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Lo strappo di Bossi: “Nasce il Comitato Nord”. Meloni vede Berlusconi, nuovo esecutivo in tre settimane. Lega: “Sarà la legislatura dell’autonomia regionale”

Tajani: «Salvini può fare il ministro dell’Interno, ma Forza Italia ha pari dignità della Lega». La leader FdI: «Difesa dell’ interesse nazionale, strategia industriale, stop speculazione sul gas»

DIRETTA A CURA DELLA REDAZIONE
Aggiornato alle 19 minuti di lettura

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ROMA. «Per Forza Italia Matteo Salvini può fare il ministro di qualsiasi dicastero, può scegliere lui, poi è il presidente della Repubblica che nomina ma per quanto ci riguarda non ci sono assolutamente problemi», sostiene il vicepresidente di Forza Italia Antonio Tajani al villaggio di Coldiretti a Milano. Intanto il capo dell'Ufficio del presidente ucraino Andriy Yermak ha avuto un colloquio telefonico con il presidente del Copasir Adolfo Urso, durante il quale si è congratulato con Fratelli d'Italia e la sua leader Giorgia Meloni per la vittoria alle elezioni tenutesi in Italia il 25 settembre e ha espresso la speranza per l'attuazione della posizione a sostegno dell'Ucraina dopo la formazione del nuovo governo italiano. Andriy Yermak, a nome del presidente Zelensky, ha invitato Giorgia Meloni a visitare l'Ucraina. «Questo supporto - ha sottolineato Yermak - è molto importante per noi, dopo l'approccio favorevole alla nostra vittoria». 
Per quanto riguarda la sua prima uscita pubblica post elezioni, Giorgia Meloni scegli il villaggio della Coldiretti a Milano. Difesa degli interessi nazionali, libertà alle imprese, soluzioni per la crisi energetica sono stati i temi e le proposte dell’esecutivo che verrà. Al suo ingresso parte la canzone di Rino Gaetano diventata inno della sua campagna elettorale, “A mano a mano”. E a mano a mano Meloni abbandona un po’ della ritrosia verbale degli ultimi giorni per assicurare che, «se saremo chiamati a governare, abbiamo in mente di dare risposte immediate ed efficaci alla nostra nazione» ed entrare nel nocciolo delle questioni. Individua la stella polare: «La cultura dell'Italia deve tornare a partire dalla difesa del suo interesse nazionale per trovare soluzioni comuni. È qualcosa che cambierà nei prossimi mesi. Non vuol dire avere un approccio negativo verso gli altri, ma positivo verso se stessi». E rivendica di avere avvertito per tempo che si sarebbe dovuto guardare da prima in casa propria: «Quelli che oggi hanno letto i giornali avranno dovuto fare i conti con il fatto che quando qualcuno in questa nazione segnalava che “in Europa si parte dalla difesa degli interessi nazionali per arrivare a soluzioni comuni” non lo facevamo perché eravamo populisti, ma lucidi».

Prima uscita pubblica di Meloni: "Con Berlusconi incontro costruttivo, a Salvini mando 'bacioni'"

Aggiornamenti ora per ora

21.25 – Meloni a al Sisi, Italia pronta a rafforzare cooperazione
«L'Italia è pronta a rafforzare la nostra cooperazione bilaterale su molti campi: sicurezza energetica, stabilità del Mediterraneo e del Medio Oriente, diritti umani e libertà religiosa. Grazie signor Presidente al-Sisi». Lo scrive su Twitter la leader di FdI Giorgia Meloni replicando alle "congratulazioni" arrivate dal presidente della Repubblica egiziano Abdel Fattah al-Sisi.

21.24 – Al Sisi si congratula con Meloni
«Il presidente Abdel Fattah al-Sisi si congratula con Georgia Meloni per la vittoria del suo partito alle elezioni italiane». E' quanto si legge sul profilo Twitter della presidenza della Repubblica egiziana.

19.30 – Lega: “Sarà legislatura che attuerà l’autonomia regionale”
«Dopo trent'anni di battaglie, questa sarà la legislatura che finalmente attuerà quell'Autonomia delle Regioni che la Costituzione prevede. È nel programma del Centrodestra, non costerà nulla anzi farà risparmiare milioni, avvicinerà i cittadini alla politica, taglierà sprechi e burocrazia. E il Ministero per le Riforme e gli Affari Regionali sarà protagonista di questa pacifica rivoluzione». Così una nota della Lega.

18.57 – Lo strappo di Bossi: “Nasce il Comitato Nord, per riconquistare elettori e rilanciare l’autonomia”
Umberto Bossi lancia la sfida per il nord, per una nuova Lega che punta «a rilanciare il progetto autonomista». Secondo quanto fa sapere il Senatur all'AdnKronos nasce in data 1 ottobre il Comitato Nord. Si tratta, viene spiegato di una iniziativa interna alla Lega per Salvini premier, voluta dal presidente della Lega Nord, risultato eletto alla Camera alle ultime politiche, dopo la correzione dei conteggi del Viminale. «È un passaggio vitale – ha spiegato Bossi – finalizzato esclusivamente a riconquistare gli elettori del Nord, visto il risultato elettorale del 25 settembre per rilanciare la spinta autonomista». Nel Comitato Nord sono invitati ad aderire, tutti gli iscritti alla 'Lega per Salvini premier', come sottolinea lo stesso Bossi, «che vogliono impegnarsi con rinnovato entusiasmo alla conquista degli obiettivi che sono stati alla base della fondazione della Lega nel marzo 1984». Il progetto sarebbe già in fase avanzata, poiché «sono state poste le basi per la struttura organizzativa del Comitato». Con il Comitato Nord, di fatto, Umberto Bossi torna in campo energicamente per la Lega e per l'autonomia, fanno sapere fonti vicine al Senatur.

18.47 – +Europa attende esito del riconteggio, entro giovedì atteso il verdetto
Sono tanti i candidati ed eletti di Camera e Senato, “in attesa di giudizio”. Il loro ingresso in Parlamento, infatti, è appeso ai riconteggi a seguito di alcuni errori di calcolo riguardo la lista degli eletti e l'attribuzione dei seggi. Errori che hanno fatto scattare il cosiddetto flipper (vero incubo del Rosatellum per chi non correva in seggi blindati) e potrebbero alla fine restare fuori anche se dati dentro o esser ripescati. Per capire che fine faranno bisognerà aspettare la prossima settimana, mercoledì, giovedì al massimo, quando è prevista la proclamazione ufficiale dopo la verifica dei verbali di ogni sezione elettorale da parte delle Corti d'Appello competenti e della Cassazione, che dovrà mettere il timbro finale. Benedetto Della Vedova, segretario nazionale di Più Europa, spiega a i vari passaggi che porteranno alla risoluzione del rebus conteggio: «Noi abbiamo chiesto che le cancellerie delle Corti d'appello competenti in ogni Regione effettuassero con scrupolo tutte le operazioni previste e non si basassero sui dati del Viminale». Vogliamo che sia fatto un controllo specifico sulla congruenza dei verbali. Faranno il loro conteggio autonomo e poi vediamo cosa succede... Abbiamo semplicemente segnalato che per Più Europa i 5-6 centesimi di punto percentuali sono decisivi per essere presenti in Parlamento. Ora -spiega Della Vedova- siamo in attesa dei dati della Cassazione, che sono gli unici a fare fede». In queste ore le Corti d'Appello stanno verificando, Regione per Regione, i verbali di tutte le sezioni elettorali: poi saranno inviati alla Cassazione che farà tutti i passaggi necessari per la vidimazione e la proclamazione ufficiale.

18.02 – Anpi: vince maggioranza postfascista, ci sarà rilancio sovranismo
«Per la prima volta nella storia repubblicana, in parlamento ha vinto una maggioranza a trazione postfascista, con un partito che non nasconde le sue origini dalla cultura e dalle politiche del MSI. Si appanna così l'immagine chiara e distinta dell'antifascismo come religione civile costituita, come tessuto democratico unitario, come sfondo culturale comune ed egemone. Per la prima volta l'Unione Europea ha un Paese fondatore con un governo a maggioranza post fascista. Questo determinerà un grande rilancio dei sovranismi europei, che propongono un'altra UE in cui prevalga il diritto nazionale su quello europeo, l'Europa delle nazioni su quella dei popoli». È quanto si legge nel testo del documento approvato dall'organismo dirigente nazionale dell'Associazione nella riunione di oggi.

17.37 – Calenda: primo sondaggio post voto in crescita 7.9%, avanti
«Primo sondaggio post voto ancora in crescita 7,9%. Avanti». Lo scrive su Twitter il leader di Azione Carlo Calenda.

17.35 – Biondi (FdI): Europa cambiata, più vicina alla realtà sociale. Sindaco L'Aquila: posizione futuro governo Meloni inequivocabile
«L'Europa è cambiata, in questi anni è diventata molto più politica. Soprattutto a causa della pandemia non poteva continuare a essere solo un soggetto burocratico regolatore dei mercati che spesso andava contro gli interessi degli Stati sovrani, si è capito che doveva adeguarsi alla realtà sociale: servono nazioni più forti che, di conseguenza, rendano l'Europa più solida. Questo cambio di pelle testimonia la bontà di alcune prese di posizione che emergevano anche nell'ambito del Centrodestra attraverso le quali si chiedeva all'Europa di cambiare». Così il sindaco dell'Aquila, Pierluigi Biondi, di Fdi, a margine della presentazione del festival "Riscoprire l'Europa", che si terrà nel capoluogo regionale dall'8 al 16 ottobre prossimi. Biondi è uno degli uomini più vicini al leader nazionale di Fdi, Giorgia Meloni, non a caso è stata eletta deputata nel collegio uninominale L'Aquila-Teramo. «Nessuno ha mai voluto sfaldare l'Europa – continua il primo cittadino –, nessuno ha mai voluto rompere l'unità politica degli Stati europei, ma oggi serve una nuova Europa, una Europa che sia più vicina soprattutto alle Nazioni che hanno più bisogno, mentre fino all'altro ieri tutelava gli Stati più forti. Cosa farà il governo a guida Meloni? Bisogna chiederlo al governo Meloni, qualora Giorgia dovesse essere incaricata dal presidente della Repubblica, mi sembra però che la collocazione del futuro governo non solo dalle posizioni assunte in campagna elettorale ma anche dai nomi che circolano come ministri, sia assolutamente chiara ed inequivocabile, cioè in una Europa vicina ai cittadini».

17.20 – Chiorino (FdI): “Vergogna minacce a Meloni, mi aspetto ferma condanna da tutti i partiti”
«Dopo una campagna elettorale al veleno prosegue l'ondata di odio contro Giorgia Meloni e Fratelli d'Italia, arrivando addirittura a minacciare di morte la leader di FdI. Non è bastato l'attacco vergognoso della giornalista Rula Jebreal, o i manifesti in cui si inneggiava a Meloni “appesa”. Da Torino, in Piazza XVIII Dicembre, partono minacce di morte a Giorgia Meloni. Mi aspetto la ferma condanna di tutte le forze politiche verso quei delinquenti che inneggiano alla morte di Giorgia e la granitica presa di distanza anche e soprattutto da chi, quell'odio, lo ha fomentato». Lo dichiara l'Assessore regionale di FdI Elena Chiorino.

17.12 – Berlusconi: unità nazionale sia condizione per prossimo governo
«Nel nuovo governo, servirà l'impegno di molti, in uno sforzo di vera unità nazionale, come condizione d'animo del Paese. Del resto, le emergenze da fronteggiare e le grandi riforme che dobbiamo mettere in cantiere richiedono il concorso di tutti». Così il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi su twitter.

17.00 – Lega: fronda nordista sceglie la data dell’assemblea per il 15 ottobre
È stata fissata la data dell'assemblea dei militanti leghisti “dissidenti”, che negli scorsi giorni avevano reso noto che si sarebbero riuniti, in attesa dei congressi regionali del Carroccio, in vista di una svolta “nordista” dopo la sconfitta elettorale del partito guidato da Matteo Salvini. Nelle chat dei militanti, di amministratori locali e ex dirigenti di Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Piemonte circola l'invito per il 15 ottobre, a Biassono, alle porte di Monza, per un incontro («aperto a tutti»), dal titolo “Per il nord! Riparte la battaglia!”. A spiegare gli obiettivi del meeting è Gianni Fava, già deputato e dirigente della vecchia Lega, nonché ultimo sfidante di Salvini alla segreteria, nel congresso del 2016. «Due sono le circostanze che rilanciano la battaglia per il Nord: la fine del salvinismo, miseramente naufragato e senza prospettive e la nascita di una pseudo-Lega al sud incarnata perfettamente dai 5 stelle. Oggi finisce l'equivoco e legittimamente si può tornare a militare per dar voce al sindacato del Nord». Per Fava «oggi più che mai serve un contenitore politico che possa incarnare questo sentimento che si annida soprattutto tra i milioni di elettori che hanno scelto di non andare a votare. Ma non solo quelli. Penso ad esempio a chi ha scelto di turarsi il naso votando a destra per la sola assenza di una proposta politica credibile che provenisse dal mondo autonomista e regionalista che per decenni era stata incarnata dalla Lega Nord», dice ancora con riferimento al travaso di voti dalla Lega a Fdi, che ha ribaltato i rapporti di forza al nord, tra Carroccio e Fratelli d'Italia. «Ne parleremo e discuteremo a Biassono – aggiunge –. Con questa mobilitazione spontanea di persone comuni che vogliono tornare a credere ci sia speranza. Le condizioni ci sono e di certo non posso essere io a tirarmi indietro. Mi stanno chiamando e scrivendo a centinaia e nessuno dovrà faticare a convincermi del fatto che sono tornate buone molte delle nostre battaglie. Senza nostalgie e senza ripetere gli errori del passato». «Qualcuno pensava davvero che ibernando la Lega nord sarebbe sparita l'identità politica di ciò che ha rappresentato in questi oltre 30 anni?», si domanda Fava.

16.30 – Fratoianni: lotta a cambiamenti clima sia priorità
«Anche ieri, dopo i disastri del giorno prima sul litorale laziale, abbiamo potuto vedere gli effetti devastanti dei fenomeni climatici estremi in Sicilia da Mazara del Vallo a Trapani al Belice. È necessario ed urgente che anche per queste località sia riconosciuto lo stato di calamità naturale per i primi interventi». Lo afferma Nicola Fratoianni dell'Alleanza Verdi Sinistra. «Ma questo non basta, della lotta ai cambiamenti climatici non ci si può ricordare solo quando i disastri sono avvenuti: legge sul clima ed interventi legislativi efficaci – conclude il leader di Sinistra Italiana – per la mitigazione, tutela e cura del territorio sempre più fragile, sono alcuni degli atti che il prossimo Parlamento e il prossimo governo dovranno assumere senza indugio».

16.10 – Salvini: difesa agricoltura e pesca sarà nostra priorità
«La difesa di agricoltori, allevatori e pescatori italiani sarà una priorità del nostro governo, che nascerà a breve grazie alla vostra fiducia. Mangiare e bere italiano significa vivere meglio e difendere il lavoro di migliaia di persone. Scarafaggi, vermi o cavallette, latte sintetico o carne finta da laboratorio, schifezze imposte dalle mulitinazionali e dall'Europa? No, grazie. Viva l'Italia, anche a tavola». Così il segretario della Lega, Matteo Salvini su Twitter.

16.00 – Bonelli: “Salvini non può andare al Viminale per tre motivi”
«Sono tre i motivi per cui Salvini non può fare il ministro dell'Interno. Il primo è rappresentato dai rapporti di Salvini con la Russia: tutti i governi europei rimarrebbero stupiti da questa scelta e la credibilità del nostro Paese ne subirebbe un contraccolpo difficilmente rimediabile». Lo scrive in una nota il co-portavoce di Europa Verde e esponente di Alleanza Verdi e Sinistra Angelo Bonelli. «La seconda ragione – sottolinea – è che il suo partito è alleato con il partito di Putin, Russia Unita, con un patto scritto di informazioni tra le due formazioni politiche. Il terzo motivo, ma non meno importante – prosegue l'ecologista – è che Salvini ha un procedimento penale aperto nell'esercizio delle funzioni di ministro dell'interno. Che alla destra, che ha vinto le elezioni, questo non rappresenti un problema trasforma il tutto in un gigantesco problema di credibilità del futuro governo», conclude Bonelli.

15.51 – Meloni ha firmato petizione contro cibo in provetta
Giorgia Meloni, nella sua prima uscita pubblica dopo la vittoria alle elezioni, ha firmato la petizione mondiale per fermare lo sbarco a tavola del cibo sintetico promossa da World Farmers Markets Coalition, World Farmers Organization, Farm Europe, Coldiretti e Filiera Italia. Lo ha annunciato al Villaggio della Coldiretti a Milano davanti a migliaia di agricoltori arrivati da tutta Italia al fianco del presidente della Coldiretti Ettore Prandini e del segretario generale Enzo Gesmundo. Si tratta del primo impegno preso da Giorgia Meloni dopo le elezioni nei confronti per combattere l'arrivo del cibo sintetico sulle tavole degli italiani. Dalla carne prodotta in laboratorio al latte "senza mucche" fino al pesce senza mari, laghi e fiumi, il cibo in provetta potrebbe presto inondare il mercato europeo - denuncia Coldiretti - poiché già ad inizio 2023 potrebbero essere introdotte a livello Ue le prime richieste di autorizzazione all'immissione in commercio che coinvolgono Efsa e Commissione Ue. «La carne in provetta cancella l'identi popolare di una intera nazione», ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che «dietro l'alibi della tutela ambientale si nascondano speculazioni che portano al cibo sintetico». Prandini, dopo aver lanciato per interventi urgenti per il contenimento dei costi energetici, ha ricordato davanti a Giorgia Meloni le proposte della Coldiretti per il nuovo governo dai bacini di accumulo anti siccità in grado di trattenere il 52% dell'acqua alle energie rinnovabili per le quali ha denunciato i ritardi della burocrazia su biometano e biogas con il rischio di sprecare le risorse del Pnrr. Il presidente della Coldiretti ha proposto alla leader di Fratelli d'Italia la creazione di un Ministero della Sovranità alimentare per concentrare le competenze sparse in troppi ministeri. Ma fra le urgenze dei primi cento giorni di Governo, Prandini ha infine indicato il contenimento della fauna selvatica che distrugge i raccolti e compromettere il futuro delle aziende e dei giovani agricoltori.

15.44 – Piccolo paese della Sardegna roccaforte Fdi in Italia
Nughedu Santa Vittoria, piccolo paesino del Barigadu, nella Sardegna centrale, ha fatto segnare il record percentuale di voti di Fratelli d'Italia all'ultima tornata elettorale. «Col 57,76% di preferenze siamo ai vertici della graduatoria nazionale», fa sapere il sindaco Francesco Mura. Mura è neo deputato, eletto al proporzionale, dove aveva il terzo posto in lista. La sua militanza nel partito di Giorgia Meloni inizia nel 2017, quando viene nominato segretario provinciale. Da allora, ha fatto crescere esponenzialmente il partito, diventando consigliere regionale (col ruolo di capogruppo) nel 2019. Oltre al dato di Nughedu Santa Vittoria, impressionano le percentuali prese da Fdi in tutta la provincia di Oristano, dove 66 comuni su 85 sono andati sopra la media nazionale. «È il risultato del lavoro fatto da tutto il gruppo che ci sostiene», dichiara Francesco Mura, che il 13 ottobre sarà tra i parlamentari presenti all'insediamento della Camera.

15.41 – Rotondi: «Ora ricostruire con Meloni una forza di massa che sostituisca la Dc»
«Per fortuna si è spenta subito la mistica dei tre tenori democristiani sopravvissuti nel nuovo Parlamento, che saremmo Casini, Tabacci ed io. La realtà è che i parlamentari democristiani sono di più, molti di più, in tutti i partiti. Ma non è questo il tema del cattolicesimo politico: la Dc aveva una grande classe dirigente,e i suoi scampoli ancora tornano utili a tutti i partiti. Questo reclutamento fa bene a tutti,specie ai reclutati. La questione democristiana è ben altra. Adesso c'è Giorgia.E' premier. Ci è arrivata da sola, rimontando una destra ridotta peggio della Dc,e quadruplicandone i consensi. Oggi il centrodestra è Giorgia Meloni,piaccia o no(e piace anche a chi non vota per il centrodestra, almeno in questa fase)», scrive su “Huffington post” Gianfranco Rotondi, presidente di “Verde è popolare”, parlando del futuro del centrodestra. «Ora -spiega Rotondi- il tema non è votare la Meloni, ma costruire finalmente una casa politica alternativa alle cento sfumature di sinistra che in Italia governano anche quando perdono. Questa è la nuova forma della questione democristiana: la ricostruzione di una forza di massa che sostituisca la Dc, finalmente, in modo degno. Si dice che Giorgia è di destra. Sissignori, è di destra,ma lo erano anche Scelba, Medici, Tambroni e a tratti anche Fanfani. Il partito che immagino può muovere da destra,inglobare il centro e recuperare il riformismo socialista mai piegatosi alla sinistra giustizialista». E aggiunge: «Massimo rispetto per la sinistra cattolica che anima e guida il Pd, ma la nuova questione democristiana si gioca sul successo politico di Giorgia Meloni. E' il tema di una nuova forza di massa, non dell'ennesimo cespuglio che farebbe la fine della lista dei moderati, che hanno raccolto un misero decimale, disperdendo voti e producendo alla coalizione il danno della perdita di quattro seggi».

15.34 – Esecutivo, Meloni insidia il record di velocità di Berlusconi
La cadenza delle tre-quattro settimane per il nuovo esecutivo è stata rispettata anche nel 1996 e nel 2001, rispettivamente con Romano Prodi e sempre Berlusconi. Nel primo caso si votò il 21 aprile, le Camere si insediarono il 9 maggio, il 15 ci furono le consultazioni, il giorno dopo l'incarico, quindi il 17 scioglimento della riserva e nomina dei ministri, il 18 il giuramento, in tutto 27 giorni. Cinque anni dopo si votò il 13 maggio, il 30 ci fu la prima seduta del nuovo Parlamento, l'8 giugno le consultazioni, il 9 l'incarico, il 10 lo scioglimento della riserva e la nomina dei ministri, l'11 il giuramento, in questo caso 29 giorni. Alcide De Gasperi e lo stesso Prodi riuscirono a formare il loro quinto e secondo Governo in un tempo relativamente breve nonostante avessero dovuto attendere la nomina del nuovo Presidente della Repubblica. Nel 1948, dopo le elezioni del 18 aprile, l'avvio della legislatura l'8 maggio e l'elezione di Luigi Einaudi l'11, il leader Dc si insediò il 24 maggio, a 36 giorni dal voto. Nel 2006, invece, dopo le elezioni del 9 aprile, l'insediamento del Parlamento il 29, l'elezione di Giorgio Napolitano il 10 maggio, il Professore giurò il 17, a 38 giorni dal voto. Una ipotetica hit parade nella quale entrano anche Giovanni Leone (37 giorni nel 1968 dal voto del 19 maggio al giuramento del 25 giugno); Amintore Fanfani (38 giorni nel 1958 dalle elezioni del 25 maggio al giuramento del 2 luglio), Bettino Craxi (39 giorni nel 1983 dal voto del 26 giugno al giuramento il 4 agosto). Al contrario sembra difficilmente superabile il record stabilito da Giuseppe Conte nella precedente legislatura, insediatosi a palazzo Chigi il 1 giugno del 2018, 89 giorni dopo le elezioni del 4 marzo. Cinque in più rispetto agli 84 che furono necessari a Giuliano Amato, premier dal 28 giugno del 1992, dopo il voto del 5 aprile, passando per le dimissioni del Presidente della Repubblica, Francesco Cossiga, e l'elezione del successore, Oscar Luigi Scalfaro, arrivata il 25 maggio, due giorni dopo l'attentato a Giovanni Falcone.

15.29 – Tempi stretti per la nuova squadra di governo
Far presto per affrontare la crisi legata agli aumenti del costo dell'energia e per approvare entro l'anno la legge di Bilancio. E' l'agenda politica, economica e sociale, con l'inedito delle elezioni svoltesi alla fine dell'estate, a imporre tempi rapidi per il varo del nuovo Governo. Ma anche i precedenti dimostrano che con una maggioranza chiara uscita dalle urne, in meno di un mese si può arrivare al conferimento dell'incarico al presidente del Consiglio da parte del Presidente della Repubblica, allo scioglimento della riserva e alla nomina dei ministri e al giuramento. Una tabella di marcia ancora non è fissata con precisione, visto che le uniche date certe sono quella del 13 ottobre per le sedute inaugurali di Senato e Camera, mentre tra il 16 e il 17 dovrebbe arrivare l'elezione dei capigruppo, con la possibilità quindi da quel momento in poi per il Capo dello Stato di ricevere le rappresentanze dei partiti per le consultazioni. Se tutto filasse liscio, Giorgia Meloni, premier in pectore, intorno al 23 ottobre potrebbe insediarsi a Palazzo Chigi, con la prospettiva, se questo avvenisse prima, di battere il record detenuto da Silvio Berlusconi. Nel 2008, sedicesima legislatura, dopo le elezioni del 13 aprile; l'insediamento delle Camere il 29; le consultazioni il 6 maggio; l'incarico al leader del Popolo della libertà e l'immediato scioglimento della riserva con la nomina dei ministri il 7; il Governo entrò in carica l'8 con il giuramento al Quirinale. 25 giorni in tutto.

14.46 – Meloni: «Lucidi non populisti. Partire dalla difesa degli interessi nazionali»
«Quando segnalavamo che si parte dalla difesa degli interessi nazionali per arrivare a soluzioni comuni, non lo facevamo perché eravamo populisti ma perché eravamo lucidi», ha detto la presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, dal palco di Coldiretti a Milano. «La postura dell'Italia deve partire dalla difesa del suo interesse nazionale per arrivare a soluzioni comuni. Questo cambierà nei prossimi mesi, che non vuol dire avere un approccio negativo verso gli altri ma positivo verso se stessi», ha spiegato.

14.38 – Meloni: «Con Berlusconi incontro concreto. Non abbiamo parlato di ministri»
Quello con Silvio Berlusconi ad Arcore è stato «un incontro cordiale e concreto, siamo d'accordo sulle prime cose da fare. Non abbiamo parlato di ministri. Sono molto fiduciosa». Così la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, a margine della visita al Villaggio Coldiretti di Milano.

14.31 – Renzi: «Pd è finito. Il futuro siamo noi»
«Il Pd per come l'abbiamo conosciuto è finito, questione di mesi e il congresso lo chiarirà definitivamente». A dirlo è il leader di Italia viva, Matteo Renzi, a margine di un evento a Milano. «Ma è importante che noi siamo il partito che ha il futuro davanti a sé, da qui alle europee c'è uno spazio di straordinaria crescita per Azione e Iv nella logica che ci siamo detti, cioè che non deve essere solo Azione e Iv, dobbiamo allargarci di più e su questo c'è piena con Calenda e Azione», ha aggiunto l'ex premier. «Noi - ha concluso Renzi - sappiamo che ormai il Pd è il passato di questo Paese, questa storia qua "Reniew Europe" è il futuro».

14.21 – Andreatta: «Ingiusto fare di Letta capro espiatorio. Il Pd rischia di essere un partito senz'anima»
Il problema non è di persone, «ma dell'intero partito. Trovo ingiusto che si cerchi di fare di Letta il capro espiatorio. Enrico Letta ha provato fino all'ultimo a rendere la coalizione competitiva con il campo largo, ma il narcisismo esasperato di Conte e Calenda, e la loro inaffidabilità, l'hanno reso impossibile. E poi si è speso in una campagna elettorale durissima, senza risparmiarsi. Ora con grande dignità si fa da parte», dichiara al Corriere Filippo Andreatta, docente di Scienza politica all'Università di Bologna, amico di Enrico Letta e figlio di Beniamino Andreatta, fra i padri dell'Ulivo. «La semplice sostituzione del segretario è una soluzione gattopardesca - spiega -. Ogni volta il Pd mette in scena un rito di cannibalismo che poi non risolve nulla. Il Pd ha perso il rapporto con il popolo della sinistra. Rimane in sintonia con la borghesia delle Ztl, ma non fa più breccia tra i lavoratori delle periferie e dei piccoli centri. Si sta trasformando in una specie di partito radicale di massa, che è una contraddizione in termini». Il Pd rischia di essere «un partito senz' anima, proprio quando subisce la competizione di Conte da sinistra e di Calenda da destra. E senza identità e senz' anima si è destinati a morire». Ora, secondo Andreatta ci sono «solo due strade per ritrovare un rapporto forte con l'elettorato. O si taglia con il passato, rottamando tutti, ma proprio tutti, i dirigenti che hanno avuto un legame organico con i partiti fondatori». Oppure «si prende atto del fallimento e ci si scinde in due partiti. Uno riformista e l'altro più massimalista, rimanendo alleati alle elezioni».

14.15 – Lega: «In tempi rapidi governo di alto profilo. Intervenire contro caro bollette»
«La Lega è impegnata per garantire all'Italia in tempi rapidi un governo di alto profilo e per affrontare l'emergenza bollette. Il caro energia è un problema che Matteo Salvini denuncia da mesi, e anche alla luce di quanto accade in Europa sarà il prossimo esecutivo a dover intervenire rapidamente a tutela di famiglie e imprese», così una nota della Lega.

14.09 – Terzo polo, Renzi: «Al lavoro per per fare di Renew Europe il primo partito alle elezioni europee del 2024»
«Milano e la Lombardia ci hanno regalato un risultato straordinario. Appena tornato in Italia ho detto grazie ai militanti che hanno fatto una bellissima campagna elettorale. Insieme a Carlo Calenda lavoreremo insieme per fare di Renew Europe il primo partito alle elezioni europee del 2024. Nel frattempo opposizione leale e rigorosa. Quanta energia oggi nella sala, da Milano riparte il futuro», scrive, su Facebook, il leader di Italia viva, Matteo Renzi.

14.03 – Berlusconi: «Massima unità di intenti nel centrodestra dopo l’incontro con Meloni oggi e con Salvini ieri»
«Ho incontrato ieri Matteo Salvini e oggi Giorgia Meloni. Nel centrodestra c'è massima comunità d'intenti. Abbiamo condiviso la necessità che l'Italia abbia un governo di alto profilo, capace di affrontare le gravi emergenze che il Paese si trova di fronte», ribadisce il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi su Twitter dopo il faccia a faccia con Meloni.

13.57 – Bonaccini (Pd): «Modificare Pnrr sarebbe una sciagura. Meloni sa di non essere Draghi, deve conquistare credibilità»
«Modificare il Pnrr? Sarebbe una sciagura. Visto che la campagna elettorale è finita, chiedo si usino parole di verità perché la questione è estremamente delicata e non possiamo scherzare». Così Stefano Bonaccini, presidente dell'Emilia-Romagna, in un post su Facebook torna sul tema del Piano nazionale di ripresa e resilienza. «Meloni - aggiunge - peraltro sa di non essere Draghi: la sua credibilità in Europa se la dovrà conquistare e io glielo auguro per l'interesse dell'Italia». L'Italia, ricorda il governatore, «ha presentato un piano dettagliato di investimenti e ha chiuso con l'Europa un accordo vincolante per ottenere sia i contributi a fondo perduto, sia i prestiti a tasso vantaggioso. In quell'accordo ci sono i progetti ma anche tempi tassativi che già sarà complicatissimo rispettare. Guai ad aprire contenziosi su questo o ci giochiamo una marea di soldi. Oltre a confermare l'idea di un Paese inaffidabile». Il problema, per Bonaccini, è «il mutato scenario dei prezzi. Suggerisco al nuovo governo, appena si insedierà, di convocare immediatamente le parti sociali e Regioni ed enti locali per ridiscutere di come questo problema impatta drasticamente anche sul Pnrr: a prezzi più alti si possono realizzare meno cose e già oggi molte gare stanno andando deserte, le imprese non sottoscrivono i contratti e i cantieri aperti si fermano. Il governo Draghi ha già assunto un primo provvedimento in proposito e noi abbiamo aggiornato i prezziari a più riprese, ma certamente molto resta da fare. Bisogna trovare soluzioni efficaci e condivise e vedrete che su questo l'Europa potrebbe avere interesse a ragionare con noi».

13.49 – Meloni: «Vogliamo difendere l'ambiente con l'uomo dentro»
«Se dovessimo essere chiamati a governare, è chiaro da subito abbiamo in mente di dare risposte valide ed efficaci e le daremo presto. Sull'agroalimentare ci sono tre grandi questioni, il primo è la sostenibilità ambientale, sociale ed economica: vogliamo difendere l'ambiente con l'uomo dentro», sostiene Giorgia Meloni intervenendo al Villaggio Coldiretti a Milano. «Il tema della protezione è la seconda questione cioè qualità, difesa del marchio e delle filiere - aggiunge -. La sovranità alimentare è la terza questione, ed è centrale: ci hanno raccontato che il libero commercio senza regole ci avrebbe reso tutti più ricchi, ma non è andata così, la ricchezza è concentrata verso l'alto e ci siamo indeboliti, dipendiamo da tutti per tutto».

13.42 – Meloni: «Non faremo da soli, coinvolgere corpi intermedi»
Giorgia Meloni sintetizza la sua idea di governo parlando alla manifestazione della Coldiretti a Milano ribadendo un concetto di fondo: «Non faremo da soli, coinvolgeremo i corpi intermedi». E spiegando la necessità di un «sovranismo alimentare» per rendere il Paese autosufficiente anche in questo settore.

13.37 – Meloni: «Bisogna controllare le catene di approvvigionamento»
«Bisogna controllare le catene di approvvigionamento per essere padroni del proprio destino», ha detto Giorgia Meloni parlando alla Coldiretti. La leader di Fratello d’Italia sintetizza la sua idea di governo ribadendo un concetto di fondo: «Non faremo da soli, coinvolgeremo i corpi intermedi». E riafferma la necessità di un «sovranismo alimentare» per rendere il Paese autosufficiente anche in questo settore.

13.29 – Renzi a Milano: «Salvini ha preso una tranvata storica»
«La Lega di Matteo Salvini ha preso una tranvata storica: hanno preso quanto noi che siamo partiti un mese e mezzo prima delle elezioni. Se avessimo avuto tre settimane in più avremmo superato Lega e Berlusconi, che però è un Highlander», afferma a Milano il leader di Italia Viva, Matteo Renzi.

13.16 – Meloni: «L’Italia torni a difendere l’interesse nazionale»
Accolta dalle note di “A mano a mano”, la canzone di Rino Gaetano scelta come “inno” della vittoria elettorale, Giorgia Meloni è salita sul palco di Coldiretti. «L'obiettivo è quello di restituire una strategia industriale a questa nazione che da tempo non l'ha avuta. Il tema non è come compensare la speculazione sul gas ma come fermarla. Sul caro energia siamo in costante contatto con il governo uscente, impegnato in una trattativa molto complessa a livello europeo», afferma la leader di Fratelli d’Italia.

13.12 – Meloni-Berlusconi: «Governo sarà di alto profilo»
Nel corso dell'incontro fra Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi «i due leader si sono confrontati sui prossimi passaggi istituzionali in vista della convocazione del prossimo Parlamento e hanno condiviso la necessita' che l'Italia abbia bisogno di un governo di alto profilo, capace di affrontare le gravi emergenze che il Paese si trova di fronte». Lo si legge in una nota congiunta.
13.00 – Meloni: “Ho visto Berlusconi, sono ottimista”
Sui prossimi passaggi istituzionali «ho visto Berlusconi, sono ottimista" dice la leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, al suo arrivo al Villaggio Coldiretti a Milano. All’incontro, questa mattina, tra il presidente di Fratelli d'Italia e quello di Forza Italia, i due leader hanno ribadito la soddisfazione per l'affermazione del centrodestra alle elezioni politiche e hanno fatto il punto sull'attuale situazione politica. Meloni e Berlusconi hanno poi approfondito i dossier più urgenti all'ordine del giorno, a partire dal caro-energia. 

12.43 – Tajani: pari dignità con la Lega
«Come ha detto oggi anche Berlusconi abbiamo pari dignità con la Lega visto che abbiamo preso gli stessi voti. L'importante, però, sono i contenuti, non è una questione di poltrone». Lo ha detto il coordinatore nazionale di Forza Italia, Antonio Tajani, a margine della visita al Villaggio di Coldiretti a Milano. «Pari dignità - ha aggiunto - vuol dire una posizione bilanciata, questo è importante anche per noi per dare un contributo come anima popolare e anche per l'importanza del ruolo di Silvio Berlusconi». 

12.27 – Renzi: «Vicini a escalation atomica. Serve diplomazia»
«Ci sono questioni internazionali delicatissime. Non siamo mai stati vicini a un'escalation atomica come questa dalla crisi sei missili a Cuba nel 1962. Sono preoccupatissimo», ha detto il leader di Italia viva, Matteo Renzi, nel corso del suo intervento a un'iniziativa a Milano. «Giuste le sanzioni, giusto tutto, ma dovete mandare anche un inviato di pace; perché la pace non si fa su Instagram, ma con la diplomazia. L'Europa deve aprire un canale diplomatico», ha aggiunto l'ex premier

12.01 – Appello dall’Olanda a favore di Giorgia Meloni
La leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni formerà una "squadra" di ministri valida, in grado di ottenere la "fiducia" dei mercati dei capitali, che è indispensabile per il bene dell'Italia. A prevederlo è Dorien Rookmaker, eurodeputata olandese dell'Mdd (Meer Directe Democratie, Più Democrazia Diretta), membro del gruppo Ecr, in cui siede anche Fdi. La vittoria di Meloni, dice l'europarlamentare all'Adnkronos, è «un ottimo risultato. Mi piace anzitutto il fatto che sia una donna ad aver vinto: sarà la prima donna premier in Italia. Mi piace anche il suo senso della realtà. Vede il mondo com'è, piuttosto che come le piacerebbe che fosse. E' realista ed è quello che serve ora in Europa». Molti suoi colleghi, specie alla sinistra dell'emiciclo, ritengono che l'arrivo al governo in Italia di una donna come Meloni sia un problema per l'Ue: «Penso che si sbaglino - replica - Giorgia Meloni ha detto chiaramente di non essere di estrema destra. Ho letto che non ha intenzione di cambiare molte cose in materia di diritti delle donne». «Naturalmente - aggiunge - so che, quando era giovane, a quindici anni, era di estrema destra, ma ora è cresciuta, è adulta, ha esperienza nella vita e nella politica». Tuttavia, «tutto è relativo: se uno è di estrema sinistra, probabilmente la considera di estrema destra».

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