Guardare oltre il Covid per battere l’incertezza

Il perfomance coach Dario Silvestri e la crisi: «I cambi di strategia e di programma dovuti all’imprevedibilità del virus condizionano gli imprenditori: ecco come e perché reagire adesso»

Per diventare imprenditore esistono molte e diverse caratteristiche per iniziare e soprattutto per continuare. È necessario, infatti, avere un sogno e cercare di farlo diventare qualcosa di reale, di concreto e tangibile. C'è infatti chi crede che spesso sia solo questione di denaro e voglia di fare altro denaro, ma la realtà è molto diversa, ogni imprenditore ha un sogno, una visione e ne fa una missione di vita. Le ore infatti non si contano, come l'impegno e gli investimenti, spesso infatti, chi imprende pensa prima a fornitori e dipendenti e per sé mantiene la bellezza di quel progetto che cresce. Crescere vuol dire andare oltre quel famigerato break even point, il punto di pareggio in cui gli investimenti iniziano a dare spazio ai profitti e poi diventano nuovamente investimenti, sempre per crescere, fare meglio, condividere di più.

Ci vuole passione, non solo visione e sogni, ci vuole determinazione e poi una cosa che fa la differenza: la gestione del rischio e degli imprevisti. Succedono cose che non volevamo, oppure cose a cui non avevamo prestato la giusta attenzione. Prendono luogo incidenti, cause di forza maggiori o anche semplici errori gestionali che possono portare un imprenditore in una zona di grande pericolo ed incertezza. Ma questo, lo sanno tutti quelli che decidono di intraprendere quel percorso, quel viaggio in acque tutto meno che tranquille. Quel rischio, quella visione e quella determinazione però

posso pagare moltissimo, far crescere aziende di ogni genere capaci di creare piccoli e grandi indotti e aumentare il benessere di chi ne è coinvolto.

Adesso però sta succedendo qualcosa di molto lontano dall’immaginabile, non si tratta più di una pericolosa incertezza nei confronti del futuro. Non si tratta più dell'attitudine al rischio e al problem solving tipica di chi deve stare sul mercato. Centinaia di migliaia di persone sono sottoposte a un’incertezza profondissima. Questa li lascia sperare talvolta e poi stravolge i loro piani da un giorno all’altro. È successo ai ristoratori che avevano speso migliaia di euro per allestire il pranzo di Natale, come in molte occasioni ad altri esercenti e palestre che dopo una settimana di speranze e lavori incessanti di adeguamento hanno dovuto mettere la parola fine inaspettatamente. In poche ore, un indotto che era pronto a riaprire come quello legato alla montagna, è stato spento a distanza di meno di ventiquattr'ore e siamo pronti a vedere continuare questo trend. Forse chiamarla incertezza è poco, come è possibile gestire una situazione in cui la chiusura non è temporanea, ma pare diventare terminale. Sì, terminale perché molte di quelle aziende ed esercizi commerciali non apriranno più.

Ci stiamo chiedendo se qualcuno ci stia pensando, se qualcuno abbiamo una visione concreta e programmatica di quanto sarebbe necessario per salvare questa economia. Ce lo chiediamo, ma temo che nessuno ci darà una risposta tanto presto. Cosa fare quindi? Dalla mia esperienza personale da momenti difficili, nascono nuove idee, nuovi modelli di business e nuove opportunità, ma non basta mantenersi ottimistici. È necessario fare un passo in più, e che questo passo però sia bilaterale e convergente. Che siano proprio quegli imprenditori a non mollare e cercare di diversificare, adattare e sviluppare qualcosa di nuovo e necessario, ma dall'altra ci deve essere lo stesso sforzo, anzi la stessa forza, da parte delle istituzioni che adesso non possono più suggerire di mantenere la calma, ma bensì devono strutturare progetti e aprire campi di opportunità per chi, non ha intenzione di mollare e per quelli che lo stanno per fare, ma hanno il diritto di vedere una luce in fondo a questo tunnel.

Condivisione, unione, opportunità, sono molte le prospettive e gli elementi necessari, ma mi sento di utilizzare un altro termine che è tempestività. l'Italia è un grande paese, da sempre e storicamente incredibile. Gli italiani sono un popolo straordinario e credo che sia un dovere, non solo una necessità, quella di lasciarsi dietro alle spalle questo pantano, ma ribadisco, possiamo farlo, solo se lo facciamo: ADESSO.

*Imprenditore e Performance Coach

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