Paralimpiadi di Tokyo, la cerimonia di apertura dei Giochi: la bandiera dell’Afghanistan portata da un volontario. Vio e Morlacchi guidano l’Italia

Spedizione azzurra da record grazie al gruppo più numeroso di sempre: 115 atleti impegnati in quindici discipline

TOKYO. L'imperatore Naruhito, il conto alla rovescia, i fuochi d'artificio: allo stadio Olimpico di Tokyo ha preso il via la cerimonia d'apertura delle Paralimpiadi, le cui gare sono in programma da domani al 5 settembre nell capitale giapponese che un mese fa ha ospitato le Olimpiadi "We have the wings", il titolo della cerimonia, che allude alle ali che spingono al volo del sogno paralimpico gli atleti in gara. In tribuna, nello stadio senza pubblico per l'emergenza Covid, accanto a Naruhito c'è il presidente del comitato paralimpico internazionale, il brasiliano Andrew Parsons. 

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Un afghano apre la sfilata

La prima delegazione a fare il suo ingresso allo stadio Olimpico è stata quella degli atleti rifugiati. A tenere alta la bandiera c'era Mohammad Abbas Kharimi, paratleta del nuoto afghano nato a Kabul. Per l'Afghanistan, priva al momento dei suoi due atleti che ieri sono usciti da Kabul per andare in Australia, ha sfilato solo la bandiera nazionale, portata da un volontario. 

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Vio e Morlacchi guidano gli azzurri
A guidare l’Italia nella sfilata d’apertura la schermitrice Beatrice Vio e il nuotatore Federico Morlacchi, un oro e un bronzo ai Giochi di Rio 2016, la prima, un oro, tre argenti e tre bronzi, il secondo, da Londra 2012 a oggi.

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Fino al 5 settembre, 4537 atleti in rappresentanza di 163 paesi si sfideranno per la gloria a cinque cerchi: in palio, 540 medaglie. Emozioni e spettacolo assicurati, così come la passione che accompagna i valori di unione e solidarietà che da sempre contraddistinguono l'evento. 

La paura del Covid
In agguato resta sempre la minaccia del Covid. Anche se l'organizzazione delle Olimpiadi ha retto con efficacia, non ci si può permettere di abbassare la guardia. La situazione a Tokyo desta ancora preoccupazione: dall'inizio dei Giochi del 23 luglio, il numero di infezioni giornaliere nella capitale è triplicato, superando quota 25mila. Per questo, il presidente del Comitato organizzatore ha assicurato che saranno prese tutte le misure possibili allo scopo di tenere in sicurezza i partecipanti e il pubblico. «Proteggeremo i Giochi che si apriranno domani fino alla fine e li guideremo al successo», ha detto Seiko Hashimoto in conferenza stampa, aggiungendo che il comitato rafforzerà le misure contro il virus rispetto a quelle delle Olimpiadi, considerate le condizioni di salute di base di molti partecipanti. Anche Andrew Parsons, presidente del Comitato Paralimpico Internazionale, ha espresso fiducia che le norme saranno seguite da atleti e funzionari, sottolineando che i Giochi si potranno svolgere senza mettere a rischio la loro salute o quella del pubblico. «Non saremmo qui se non credessimo di poter offrire un evento sicuro», ha detto.

Per arginare la minaccia del virus, gli organizzatori hanno ridotto la presenza di funzionari in arrivo dall'estero e deciso per lo stop al pubblico.

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La squadra azzurra

Grande protagonista dei Giochi di due settimane fa, l'Italia ha voglia di stupire ancora. La spedizione azzurra è da record, grazie al gruppo più numeroso di sempre: 115 atleti impegnati in quindici discipline. Per la prima volta più donne che uomini (63 contro 52), 69 in tutto gli esordienti. Il più giovane è il 18enne Matteo Parenzan (tennistavolo), con i suoi 51 anni la plurimedagliata Francesca Porcellato, alla sua undicesima Paralimpiade, è la veterana della squadra italiana. A sfilare con il tricolore - anche alle Paralimpiadi è previsto il doppio alfiere nel rispetto della parità di genere - due delle maggiori speranze azzurre di medaglia, la schermitrice Beatrice «Bebe» Vio, un oro e un bronzo a Rio 2016 e il nuotatore Federico Morlacchi, un oro, tre argenti e tre bronzi da Londra 2012 ad oggi.

«E' bellissimo, non vedo l'ora che sia domani sera», commenta Bebe Vio. «Sono molto emozionata perché è qualcosa di più grande di me. Rappresentare un Paese così bello è veramente qualcosa di grande», aggiunge. «La nostra Nazionale di scherma è pronta, è carica, non vediamo l'ora di cominciare». 

«Quella che proveremo sarà un'emozione unica - le fa eco Morlacchi - perché vedere quel fuoco che arde dopo un anno complicato sarà una liberazione. Siamo tutti carichi e concentrati e non vediamo l'ora di dare il massimo». «Il clima all'interno dell'Italia team è molto sereno, ci presentiamo come una delle nazioni più forti e una di quelle da battere», assicura.

Nella cerimonia di apertura anche la bandiera dell'Afghanistan: un «segno di solidarietà», poiché gli atleti del paese non potranno competere, ha detto Parsons. Gli atleti afgani non possono recarsi in Giappone dopo che i talebani hanno preso il controllo del paese. Parsons ha spiegato che sarà un rappresentante dell'Alto commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati a portare la bandiera durante la cerimonia

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