Fedriga: “Vaccini e sanità la prova che le Regioni funzionano. E adesso la ricostruzione”

«Un ruolo cruciale nella gestione della pandemia ma anche nella ricostruzione economica che sta partendo». Massimiliano Fedriga, presidente del Friuli Venezia Giulia e della Conferenza delle Regioni analizza, intervistato dal direttore de La Stampa, Massimo Giannini, la funzione che in questi mesi hanno svolto le Regioni e come si apprestano ad affrontare questa estate ancora segnata dal virus ma in cui si inizia a vedere la fine del tunnel.

A che punto siamo?
«Voglio essere ottimista, i dati fanno vedere una forte contrazione del virus nel Paese. Una foto già vista lo scorso anno ma questa volta c'è una campagna vaccinale intensa in corso che cambia il quadro. Proprio grazie alle Regioni, che hanno stretto alleanza con la struttura commissariale del generale Figliuolo, si sta procedendo speditamente. C’è stato un cambio di passo nella fornitura di vaccini ma anche un impegno enorme dei governatori».

Cosa è cambiato tra Arcuri e il generale Figliuolo?
«Come Regioni abbiamo sempre avuto un rapporto costruttivo, anche con il commissario Arcuri. Ma oggi è innegabile che i numeri oggi sono molto più consistenti sia in termini di dosi sia come macchina vaccinale. Questa è una fotografia reale, non è un’opinione. E’ stato fatto un errore enorme sulla comunicazione di AstraZeneca ma ora l’appello che faccio ai cittadini è considerare tutti questi messaggi come sinonimo di sicurezza».

Alfabeto del futuro, Fedriga su ministro Speranza: "Rapporti ottimi. Talvolta abbiamo idee diverse"

Soprattutto i ragazzi sembra abbiano superato questi timori, è corretto?
«Sì, c'è una grande partecipazione della fascia d’età tra i 16 e i 39 anni. Mi auguro che non sia solo per i primi giorni ma che prosegua per arrivare a una copertura di oltre il 70% della popolazione».

Le vacanze: come regolarsi?
«Si può ragionare per facilitare chi fa un periodo lungo di vacanza, oltre un mese, in un'altra Regione. Per gli altri casi credo si possa cercare una mediazione. Si può trovare un compromesso e organizzarsi».

Il ministro Speranza è stato rappresentato come “l’ultimo dei giapponesi” che vuole le chiusure. Come è ora il rapporto con lui?
«Abbiamo sempre avuto un ottimo rapporto con Speranza, anche se a volte con idee diverse, ma è legittimo. Per le aperture, bisogna anche dare fiducia al Paese mentre Speranza ha una visione più prudenziale. Io credo che se le misure non sono condivise con i cittadini diventano inattuabili».

Il sistema delle autonomie locali in molti casi ha fatto acqua. Serve rimettere mano al titolo V della Costituzione?
«Il sistema sanitario ha retto grazie alle Regioni. Un esempio per me è la Calabria che avrebbe fatto meglio se fosse stata gestita localmente invece che con un commissario. Se il sistema diventasse centrale credo ci sarebbe un livellamento al ribasso ».

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