Sostenibilità Barilla: Castiglione al top, dai biscotti coi ceci al boom dei frollini

Lo stabilimento mantovano apripista nella colazione a dieta mediterranea, e le Gocciole Pavesi leader 2020

CASTIGLIONE DELLE STIVIERE. Nella strategia del gruppo Barilla, 3,6 miliardi di fatturato e investimenti sull’ordine di un miliardo nell’ultimo quinquennio, lo stabilimento di Castiglione delle Stiviere gioca sempre un ruolo determinante. La più grande fabbrica europea di produzione di biscotti (oltre 3,3 miliardi di unità prodotte l’anno) resta sempre lo stabilimento dove avviare le rivoluzioni di mercato che riguardano i prodotti da forno. È stato così nel 2016, quando si è deciso di partire da qui per eliminare per sempre l’olio di palma dalle 36 ricette allora presenti.

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Ed è così oggi perché nella costante ricerca di miglioramento e sostenibilità, si è avviata la produzione di due nuovi biscotti: uno con farina di lenticchie e uno con farina di ceci, sfornato dalla nuova linea inaugurata un anno fa per le monoporzioni. Le Cecille sono realizzate con farine di ceci, cacao e scorza d’arancia, mentre le Lentille utilizzano la farina di lenticchie rosse e le mandorle in pezzi.

«Con questi 2 prodotti - spiega in una nota Julia Schwoerer, Vice President Marketing Mulino Bianco - desideriamo portare nella colazione degli italiani dei biscotti che, oltre ad avere un buon profilo nutrizionale, abbiano un gusto unico ed utilizzino farine di legumi che sono coerenti con l’approccio alla sostenibilità della nostra azienda». Un concetto ribadito dal fatto che le mono-porzioni sono realizzate con materiale riciclabile, come il 100% delle confezioni Mulino Bianco.

L’attenzione a segmenti di mercato influenzati dalla ricerca del benessere, sempre più centrali nel mercato, ha portato allo sviluppo delle ricette integrali, e oggi alle farine di legumi «una tendenza della quale sentiremo molto parlare nei prossimi anni» conclude la Schwoerer.

Ma la pandemia, ha cambiato anche i comportamenti dei consumatori, influenzando il mercato e le vendite. Il mercato dei biscotti è cresciuto del 5% nel 2020 come effetto dello spostamento dei consumi dal fuoricasa all’interno delle mura domestiche. La parte del leone nel segmento l’hanno fatta le Gocciole Chocolate Pavesi, prodotte anche a Castiglione, che sono risultate tra i biscotti frollini più amati dagli italiani. Questo biscotto iconico ha 34 anni di storia alle spalle ed è il frollino più venduto d’Italia. Nel 2020, secondo i dati Nielsen, sono state vendute 40 milioni di confezioni di Gocciole Pavesi, che equivalgono a 1,9 miliardi di biscotti. Una quota a volume cresciuta sino al 6,3% delle vendite di biscotti del gruppo Barilla. Il boom ha fatto superare la soglia dei 7 milioni di famiglie consumatrici portando circa 80 milioni di euro nelle casse del gruppo parmense.

Un record, quello del biscotto più venduto in Italia, che si appoggia su una storia che risale agli anni ’80 quando il gruppo Barilla fa nascere, era il 1984, la linea “Amici del mattino” per rafforzare l’idea della prima colazione, sino a quel momento un po’ in sordina adottando per questo nomi di impatto (le cinciarelle, i fringuelli, i cardellini, i ciuffoletti, gli usignoli e i codirossi). Tre anni dopo la linea si allarga alle gocciole che entrano nei prodotti sfornati dai circa 400 dipendenti di Castiglione.

Ma non c’è solo lo stabilimento, a coinvolgere il Mantovano nel mondo Barilla. Pedrignano, nel Parmense, il più grande pastificio al mondo produce ormai i dieci formati principali di pasta con grano italiano. La rinnovata Pasta Barilla fatta con 100% Grano Italiano è derivata da grani duri selezionati, ottenuta a partire dalle migliori varietà, adatte alle diverse condizioni climatiche del Paese e caratterizzate da proprietà nutritive notevoli: alto contenuto di proteine, elevata qualità del glutine, colore giallo dorato e basso contenuto di ceneri (sali minerali).

Partendo da grani duri coltivati all’insegna della qualità e dell’impegno a rispettare il territorio e le comunità locali, Barilla ha ripensato anche il proprio modo di produrre la pasta studiando una ricetta a regola d’arte. E nella scelta della materia prima eccellente si è puntato su un prodotto frutto della selezione e dell’integrazione di quattro esclusive varietà di grani duri coltivate in 13 regioni italiane e anche a Mantova.

Così come sempre la nostra provincia produce grano tenero sostenibile per i dolci Mulino Bianco, filiera certificata dal Wwf.

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