L’ospedale in Fiera a Milano potrebbe essere usato anche dopo la fine dell’emergenza Covid

Il presidente della Fondazione, Enrico Pazzali: «Stiamo lavorando con Regione Lombardia e Policlinico affinché venga smontato e rimontato in sette altre location della città» 

MILANO. Potrebbe esserci un futuro dopo la primavera 2022 per l’ospedale alla Fiera di Milano, quello tirato su «a tempo record», come hanno sempre ricordato i suoi ideatori, per affrontare la pandemia durante la prima ondata ma soprattutto la seconda. La conferma arriva dal presidente di Fondazione Fiera Milano, Enrico Pazzali che ha spiegato che «al momento è in stand-by e rimarrà così fino a primavera inoltrata. Ma c’è un progetto a cui stiamo lavorando con Regione Lombardia e Policlinico che prevede che venga smontato e rimontato in sette altre location della città». Il presidente Attilio Fontana ha confermato che si stia lavorando a un piano ma non ha voluto svelare i dettagli. «Una parte – ha spiegato Pazzali – sarà indirizzata verso una località strategica di Milano per supportare eventuali emergenze, ma ci sono altre sette location dove poter ricollocare le strutture smontabili di terapia intensiva dell'ospedale». A essere spostate, ha precisato il presidente di Fiera Milano, non saranno solo le attrezzature mediche, ma anche le strutture fisiche, le cosiddette «astronavi di Bertolaso», strutture in acciaio che servono per le camere operatorie che contengono da 14 a 16 letti e possono essere smontate e rimontate in altre location.

Da quando è stato aperto lo scorso aprile, in piena pandemia e nel corso delle tre ondate di Covid ha curato 505 pazienti tutti in condizioni gravissime: l’ospedale infatti ha solo reparti di terapia intensiva dislocati in 16 moduli. Eppure, come ricorda Pazzali, «pur trattando casi gravissimi, registra il tasso di sopravvivenza tra i più alti». La gestione sanitaria è in capo al Policlinico di Milano ma nel corso della seconda ondata alcuni moduli sono stati gestiti da personale sanitario di altri ospedali, come il San Gerardo di Monza e l’ospedale di Circolo di Varese. Attualmente l’ospedale «di Bertolaso», allestito grazie alle donazioni di oltre sei mila privati, tra cui grandi nomi come Moncler, non è più attivo dal 22 giugno giorno in cui è stato dimesso Luigi, l’ultimo paziente ma, come ha chiarito Pazzali, «ci sono quaranta posti letto pronti per essere aperti nel giro di poche ore e gli altri posti letto che possono essere attivati in un tempo che va dai cinque ai sette giorni». soprattutto in vista dell’autunno e dell’inverno.

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