma oggi energia e finanza pubblica sono due fronti emergenza che non possono ammettere follie per evitare l'incontrollata crescita di debito e deficit». Lo ha detto il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, nel corso dell'assemblea degli industriali di Varese.

12.45 – Fava: sospette le circostanze con le quali nasce la cosiddetta corrente bossiana
Dopo il fine-settimana con l'uscita di Umberto Bossi che ha fatto sapere di aver dato vita al 'Comitato Nord' non si ferma il dibattito nel mondo leghista. Con alcuni che hanno fatto sapere che sono pronti a dare una mano, mentre altri aspettano di capire quale sia il progetto. Tra questi ultimi, a porre oggi i suoi dubbi è Gianni Fava, ex deputato del Carroccio e ultimo sfidante di Salvini al Congresso del 2017. «Onestamente sono dispiaciuto - dice all'AdnKronos - . Le circostanze con le quali nasce la cosiddetta corrente bossiana all'interno delle 'Lega Salvini Premier' sono quantomeno sospette».

12.39 – Renzi: Meloni giuri il 19 per andare il 20 andare a Bruxelles 
«Sarebbe un gesto molto bello se, compatibilmente con i tempi, Meloni andasse al Consiglio europeo del 20 ottobre. I tempi sono serrati ma se fossi Meloni farei un governo per giurare il 19 sera e il 20 andare a Bruxelles» ha aggiunto Matteo Renzi a L'aria che tira.

12.15 – Renzi: il Pd non interessa. Ora c'è un governo che avrà due opposizioni
«Non voglio discutere del Pd. A me del Pd non interessa. Ora c'è un governo che avrà due opposizioni, quella riformista, la nostra e di Calenda, e una opposizione populista con Conte e il gruppo del Pd che ama Conte, cioè Bettini, D'Alema, Provenzano». Lo ha detto Matteo Renzi a L'aria che tira, su La7. Sulla questione Conte ha poi affermato: «Conte si è comportato peggio di tutti in campagna elettorale, mi ha minacciato. Ha messo l'interesse del M5s prima dell'interesse dell'Italia. E' stato il peggiore, ha strizzato l'occhio ai violenti. Con Conte me la vedo in tribunale. L'ho già detto». 

12.10 – Fratoianni: il governo abbia il coraggio mancato a Draghi
«I problemi del Paese oggi sono molto gravi e seri. E il primo problema è di natura sociale che in queste ore si sta manifestando in tutta la sua drammaticità, che cova da mesi, e ha che fare con il caro bollette» afferma Nicola Fratoianni dell'Alleanza Verdi Sinistra dai microfoni di Rainews.

12.05 – Meloni: governo tecnici? Stampa surreale. Ora prudenza
La leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, è a Montecitorio. La presidente di Fdi ha raggiunto gli uffici del suo gruppo parlamentare, dove proseguiranno i suoi incontri di lavoro in vista dell'avvio della legislatura. «Sarà un governo di tecnici? Ragazzi, io leggo cose abbastanza surreali sulla stampa, che poi dovrei anche commentare. Consiglio prudenza». Così la leader di Fdi, Giorgia Meloni, arrivando a Montecitorio. «Temo che voi facciate confusione, è l'unica cosa che sto temendo», dice ancora la presidente di Fratelli d'Italia, rispondendo ai cronisti che l'attendevano nel palazzo dei gruppi.

12.01 – Radicali a Meloni: per misure efficaci serve Ue federale
«Meloni evoca l'Europa delle patrie. Ma per risolvere con efficacia emergenze globali non servono nuovi nazionalismi, serve invece una governance europea federale che sia in grado di agire con velocità. Come ancora non è successo con il price cap», cosi' in una nota Massimiliano Iervolino, segretario di Radicali Italiani.

11.59 – Salvini: non vedo l'ora che parta il nuovo governo, abbiamo idee chiare
«Niente da fare, a sinistra non se ne fanno una ragione. A leggere i giornali oggi, dovrei fare il Ministro in otto ministeri diversi. Lasciamoli scrivere e lavoriamo alla squadra migliore possibile. Non vedo l'ora che il nuovo governo entri in carica, abbiamo le idee chiare su come difendere il lavoro e il futuro degli Italiani». Cosi' il leader della Lega Matteo Salvini.

11.45 – Pd, Morassut: Letta guidi fase costituente, no accordi correnti
«Se vogliamo davvero fare una costituente che non sia un'operazione di facciata, credo che Enrico Letta debba restare Segretario e guidarla insieme alle attuali capigruppo fino a che non via sia un processo reale di costituzione di un soggetto politico nuovo che rimescoli le carte tra interno ed esterno. Fare ora nuovi incarichi per forza di cose concordati tra correnti altera la trasparenza di un percorso costituente che deve invece svilupparsi in modo aperto con nuove procedure allargando il cammino iniziato con le Agorà». Lo ha detto il deputato Roberto Morassut intervenendo alla trasmissione Omnibus su La7.

11.40 – Lucaselli (Fdi): il governo di centrodestra sarà politico
«Il governo di centrodestra sarà politico, il primo, dopo molti anni, che deriva dall'indicazione della volontà popolare. Lo dimostra già il fatto che coalizione indicherà al Capo dello Stato per il ruolo di Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, leader del primo partito italiano. Poi, per qualche 'casella' particolare si potrà fare la scelta di indicare profili autorevoli, non provenienti dai partiti, in grado di raggiungere meglio gli obiettivi. Ma questo non cambierà la vocazione di base della squadra». Lo ha detto, a Skytg24, la deputata di Fratelli d'Italia Ylenja Lucaselli. Quanto alle politiche energetiche «in questo momento di gravi difficoltà deve esserci una politica comune in Europa. Iniziative nazionali possono certamente essere assunte, ma in questo modo si è sicuramente più deboli».

11.35 – Grillo difende il Reddito: formiamo le Brigate di cittadinanza
«Oggi, i percettori del reddito di cittadinanza sono circa 3 milioni, molti dei quali con competenze che vorrebbero mettere a disposizione della comunità. E infatti sarebbe anche previsto che lo possano fare ma "qualcuno" preferisce impedirglielo, creando ostacoli burocratici per renderlo irregolare, se non illegale, perché è più comodo usarli come carne da cannone per fare la guerra ai poveri. Per questo chiamo a rapporto le Brigate di Cittadinanza, cittadini volenterosi che vogliano offrire il loro operato "illegalmente" per aiutare la comunità in cui vivono». Lo scrive Beppe Grillo, fondatore del M5s sul suo blog. «Servire la comunità - scrive ancora Grillo sul blog - è un dovere ma anche e soprattutto un diritto di ognuno. Cittadini che si possano sentire liberi di poter riparare una panchina dismessa, ripristinare un giardino abbandonato, costruire giochi per i bimbi, mettersi a disposizione per il prossimo. Brigatisti di Cittadinanza, abbiamo bisogno di voi! Abbiamo bisogno della vostra abilità e della vostra partecipazione!«.

11.26 – Migranti, Fico: cambiare norme per accogliere; no a modello Orban
«Oggi ricordiamo qui chi è morto in mare e ricordiamo quanto la comunità di Lampedusa sia una comunità accogliente e importante per il nostro Paese. L'Europa deve fare di più sul fronte dei flussi migratori, bisogna superare il concetto di Paese di primo approdo e far si' che ci sia una regolamentazione dei flussi da parte di tutta Europa con corridoi umanitari e una diversa legislazione al riguardo a livello europeo ed italiano. Con il superamento definitivo della legge Bossi-Fini». Lo dice il presidente della Camera, Roberto Fico. «Deve vincere un'Europa comunità, non un'Europa sul modello Orban, altrimenti i problemi aumentano. I flussi migratori non sono una emergenza, fanno parte della nostra vita e della società in maniera strutturale. Esistevano prima, esistono adesso ed esisteranno dopo. Dunque vanno gestiti perché sono anche una grande opportunità», conclude.

11.05 – Mulè (FI): necessaria agibilità politica per assumere decisioni 
«Sgombriamo il campo da equivoci sul governo che verrà formato: non parliamo di poltrone ma della natura che dovrà avere. Un governo di natura politica deve esprime ministri politici che, rispetto ai tecnici, hanno la libertà e l'adesione a una visione politica nemica del rigore. È necessaria quella agibilità politica che consente di assumere decisioni e rispondere a un mandato del parlamento. L'esperienza dei tecnici ci insegna che il grande limite è sempre stato quello di fermarsi sulla soglia di ciò che fa la differenza tra chi decide in virtù di un preciso mandato popolare ed elettorale ratificato dal Parlamento e chi non va oltre ciò che suggerisce la dottrina o gli studi accademici». Lo ha detto il sottosegretario alla Difesa e deputato di Forza Italia, Giorgio Mule', a Skytg24.

11.00 – Faraone, FdI su solco Draghi, ex sovranisti tifano Ue
«Al prossimo vertice europeo deve partecipare un governo forte e legittimato, anche se lontano da noi. La sensazione è che si vada nel solco di Draghi . Mi fa piacere sentire esponenti di Fdi dire che l'Europa è importante dopo che per anni hanno predicato il sovranismo. Bene se hanno cambiato idea, soprattutto visto il difficile contesto internazionale», così il presidente dei senatori di Italia Viva Davide Faraone a SkyStart. Secondo Faraone «Draghi consegna al nuovo governo un Paese con i conti in ordine, un tesoretto per far fronte ai rincari dovuti alla crisi e riserve di gas che ci sono per tutto inverno, non era scontato. Il governo ha fatto tutto quello per cui è stato chiamato, dalla pandemia al Pnrr . Eppure Draghi era considerato da tutti un tecnico, oggi sfido chiunque a dire che non abbia fatto politica. Il balletto tra governo di tecnici o di politici non ha senso , di certo vanno messi in campo contenuti politici . Mi auguro che la Meloni componga una squadra autorevole al di là del profilo delle figure che metterà in campo. Noi vigileremo sull'operato del governo e faremo un'opposizione durissima quando sarà necessario per il bene esclusivo del Paese come sempre abbiamo fatto negli scorsi anni sostituendo Draghi a Conte», conclude.

10.56 – Domani consiglio federale Lega a Roma, accelerare su squadra
Dal quartier generale del Carrocci ìo segnalano che «il consiglio federale della Lega è convocato domani alle 15 a Roma. Come anticipato, servirà per fare il punto della situazione con l'obiettivo di costruire in tempi rapidi la squadra di governo più efficace possibile».

10.50 – Donzelli (FdI), con troppi parlamentari dentro a rischio numeri Camere
«Per la riduzione» dei parlamentari «di Camera e Senato, mettere al governo troppe persone che devono stare in aula rischia di non garantire la serietà della maggioranza». Così Giovanni Donzelli, parlamentare di Fratelli d'Italia, ad Agorà Rai Tre risponde sul mix fra parlamentari e 'tecnici' nella composizione del prossimo esecutivo.

10.30 – Conte: “Sì a politiche espansive ma per fasce in difficotà”
«In campagna elettorale il centrodestra ha promesso di tagliare le tasse ai più ricchi con la flat tax solo per prendere voti illudendo le persone. Una promessa spazzata via già il 25 settembre. Da Londra arriva una lezione chiara: il Governo inglese ha dovuto fare retromarcia sul taglio delle tasse alle fasce di popolazione più ricche per non danneggiare la sterlina e mettere inutilmente il debito sotto pressione. In un momento di crisi servono certamente politiche espansive, ma indirizzate alle fasce di popolazione in difficoltà, ai lavoratori, alle imprese e agli investimenti ad alto moltiplicatore, come quelli in transizione ecologica. Non a elargire risorse a favore di chi ha già tutto e di più». Lo scrive in un post su Facebook il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte. «È la scelta -ricorda l'ex premier- che abbiamo fatto in pandemia, con importanti risultati: +6,7% di Pil nel 2021, riduzione di 5 punti del rapporto debito/Pil in un anno, salvataggio di un milione di cittadini dalla povertà, rilancio di settori come l'edilizia, oltre 300mila licenziamenti evitati».

10.15 – Conte, flat tax promessa spazzata via. Dal Regno Unito lezione chiara
«In campagna elettorale il centrodestra ha promesso di tagliare le tasse ai più ricchi con la flat tax solo per prendere voti illudendo le persone. Una promessa spazzata via già il 25 settembre. Da Londra arriva una lezione chiara: il governo inglese ha dovuto fare retromarcia sul taglio delle tasse alle fasce di popolazione più ricche per non danneggiare la sterlina e mettere inutilmente il debito sotto pressione». Così Giuseppe Conte sui social. «In un momento di crisi servono certamente politiche espansive, ma indirizzate alle fasce di popolazione in difficoltà, ai lavoratori, alle imprese e agli investimenti ad alto moltiplicatore, come quelli in transizione ecologica - prosegue il presidente M5s -. Non a elargire risorse a favore di chi ha già tutto e di più. E' la scelta che abbiamo fatto in pandemia, con importanti risultati: +6,7% di Pil nel 2021, riduzione di 5 punti del rapporto debito/Pil in un anno, salvataggio di 1 milione di cittadini dalla povertà, rilancio di settori come l'edilizia, oltre 300mila licenziamenti evitati».
10.13 – Calenda: “Meloni dica rapidamente cosa vuole fare i parte la speculazione”
«Non sappiamo come la Meloni intende affrontare le promesse che ha fatto, il problema dei costi pubblici, come tamponare il caro bollette. Credo debba farlo rapidamente se no i mercati vedranno che l'Italia è il Paese più fragile e scomposto e parte la speculazione, cosa che sta già accadendo». Lo ha detto Carlo Calenda a Agorà, su Raitre.
10.12 Calenda: non facciamo alleanze con il M5s, è il Pd che deve scegliere
«Devo parlare con Matteo. Il nostro punto è sempre molto evidente, noi non facciamo alleanze con il M5s, quel modo di fare politica è molto lontano di quello che serve al Paese. Dopodiché sarà il Pd a dover scegliere. La cosa è semplificata con Conte o Calenda ma il punto è capire cosa è la sinistra riformista, noi siamo liberaldemocratici». Lo ha detto Carlo Calenda a Agorà a proposito del prossimo voto amministrativo in Lombardia e Lazio.
10.10 – Calenda: “L’idea di Salvini e Berlusconi è indebolire la Meloni”
Sempre dell'idea che il governo dura poco? «Sì lo sono, ma non per la Meloni. È del tutto evidente che Berlusconi e Salvini, che agiscono insieme, hanno l'idea di indebolire Meloni anziché aiutarla al governo». Lo ha detto Carlo Calenda a Agorà, su Raitre.

09.30 – Renzi: Pd condannato a perdere se Schlein segretaria
«Il Pd deve scegliere, stanno con chi vuole creare lavoro o con chi vuole il reddito di cittadinanza? Se ci va la Schlein, io prevedo una bellissima grande alleanza a sinistra dove ci mettiamo dentro Conte, Bettini, D'Alema, la Schlein, e noi di Renew Europe, insieme a Carlo Calenda, Azione, Italia Viva e a quel punto a chi verrà alle prossime elezioni saremo noi la maggioranza, perché una sinistra in quel modo è condannata a perdere, in tutta Europa e in tutto il mondo. Se il Pd sceglierà Elly Schlein, auguri di buon lavoro a Elly Schlein, auguri di buon lavoro a D'Alema, Bettini e Giuseppe Conte: li vedo bene insieme, ma penso che saranno destinati a perdere le prossime elezioni». Così Matteo Renzi, ospite di Zona Bianca, su Rete 4.
9.20 – Tajani: “Io ministro? Deciderà Berlusconi”
«Farò ciò che deciderà il leader del mio partito, Silvio Berlusconi, non ho smanie particolari». Lo dice Antonio Tajani, coordinatore di Forza Italia, intervistato da Radio24, alla domanda se farà parte del prossimo governo con un ruolo di ministro.
09.15 – Tajani, fondi da misure su Superbonus e pace fiscale
«Si può lavorare della riduzione del Superbonus che passa dal 110% all'80%» e anche alla «pace fiscale»: sono due delle strade indicate dal coordinatore di FI Antonio Tajani, intervistato a Radio24, per trovare le risorse necessarie a finanziare nuove misure contro il caro energia. «Pace fiscale non vuol dire condono ma vuol dire permettere allo Stato di incassare 40-50 miliardi frutto di accordi fra imprese e erario. Insomma, vuol dire pagare meno ma subito e far entrare subito i soldi». Per quanto riguarda l'ipotesi di modificare il Reddito di cittadinanza Tajani dice: «Continuiamo a sostenere un principio giusto ma ci sono troppi imbroglioni e i soldi vanno dati a chi ha bisogno».
09.00 – Renzi, interesse Paese è che Meloni inizi a lavorare
«Ora è importante che il prima possibile ci sia il governo, io sarò all'apposizione e vediamo che cosa Meloni riuscirà a fare. Io dico che Meloni cambierà idea su molte cose sull'Europa, ma è bene che Meloni inizi presto a lavorare». Lo ha detto Matteo Renzi a Carta Bianca su rete 4. «Oggi l'interesse del Paese è che Meloni inizi a lavorare. In Europa la situazione è bella complicata: c'è un clima internazionale devastante con il rischio di una guerra nucleare, abbiamo il caro energia e l'inflazione, quindi è giusto che il governo Meloni parta», ha aggiunto.
08.15 – Castellina: “Il Pd è un partito centrista, non è di sinistra”
«Il Pd non è di sinistra. Va rinominato, da molto tempo è un partito centrista», «il Pd è il frutto di diverse trasformazioni del partito comunista», «all'interno ci sono ancora persone e memorie di sinistra ma la sua non è una politica di sinistra». Così, in un'intervista a La Stampa, Luciana Castellina, parla della crisi dem. «Non credo che il Pd sia riformabile come partito di sinistra - evidenzia -. Non ne ha più la cultura né le persone. Il mio partito è Sinistra Italiana. È minoritario. Mi piacerebbe che fosse di maggioranza ma vorrei innanzitutto che facesse cose di sinistra». 

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