Agribusiness, per la crescita finanziamenti a chi pensa green

Renzo Simonato, responsabile direzione Agribusiness Intesa Sanpaolo

Da Intesa Sanpaolo sostegno ad hoc per l’agroalimentare

Il tema dell’Agribusiness è sempre più centrale. Intesa Sanpaolo ha creato una direzione dedicata a questo mondo. «L’agroalimentare è senz’altro un comparto strategico per l’Italia: rappresenta l’11% del nostro PIL e occupa circa1,5 milioni di persone e ha dimostrato di essere in grado di crescere anche nei periodi di crisi, grazie alle stesse caratteristiche strutturali che ne hanno determinato il successo sui mercati mondiali» dice Renzo Simonato, responsabile Direzione Agribusiness Intesa Sanpaolo.

Che obiettivi si pone questa nuova divisione?

«Nata a seguito del rafforzamento della Banca dei Territori, è un centro di eccellenza che punta a coglierne le enormi opportunità. Con sede a Pavia può contare su 1.000 specialisti a servizio di circa 80 mila clienti e 250 punti operativi di cui 85 filiali, concentrate nelle aree a maggior vocazione agricola per valorizzarne peculiarità ed eccellenze».

Dal vostro osservatorio, quali sono i trend che caratterizzeranno le prospettive di crescita nei prossimi anni?

«La filiera agroalimentare italiana è ai primi posti nel mondo per la qualità e sicurezza alimentare, e da tempo gli imprenditori hanno avviato un percorso improntato alla sostenibilità, ma ci sono i margini per rendere le nostre produzioni ancora più green in un’ottica circolare, tramite l’utilizzo razionale delle risorse naturali e la produzione di energia in azienda. L’agricoltura di precisione può svolgere un ruolo determinante nel migliorare la resa e la qualità della produzione usando meno input (acqua, energia, fertilizzanti), e la tracciabilità del processo e quindi la produttività. Il biologico è un’altra tendenza del settore da cavalcare, affiancata da una crescente sensibilità dei consumatori alle informazioni green in etichetta, con indicazioni sulla sostenibilità del prodotto».

Vedete un ruolo anche per l’e-commerce?

«Giocherà un ruolo importante per il futuro: in un contesto in cui la vendita online è destinata a crescere, questo canale sarà centrale nello sviluppo del mercato tipico/locale, purchè accompagnato da investimenti nelle infrastrutture e nel digitale».

Come vi ponete nei confronti delle imprese agroalimentari?

«Il rapporto banca-impresa deve essere orientato alla trasparenza, al dialogo e al confronto continuo, solo così le imprese possono affrontare momenti importanti della propria storia aziendale con fiducia. La pandemia ha introdotto nuovi cambiamenti. Il nostro ruolo è anche quello di favorire i passaggi verso il nuovo attraverso una consulenza professionale e credito ad hoc per esempio con gli s-loan, finanziamenti per gli investimenti sostenibili».

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