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Il trecento e il metaverso: venerdì l’Alfabeto del Futuro per innovare la bellezza

Nell’incontro a Palazzo della Ragione (ore 17,30, ingresso libero) si parlerà di tecnologie e idee per la cultura. Sul palco Massimo Giannini

Aggiornato 1 minuto di lettura

Un’intervista inserita in un metaverso... esteticamente molto familiare per Padova sarà una delle novità di Alfabeto del Futuro, l’evento del Gruppo Gedi e del mattino di Padova al Palzzo della ragione, in programma venerdì 7 ottobre alle 17,30 nel Palazzo della Ragione. poco più di un’ora di confronti, analisi e testimonianze per esaminare, come in ogni tappa, i linguaggi del futuro.

L’appuntamento di Padova è il penultimo del ciclo (che ha toccato Mantova, Genova, Udine e Trieste) prima di Pavia il 13 ottobre del gran finale di Torino il 27 ottobre. Il tema che abbiamo scelto è Le nuove rotte della bellezza. Come, e quanto, l’innovazione si occupa di bellezza? Di questo vogliamo parlare; o meglio vogliamo ascoltare le parole di interlocutori competenti).

Sul palco ci sarà un nome di eccellenza del giornalismo italiano: Massimo Giannini, direttore della Stampa e direttore editoriale Gnn. Gli ospiti: Pier Mattia Avesani, Ceo Uqido; Cristina Balbo, direttrice regionale Veneto Ovest e Trentino Alto Adige di Intesa Sanpaolo; Franco Bernabè, presidente di Unesco Italia; Monica Bortolami, responsabile comunicazione & Pr EZ Lab, Ceo & founder Noima; Andrea Colasio, assessore cultura e musei; Sergio Giordani, sindaco di Padova; Daniela Mapelli rettrice Università di Padova; Carlo Silvestrin, curatore della Biennale Super Walls.

Dialogheranno con loro il direttore dei quotidiani veneti Gedi, Fabrizio Brancoli, il condirettore Paolo Cagnan e Matteo Marian, giornalista del nostro ufficio centrale e del settore regione. La conduzione è curata come sempre da Luca Ubaldeschi, responsabile editoriale del Tour L’Alfabeto del Futuro e Direttore del quotidiano di Genova, Il Secolo XIX.

«Negli ultimi due anni e mezzo - scrive Ubaldeschi – “futuro” è diventata una parola capace anche di far paura. Colpa di una pandemia globale e di una guerra ai confini dell’Europa, che hanno steso un velo di inquietudine sulle nostre prospettive. È in passaggi critici come questi che diventa ancor più necessario acquisire le conoscenze necessarie a governare la complessità. È il compito che un giornale moderno sa assumersi per declinarlo poi in tutti i linguaggi. Da qui nasce il progetto L’Alfabeto del Futuro, che si pone un obiettivo semplice: raccontare le migliori energie che il Paese sa esprimere in tutti i campi della nostra vita, dalla cultura al turismo, dall’economia alla scienza, per tornare a guardare al futuro come un’opportunità».

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