Montezemolo: «Crediamo nel mercato di Trieste: Dopo il treno per Napoli pronti a sbarcare qui anche con Itabus»

Luca Cordero di Montezemolo (Lasorte)

Il presidente di Ntv: Italo dimostra come la concorrenza sia determinante. E rappresenta solo un punto di partenza

TRIESTE «Crediamo nel mercato di Trieste». Luca Cordero di Montezemolo, fondatore e presidente di Nuovo Trasporto Viaggiatori, ribadisce la convinzione con cui la società privata a cui fanno capo i treni Italo ha fatto sbarco in città, con il collegamento direzione Roma e Napoli. Nell’intervista con la condirettrice de Il Piccolo Roberta Giani, diffusa nella tappa triestina de “L'Alfabeto del Futuro", Montezemolo ha fatto un ragionamento ampio sui temi dell’infrastrutturazione, partendo dalla «fondamentale» crescita portuale.

Montezemolo: "Destinazione Trieste"

«È molto importante che il porto di Trieste diventi sempre più leader del trasporto delle merci - le sue parole -. Più la città cresce, più è viva, più è inserita in un contesto economico-imprenditoriale significativo, più si apriranno possibilità di collegamenti e viaggi. Italo dimostra come la concorrenza sia determinante. Abbiamo voluto esserci perché pensiamo che ai triestini interessi andare non solo a Venezia, Verona, Bologna e Firenze, ma arrivare fino alla capitale e poi a Napoli». Ma si tratta, tiene a precisare il manager, di un punto di partenza, non d’arrivo. All’insegna della qualità del servizio. Da inizio pandemia Italo ha messo in campo un’azione anti contagio e ora, primo operatore ferroviario al mondo, ha installato a bordo dei propri treni i filtri High Efficiency Particulate Air filter, «un impianto di aerazione identico a quello degli aeroplani e che riduce ulteriormente i rischi».

ALFABETO DEL FUTURO: LO SPECIALE WEB

Giani ha quindi chiesto a Montezemolo di illustrare le prospettive di Itabus, il nuovo operatore privato di trasporto su gomma a lunga percorrenza, iniziativa tutta italiana che vede in campo, con lo stesso presidente di Ntv, Flavio Cattaneo, Angelo Donati, la famiglia Seragnoli e Gianni Punzo (che è anche presidente onorario di Itabus). «Un’altra impresa che mi piace – la risposta –. Il Friuli Venezia Giulia e Trieste non ci sono in questa fase di partenza solo per questioni di disponibilità di mezzi. Abbiamo 50 autobus ma arriveremo a 300 e, a quel punto, serviremo anche quest’area del territorio. Itabus rappresenterà un nuovo modo di viaggiare, comodo, sicuro, anche molto sinergico con porti, aeroporti, stazioni ferroviarie».

Nel Pnrr una buona parte di risorse è destinata alle infrastrutture. Le criticità? «Ce ne sono sempre. Ma i punti fondamentali mi sembrano al centro dell’attenzione. Tra questi il Fvg va considerato come una regione logisticamente importantissima. E poi penso alle famose “s”: Sud, semplificazione, scuola, sanità. È necessario ridurre i divari tra le diverse aree del Paese».

Il metodo Draghi può consentire all’Italia di non essere, per una volta, in ritardo? «Conoscendo Draghi e le persone che ha nominato, spero proprio di sì. Sono ottimista, e lo sono pure sulla ripresa economica, in tutti i settori. Ma non andrà trascurato il tema dell’attenzione sociale, in presenza di piccole imprese che faticheranno a riaprire e a recuperare quanto perso nei mesi di chiusura». Ipotesi Quirinale per Draghi? «Dibattito surreale. Oggi serve un governo che si concentri sulle priorità».

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