Arrivati al Villaggio Paralimpico di Tokyo i due atleti afghani: la favola ha il lieto fine

Zakia Khudadadi e Hossain Rasouli sono fuggiti da Kabul all’inizio di questa settimana e in un primo dati erroneamente per rifugiati in Australia

TOKYO. La favola di Zakia Khudadadi e Hossain Rasouli si è risolta con il lieto fine. Nella serata giapponese, finalmente è arrivata la conferma ufficiale con un comunicato congiunto del Comitato Internazionale Paralimpico (Ipc) e del Comitato Paralimpico Afghano: i due atleti fuggiti da Kabul all’inizio di questa settimana e in un primo dati erroneamente per rifugiati in Australia, sono in realtà stati accolti negli scorsi giorni da Parigi e dal Governo francese, che gli ha dato la possibilità di allenarsi in vista delle gare che li attendono la prossima settimana.


Zakia sarà la prima atleta donna afghana a partecipare alle Paralimpiadi da Atene 2004 a oggi: sarà in gara il prossimo 2 settembre nel taekwondo, categoria K44-49 kg. Hossain, invece, sarà di scena il giorno successivo (3 settembre) nelle batterie dei 400m T47, allo Stadio Olimpico dove martedì scorso, in occasione della Cerimonia d’apertura, la loro bandiera aveva sventolato in alto, messaggio di speranza che oggi assume contorni ancora più belli.

Per poter partecipare ai Giochi rispettando i protocolli per evitare la diffusione del Covid, i due atleti afghani hanno dovuto sottoporsi ai due test molecolari (uno 96 ore prima e uno 72 ore prima) di volare in Giappone. Né i due atleti né il capomissione saranno disponibili per le interviste al termine delle loro gare e non transiteranno in zona mista perché dovranno rispettare il silenzio stampa, anche per evitare ritorsioni sulle loro famiglie e i loro cari.

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