Cibiana, il paese disegnato sui muri delle case

Viaggia il Veneto: il piccolo borgo in Cadore ha resistito allo spopolamento colorandosi di murales ispirati a storie vere del passato

Nella sua valle percorsa dal torrente Rite, protetta dal Sassolungo e dagli Sfornioi, tra boschi di faggi e vecchie miniere, stradine di ciottoli e ripide salite, Cibiana è un borgo quasi nascosto. Dove il fascino antico delle vecchie abitazioni s’intreccia con le forme mutevoli dei murales: quelli che ne fanno il “Paese che racconta la sua storia”.

È austera, Cibiana: probabilmente vi si insediarono gli abitanti delle vallate vicine che, dopo la caduta dell’Impero romano, cercarono un rifugio privo di collegamenti con il circondario.

E isolata crebbe: le sue antiche abitazioni (alcune risalgono ai secoli dal XVI al XVIII), con pochi varchi e ancor meno concessioni all’estetica, furono edificate una sull’altra su ripidi e ombrosi pendii, per non ingombrare le aree soleggiate e pianeggianti destinate all’agricoltura.

Perché di agricoltura e pastorizia, oltre che del legname dei boschi, vissero per secoli i cibianesi. Fino a quando, intorno alla metà del XIV secolo, furono scoperte le miniere di ferro di Ronzèi e Vallinferna, che favorirono un’autentica rivoluzione economica: nel Quattrocento i fabbri (“faure”) di Cibiana divennero maestri nel trasformare il metallo in chiodi e piccoli arnesi, ma anche in cannoni per l’Arsenale della Serenissima, come attesterebbe un documento conservato nell’Archivio di Stato di Venezia.

Soprattutto, Cibiana divenne famosa per le chiavi, tanto che alla fine dell’Ottocento lavoravano alla loro fabbricazione una cinquantina di laboratori. Poi, la Grande Guerra, la chiamata alle armi, i lutti. Iniziò l’esodo dal paese. E anche se, dall’associazione di alcuni artigiani eredi della lavorazione tradizionale del ferro, nel secondo dopoguerra è nata e si è sviluppata un’azienda da molti anni leader nel settore delle chiavi, dei duemila abitanti d’inizio secolo, oggi il paese ne conta circa quattrocento.

Ci fu, però, chi ebbe la forza di opporsi allo svuotamento del borgo e alla perdita della cultura locale. Come Osvaldo Da Col, uno dei tanti emigranti di Cibiana, e Vico Calabrò, artista dell’affresco e incisore agordino: nel 1980 ebbero l’idea di dipingere sui muri delle case le storie del paese. Non la storia: proprio le piccole storie “dei veci” ritratti nei loro mestieri o nelle scene quotidiane.

Il percorso ad anello

È nata così una sorta di grande mostra collettiva permanente, a cielo aperto, cui hanno contribuito artisti sia veneti che internazionali. I muri antichi delle frazioni raccontano storie di mestieri e persone, di feste e leggende, di un’identità che ha rischiato di essere dimenticata e che invece da molti anni è ammirata da turisti di tutto il mondo.

Il modo migliore per osservarli è seguire un semplice itinerario ad anello, percorribile anche in bicicletta: partendo dal Municipio, si snoda da Masariè a Cibiana di Sotto, la borgata più caratteristica, fino a Pianezze. Il percorso dura circa due ore, lungo antiche stradine tra i muri dipinti in tanti diversi stili, tra i ballatoi in legno delle caratteristiche abitazioni e gli scorci magnifici sulle Dolomiti.

La piantina dei murales, clicca qui

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LA FESTA

Ogni anno, a fine luglio, Cibiana festeggia i suoi murales con la sempre affollatissima Festa dei Murales Viventi, durante la quale gli abitanti indossano costumi tradizionali e inscenano i mestieri di un tempo ospitando artisti, artigiani e hobbisti. La festa, così come la mostra itinerante “La via della chiave”, è rinviata al 2021.

LA PASSEGGIATA

Una facile passeggiata alla portata di tutti, per circa 90 minuti di cammino, parte dai Pianezze, dove finisce la strada asfaltata. Un sentiero attraversa il versante sopra Cibiana e, seguendo le indicazioni per “Sora Croda”, si arriva a un’area pic-nic con uno splendido panorama sulla Valle del Boite. Si prosegue fino a “La Tesseres”; il ritorno, scendendo attraverso un bosco di faggi.

L'OPERA

Un’opera in pietra e ferro di Mauro “Lampo” Olivotto è stata installata sul muro di pietra di proprietà del Comune in contrada Masariè. Lo scultore dei Giauli l’ha realizzata per celebrare il trattato di dedizione alla Serenissima Magnifica Comunità di Cadore, come spiega bene il titolo: “Venezia e il Cadore, 600 anni di Storia - Una chiave per il futuro”.

IL MUSEO

Il “Museo nelle nuvole“, in un forte della Grande Guerra sulla vetta del Monte Rite, è uno dei sei Messner Mountain Museum. Conserva ricordi di rocciatori e opere d'arte della collezione Messner, tutte rappresentanti le Dolomiti. Offre una vista a 360° sulle più belle vette; si raggiunge da Passo Cibiana, a 6 km dal paese, con 2 ore di cammino o con navetta a pagamento. monterite.it.

LE ESCURSIONI

Cibiana di Cadore è circondata dalle vette del Pelmo, dell’Antelao, del Monte Rite e del Monte Penna: per escursioni, 0435.74018.

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