Il partito di Orban lascia il Ppe al Parlamento Ue

Il premier ungherese ha deciso che gli undici eurodeputati del suo partito, Fidesz, lasceranno il gruppo dei popolari al parlamento europeo

INVIATO A BRUXELLES. Orban dà l'addio al Ppe: il premier ungherese ha deciso che i tredici eurodeputati del suo partito, Fidesz, lasceranno il gruppo dei popolari al parlamento europeo. Una decisione che nasce come reazione al nuovo regolamento del gruppo, votato questa mattina, che consentirà di espellere intere delegazioni nazionali e non più soltanto singoli eurodeputati in caso di violazione delle regole interne dei valori fondamentali Ue.

«E' spiacevole vedere che, mentre centinaia di migliaia di europei sono in ospedale, il gruppo del Ppe sia paralizzato da questioni amministrative» ha scritto Orban in una lettera. Fidesz era già stato sospeso dal Partito popolare europeo e l'uscita dal gruppo al Parlamento Ue segna ormai la rottura definitiva dalla famiglia politica.

Il nuovo regolamento è stato approvato a maggioranza qualificata (84,1%) di favorevoli e avrebbe aperto la strada all'espulsione della delegazione ungherese, da tempo in rotta di collisione con il resto del gruppo. Per evitare lo smacco della cacciata, Orban ha dunque deciso di giocare d'anticipo, annunciando l'uscita volontaria dal gruppo guidato da Manfred Weber, di cui fa parte Forza Italia. «La modifica del regolamento interno del gruppo del Ppe - scrive Orban - sono chiaramente una mossa ostile contro Fidesz ei nostri elettori». E ancora: «Questo non è democratico, ingiusto e inaccettabile».

Resta da capire dove finiranno gli undici eurodeputati del partito del governo ungherese. Quasi scontato un passaggio nel gruppo dei Non Iscritti, dove oggi ci sono anche i parlamentari del Movimento Cinque Stelle. Ma con ogni probabilità Fidesz cercherà una nuova casa per evitare di rimanere senza fondi: un'ipotesi potrebbe essere l'ingresso nei conservatori (Ecr), accanto alla delegazione dei polacchi del PiS ea quella di Fratelli d'Italia. Ma non è escluso nemmeno uno smottamento alla destra dell'emiciclo che potrebbe interessare anche la Lega, che da qualche settimana deve giustificare la sua presenza nella formazione sovranista "Identità e Democrazia" con il sostegno al governo di Mario Draghi.

Potrebbe quindi nascere una nuova formazione che raggruppi i partiti della destra sovranista "di governo", con i leghisti, i polacchi e gli ungheresi. Per costituire un nuovo gruppo servono almeno sette diverse delegazioni nazionali: l'ostacolo non è insormontabile, mentre pare più difficile una rottura dei polacchi con l'Ecr.

L'attuale gruppo dei conservatori potrebbe quindi espandersi, inglobando Fidesz e la Lega: salirebbe a quota 103 eurodeputati e diventerebbe la terza forza del Parlamento, davanti ai liberali di Renew Europe. 

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