Guerra Russia-Ucraina, Draghi: “Nella telefonata con Putin non ho visto spiragli di pace”

Il premier in conferenza stampa dopo il Consiglio dei ministri: «Molto tranquillo rispetto al raggiungimento degli obiettivi entro giugno». Sulla delega fiscale: «Vicini a un accordo»

ROMA. Nessuno spiraglio per la pace durante la telefonata Draghi-Putin. Lo ha detto il premier durante la conferenza stampa dopo il Consiglio dei Ministri. E dopo il colloquio con il presidente russo annuncia ora una analoga telefonata al presidente Zelensky.

Ucraina, Draghi: "Ho chiamato Putin per sbloccare il grano, non ho visto spiragli di pace"

Dice Draghi: «Ho cercato il presidente Putin per chiedere se si potesse far qualcosa per sbloccare il grano che oggi è nei depositi in Ucraina: la crisi alimentare che si sta avvicinando, e in alcuni paesi africani è già presente, avrà proporzioni gigantesche e conseguenze umanitarie terribili». L’obiettivo della mediazione  del nostro premier è «vedere se è possibile una cooperazione tra Russia e Ucraina sullo sblocco dei porti del Mar nero dove sono depositati enormi quantitativi di grano», dice. Collaborazione che passa dalla necessità di «sminare i porti e garantire che non avvengano attacchi sul periodo di sminamento». Dal presidente Putin «c'è stata una disponibilità a procedere in questa direzione», afferma il presidente del Consiglio, che aggiunge tuttavia uno «speriamo» all’annuncio. Sulla questione, Putin ha infatti risposto che «i porti sul Mar Nero sono bloccati, perché minati dagli ucraini». «Naturalmente – puntualizza Draghi di fronte alla stampa – sono stati minati dagli ucraini per impedire alle navi russe di attaccare l'Ucraina. Per questo dico che la collaborazione deve essere da una parte quella di sminare questi porti, dall'altra quella di garantire che non avvengano attacchi durante il periodo di sminamento». Il tema delle garanzie non è stato esplorato a lungo tra Draghi e Putin, «ma chiaramente – dice il premier – sarà una questione da approfondire se le cose vanno avanti, perché può essere un tentativo che non avrà esito».

La lunga giornata del premier
«E' stata a una giornata molto intensa e tutto sommato positiva per il governo e il Paese», dice ancora Draghi, passando alle questioni di politica ed economia interna. «In mattinata ho avuto incontro eccellente con il presidente algerino Abdelmadjid Tebboune. Sono stati firmati molti accordi: dall'energia alle micro imprese all'informazione finanziaria ed è stato esaminato un lungo elenco di progetti che si possono intraprendere insieme. E' venuta fuori dalla conversazione una serie di opportunità per le società del nostro Paese e una grande apertura del presidente a una collaborazione molto più estesa».

«Cdm positivo, gli obiettivi di giugno saranno raggiunti»
Draghi ha poi parlato dell’incontro in Cdm di oggi a Palazzo Chigi. «Abbiamo fatto una riunione positiva: passato in rassegna gli obiettivi del Pnrr che devono essere raggiunti entro fine giugno e abbiamo fatto una disanima rispetto al punto dove siamo». Il premier si è detto «molto tranquillo rispetto al raggiungimento di questi obiettivi», che – sottolinea – «saranno tutti raggiunti». Sulla delega fiscale «siamo vicini a un accordo, il programma del governo va avanti e va avanti bene».

* Notizia in aggiornamento

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