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I padovani chiedono al Comune di valorizzare le mura, una cerchia di undici chilometri

Il nostro sondaggio sulla valorizzazione turistica commentato dal sindaco Giordani e dall’assessore Colasio: «Investiamo sul biglietto unico on-line per rilanciare i luoghi meno conosciuti»

roberto rafaschieri
Aggiornato alle 2 minuti di lettura

«Abbiamo reinventato Padova e il suo passato e ha funzionato». Per l’assessore alla cultura Andrea Colasio la chiave di un nuovo posizionamento turistico della città è stata e sarà sempre una narrazione che possa valorizzarne il valore artistico e culturale. Lo ha spiegato dal palco di Palazzo della Ragione, dove lo scorso anno la città ha celebrato l’inserimento del ciclo pittorico dell’Urbs Picta nella lista dei patrimoni dell’umanità dell’Unesco. Assieme a lui il sindaco Sergio Giordani, per commentare insieme i risultati del sondaggio on line lanciato dal mattino sul turismo in città.

ILBIGLIETTO UNICO

Per il 51% dei lettori l’iniziativa più urgente per migliorare la fruizione turistica è un sistema unico di prenotazioni online, per il 21% una cartellonistica multimediale e per il 16% una strategia social più strutturata. Un risultato che per Colasio va letto con una visione che superi lo strumento tecnologico: «Il biglietto unico può essere un ottimo modo per creare un’attrattività di sistema, ad esempio per l’Urbs Picta, che vada oltre la Cappella degli Scrovegni. Ma è importante una narrazione: la tecnologia deve essere al servizio di una visione strategica, come abbiamo fatto per la candidatura Unesco».

Giordani chiosa, sulla sinergia con i commercianti: «È un’attività fondamentale che stiamo facendo e sta dando i suoi frutti. Padova funziona bene perché c’è collaborazione tra istituzioni, tra i Comuni della provincia, con i ristoratori e i commercianti. Lavorare di squadra è un vantaggio».

L’ESITO DEL SONDAGGIO IN TRE SLIDE

VALORIZZARE LE MURA

Quanto ai luoghi più sottovalutati, al di là degli strumenti, secondo buona parte dei lettori (il 45%) il problema principale riguarda le Mura cinquecentesche. Seguono al 18% la Specola, al 17% il Crocifisso della Chiesa dei Servi, al 12% il Battistero del Duomo, all’8% l’Orto botanico, l’altro patrimonio Unesco della città.

«Avrei inserito anche l’Oratorio di San Giorgio – commenta Colasio – che è l’apice dell’illusionismo prospettico di Altichiero, un doppio della Cappella degli Scrovegni. Ma le Mura sono la vera sorpresa, non immaginavo questa attenzione dei padovani su questo tema. Ci stiamo investendo da anni in modo strategico, perché è il più grande sistema murario d’Europa in gran parte ancora percorribile. Che anche i cittadini ne percepiscano il valore è un buon segno».

Ma come fare a valorizzare questo patrimonio?

«Il Comitato Mura da 30 anni lavora per questo – prosegue l’assessore – Oggi è in sviluppo un “museo vivo”, un’opera multimediale con stazioni in cui si realizza la magia di un avatar virtuale che racconta la storia del monumento».

In generale, però, l’azione più importante di valorizzazione per i lettori è la connessione col territorio veneto (32%), seguita da una maggiore attività di comunicazione, da una maggiore connessione con l’area dei colli (11%), e solo per il 5% una crescita dell’offerta ricettiva. Ma è su questo punto che torna Giordani: «Gli alberghi sono un problema, perché sono pochi. Padova è piena di gente, e può reggere flussi ancora maggiori». 

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