I sogni infranti dei due sciatori afghani arrivati a Roma: "Per noi le Olimpiadi non esistono più"

Sayed Alishah Farhang e Saijad Husaini hanno rappresentato l'Afghanistan ai Giochi invernali del 2018: «In Cina non potremo gareggiare sotto la nuova bandiera»

Senza più sogni, senza più una patria, i due atleti afghani Sayed Alishah Farhang e Saijad Husaini sono arrivati a Roma. Hanno rappresentato l'Afghanistan ai Giochi Olimpici invernali di Seoul del 2018 e avrebbero dovuto partecipare a quelli del prossimo anno in Cina ma il sogno olimpico è sfumato. Sono originari della provincia di Bamiyan, la terra dove venti anni fa i talebani fecero esplodere le due statue di Buddha scolpite nella roccia tra il III e il V secolo, Quando hanno visto i talebani tornare hanno capito che non c'era più tempo, dovevano fuggire. Si sono messi in auto con la moglie e i figli piccoli, portando con sé solo un ricambio di vestiti, e hanno raggiunto Kabul.  Hanno trovato una città disperata, centinaia di persone accalcate davanti all'aeroporto. "Non dimenticherò mai gli spari dei talebani per spaventare le persone, le urla, i pianti, la calca", racconta Alishah Farhang. Tre giorni di attesa con i militari italiani che li hanno aiutati a trovare del cibo, poi finalmente sono riusciti a partire.

Sono arrivati a Roma lunedì. Da allora sono in isolamento come prevedono le norme anti Covid e aspettano di capire che cosa ne sarà delle loro vite. Molte località si sono offerte di ospitarle, fra cui Bardonecchia. Nulla è deciso. Li seguono da presso le due organizzazioni che da sempre promuovono lo sci in Afghanistan, Alpistan e Bamiyan Ski Club.

"E' finito tutto, il sogno delle Olimpiadi non esiste più. Non posso gareggiare sotto la nuova bandiera, non è quella del mio Paese", dice Alishah Farhang. Sono le stesse parole che pronuncia Saijad Husaini.  Nel 2018 era mancato poco per ottenere la qualificazione e avevano ricominciato a allenarsi subito per i giochi in Cina sperando di poter portare il loro Paese tra i campioni dello sci e di dare il loro contributo alla ricostruzione dell'Afghanistan. Alishah Farhang si era allenato tra le montagne dove si era rifugiato da piccolo con la mamma, vedova e con una gamba distrutta da una granata, e dove aveva imparato a sciare con due tavole di legno sotto i piedi e affrontando lunghe ore di salita per scendere di nuovo a valle.  

"Ora tutto è cambiato. Imparerò l'italiano. Per un anno studierò e farò quello che sarà necessario per ottenere i documenti d'ingresso in Italia", spiega Saijad Husaini. Quello che poi accadrà "è sconosciuto - aggiunge Alishah Farhang - non possiamo più decidere da soli che cosa fare del nostro futuro. Mi sento fortunato per aver messo in salvo la mia famiglia ma ora inizia un'altra vita". Non sa quale sarà, sa solo che è pronto a fare qualsiasi cosa. "Potrei andare a dare una mano in una fattoria oppure potrei lavorare in montagna nel mondo dello sci.  Va bene tutto pur di dare un futuro ai miei figli e riuscire a sostenere economicamente i parenti che sono rimasti in Afghanistan".

In queste ore difficili, di isolamento e smarrimento, riescono a avere chiaro soltanto quello che non faranno.  "Non tornerò in Afghanistan. "Sarebbe molto pericoloso per noi che abbiamo avuto contatti con l'Occidente, per i talebani equivale a schierarsi dalla parte del nemico. Stanno eliminando chiunque fosse vicino agli occidentali. Purtroppo, in Afghanistan è rimasta la mia famiglia, sono preoccupato per loro", spiega Sajjad Husaini. "Il nostro Afghanistan non esiste più. Era un Paese dove c'erano scuole, università, un'economia che iniziava a funzionare e a metterci in collegamento con il resto del mondo. E 'stato tutto distrutto, il nostro futuro è altrove. Ora mi resta soltanto un sogno: lavorare per dare futuro e sicurezza alla mia famiglia",

Per sostenere I due sciatori e le loro famiglie è stata lanciata una sottoscrizione. Le offerte possono essere inviate a: Credit Suisse, Bamyan Ski Club, Mühlebachstrasse 54, 8008 Zürich,  IBAN CH19 0483 5125 5530 9100 0; BIC CRESCHZZ80A Conto 0835-1255530-91. 

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