Bike Me Hub: alla ex Pagnossin la porta d'accesso alla ciclopista Treviso-Ostiglia

L’inaugurazione del nuovo polo delle bici a noleggio che integra un’ampia gamma di servizi, con attività e negozi dedicati alla natura, al cibo e alla salute. Lo speciale sul progetto firmato Zanardo

TREVISO. Una porta d'ingresso su un nuovo concetto di benessere, in cui sport, salute, food e ambiente si fondono in un unico spazio, dedicato al turismo slow e sostenibile. È questo, in sintesi, Bike me Hub, nuovo format inaugurato ieri, alla presenza delle autorità, presso Opendream (ex struttura industriale Pagnossin).

Un innovativo concept che, dalla Strada Regionale Noalese (una delle principali arterie di collegamento del Veneto), consente di accedere direttamente ad uno spazio in cui uomo ed ambiente coesistono nella più completa armonia. Un ambizioso progetto di rigenerazione urbana in cui la natura, rappresentata dalla ciclabile Treviso-Ostiglia – che segna il confine nord della proprietà - e dalle ampie aree verdi che circondano Opendream, riacquista il proprio ruolo da protagonista.

L'INAUGURAZIONE



Bike me Hub nasce per offrire al turista un’ampia gamma di servizi, con attività e negozi dedicati alla natura, al cibo e alla salute: un servizio di assistenza, vendita e noleggio di bike, comprese quelle elettriche, firmato Ciclobottega; un bistrot a cura di Alchèmia Fitobottega che offrirà colazioni, pranzi e cene attraverso un percorso unico nel mondo dell'alimentazione; uno store di calzature sportive per il running grazie alla collaborazione con il celebre brand Hoka; infine un tour operator incentrato sul turismo green, attraverso il quale andare alla scoperta di Treviso e di tutto il Veneto, grazie all'interconnessione tra vie cicloturistiche e strutture ricettive aderenti alla rete Cycling in The Venice Garden.

“Con Bike me hub vogliamo realizzare uno spazio che mette l'uomo al centro – ha spiegato Damaso Zanardo, imprenditore che quattro anni fa ha acquistato l'intera area – l'idea è di dare vita ad uno spazio aperto, una piazza dove fare sinergia, una moderna agorà in ritrovare il valore delle emozioni e dello stare insieme. Un progetto che potremo portare avanti solo con il supporto delle autorità del territorio”.

Appello subito accolto da Mario Conte, Sindaco di Treviso, che ha esordito ringraziando Zanardo perché “in un momento complicato per l'economia come quello che stiamo attraversando è bello sapere che ci sono imprenditori che ci credono e ci mettono il cuore. Oggi cominciamo un cammino insieme e l'Amministrazione Comunale di Treviso farà tutto il possibile per limitare la burocrazia, che non deve ostacolare progetti come questo. Da qui riparte il turismo, da qui riparte la nostra città”.

Bike Me Hub a Treviso, il sindaco Conte: ottima riqualificazione alla ex Pagnossin



Presente all'inaugurazione anche Pier Paolo Baretta, sottosegretario del Mise, che ha voluto evidenziare quanto “oggi c'è bisogno di fiducia e speranza, di determinazione, progetti, idee. Dobbiamo capire che futuro vogliamo e un mondo non sostenibile non può essere il futuro. Dobbiamo fare errori nuovi e rimediare a quelli vecchi. Questo luogo riassume tutto questo: il ciclismo, che è lo sport veneto per definizione, l’enogastronomia che rappresenta le nostre eccellenze, una porta, una piazza, una strada. In una parola: la nostra cultura”.

Bike Me Hub, Caner: a Treviso un hub turistico di livello, non solo cicloturismo



Infine, Federico Caner, assessore al turismo di Regione del Veneto, ha evidenziato come l'inaugurazione di Bike me Hub segni una data importante per tutta la provincia trevigiana. “Damaso Zanardo si è innamorato di questa archeologia industriale, della storia e dell'identità di questo luogo e ha deciso realizzare una struttura che offre servizi a 360°. L'inaugurazione di oggi è quindi il primo passo per rilanciare il turismo in Veneto e noi, come Regione del Veneto, faremo la nostra parte con una grande campagna di promozione volta a sostenere il lavoro e il saper fare squadra dei nostri imprenditori”.

IL NUOVO FORMAT

Bike me Hub è il nuovo format dedicato al turismo slow, allo sport e al benessere dell’uomo, in cui ognuno dei 5 sensi trova una sua specifica declinazione.

All’interno di Bike me Hub si trova infatti l’atelier di Bike Me, realtà che offre agli appassionati delle 2 ruote, oltre al servizio di vendita, il servizio di noleggio di e-bike e bici muscolari, oltre a competenza tecnica nella preparazione della bici e bike fitting.

Bike Me è anche un centro innovativo per le scansioni tomografiche sui telai in carbonio attraverso partner qualificati, fino alle riparazioni dei telai in carbonio. Alte competenze tecniche si fondono con la tradizione del ciclo.

Dal bike store si accede direttamente al bistrot firmato ALCHÈMIA Fitobottega, luogo in cui l’alimentazione diventa il filo conduttore di ogni aspetto della vita. Colazione, pranzo, aperitivo o cena: qui ogni momento della giornata segue una filosofia di cucina genuina, sana ed equilibrata, in cui i menù proposti sono studiati in collaborazione con esperti nutrizionisti.

Una sezione dell’Hub è inoltre interamente dedicata al running, con la presenza dello store Axo, uno
dei brand più noti tra quelli di calzature sportive. Ma Bike me Hub è anche promozione del cicloturismo in Veneto. Il concept è infatti inserito all’interno della Rete d’Imprese Cycling in The Venice Garden che riunisce operatori dell’Ospitalità ricettività e del tempo libero. Tra i servizi ad hoc forniti da Bike me Hub ci sono noleggio di e-bike, guide locali, promozione e vendita di pacchetti turistici e molti altri servizi per il turista green.

L’ambientazione a tema sportivo, unita alle proposte di intrattenimento e servizi, offriranno un’esperienza unica in cui armonia e benessere saranno solo il punto di partenza delle molte occasioni d’incontro negli spazi Bike Me Hub e dei prossimi interventi, quali, ad esempio, la creazione di un park freestyle, area dedicata agli appassionati di skateboard e BMX freestyle.

OpenDream: dove i sogni diventano realtà Un progetto ambizioso ed innovativo, una nuova Smart City di eccellenze distribuita in un’area di 110.000 mq, collocata in posizione strategica. Un nuovo Polo attrattivo a livello internazionale che racconta il territorio, attraverso spazi dedicati a turismo slow, innovazione, food, artigianato e arte, trasmettendo autenticità e offrendo un’esperienza di visita unica nel suo genere.
OpenDream ha sede nel Veneto, una regione eccezionalmente ricca da un punto di vista culturale, storico e turistico, dove coesistono aziende manufatturiere di eccellenza con una produzione enogastronomica di alta qualità.

OpenDream è: - Veloce e internazionale, grazie alla prossimità (700 mt) dell’Aeroporto Canova, alle uscite autostradali e ai comodi collegamenti con la stazione ferroviaria. - Lento e sostenibile per l’adiacenza con la Ciclabile Treviso-Ostiglia e l’intersezione con i tre percorsi green: la ciclabile Monaco-Venezia, il Cammino di pellegrinaggio di Sant’Antonio attraverso il Muson dei Sassi e la Greenway del Sile che conduce fino a Venezia.

OpenDream in numeri:

  •  110.000 mq di superficie totale
  •  40.000 mq di area coperta
  •  70.000 di spazi esterni
  • 7.000 mq per i produttori locali
  • 4.800 mq per l’arte
  • 5.000 mq per eventi e manifestazioni
  • 9.800 mq per innovazione tecnologica e d’impresa
  • 3.500 mq per la mobilità sostenibile
  • 15.000 mq di spazi fieristici

LA CICLOPISTA

Treviso-Ostiglia: da ferrovia militare a percorso green

La Treviso-Ostiglia corre lungo la linea dell’ex ferroviaria che collegava il capoluogo della Marca al comune sul Po, in provincia di Mantova. Realizzata tra il 1920 e il 1940, dopo essere stata bombardata dagli Alleati nella Seconda guerra mondiale, la linea ferroviaria venne progressivamente dismessa.

Oggi, grazie a un intelligente progetto di recupero, la Treviso-Ostiglia è un corridoio verde dove si può pedalare per quasi 50 chilometri, dalle porte del capoluogo trevigiano fino al confine con la provincia di Vicenza. Il primo tratto parte dal centro città e raggiunge Quinto di Treviso.

Da qui alla ex Stazione di Badoere e fino al confine con la provincia di Padova, la pista ciclabile è tutta su fondo sterrato di ghiaino e non crea problemi di percorribilità. Il tratto padovano, totalmente su asfalto, tocca dieci Comuni: Piombino Dese, Trebaseleghe, Loreggia, Camposampiero, Santa Giustina in Colle, San Giorgio delle Pertiche, Campo San Martino, Curtarolo, Piazzola sul Brenta e Campodoro.

L’itinerario attraversa il Parco del Fiume Sile, il fiume di risorgiva più lungo d’Europa, e il parco agrario di Tergola. Con piccole deviazioni, si possono raggiungere alcune delle più famose ville venete come Villa Cornaro a Piombino Dese e Villa Contarini a Piazzola sul Brenta. Inoltre, la ciclabile incrocia tre dei più frequentati assi ciclabili del Veneto come la via del Brenta, la ciclabile del Muson dei Sassi e la ciclabile del Sile, che scende fino a Jesolo.

Possibili deviazioni

➢ Spostandosi sull’Ostiglia di circa 7 km a ovest di Piazzola sul Brenta, si interseca – nel territorio comunale di Grisignano di Zocco (VI) – l’anello ciclopedonale della Media Pianura Vicentina di circa 45 km (sito web percorsomediapianuravicentina.it).

➢ A Piazzola si incrocia la ciclovia del Brenta, lungo la quale si può salire a nord verso Cittadella, Bassano del Grappa e la Valsugana (in provincia di Vicenza gli argini sono percorribili solo a tratti) o scendere a sud verso Limena (dove esce il Brentella, parte dell’Anello Fluviale di Padova) e la stessa Padova (Pontevigodarzere), proseguendo poi verso Stra, Dolo e Venezia lungo il Naviglio Brenta.

➢ A Camposampiero si incrocia la ciclovia del Cammino di Sant’Antonio sul Muson dei Sassi,
che permette di raggiungere a nord Castelfranco Veneto (e da lì, sul Sentiero degli Ezzelini lungo il Muson, arrivare fino ad Asolo) e a sud Padova (Pontevigodarzere).

➢ A Treviso si può decidere di percorrere anche l’itinerario cicloturistico regionale I4 Dolomiti-Mare (a sua volta parte, per alcuni tratti, della ciclovia Monaco-Venezia), che partendo da Dobbiaco e varcato il passo Cimabanche, percorre la Lunga Via delle Dolomiti passando per Cortina d’Ampezzo fino a Calalzo di Cadore, e continuando poi per Longarone, Belluno, Vittorio Veneto, Conegliano, il Montello, Treviso e Quarto d’Altino si dirige infine verso Venezia attraversando la zona dei Boschi di Mestre.

OPEN DREAM: L'INTERVISTA

Bike Me Hub alla ex Pagnossin: in arrivo anche ambulatori e palestra

Opendream: Damaso Zanardo, sognare per migliorare il mondo

Damaso Zanardo, imprenditore della logistica, titolare di una storica azienda familiare fondata nel 1961, è il promotore di Opendream, ambizioso progetto di rigenerazione urbana della ex area industriale Pagnossin di Treviso. A lui abbiamo chiesto di raccontarci Opendream.

Che cos’è Opendream?

“Opendream è un progetto di rigenerazione di una grande area di archeologia industriale. Oltre 100.000 mq da trasformare in una piazza delle eccellenze, dove l’uomo è al centro con i propri cinque sensi. Una piazza non solo di produttori o commercianti, ma di sport, benessere, alimentazione e turismo green, con tutto l’ambiente intriso di presenza dell’arte, nelle sue diverse forme.

Insomma, un luogo “risorgimentale” dove il digitale è il collegamento in tempo reale con il resto del Mondo”.
Opendream quindi nasce da una visione, da un sogno… Un sogno che arriva fino a dove? Aperto a chi?
“È un sogno aperto a chi vuole migliorare il mondo. Se un uomo non ha sogni, non è un uomo. Ma i sogni devono essere messi a terra e bisogna avere la consapevolezza di quello che si fa. Dissi queste parole a un tavolo a cui partecipavano, tra esperti e professori, i rettori di Ca’ Foscari e dello IUAV. In risposta alle mie parole, un docente ha detto “è un open dream” e così è anche nato il nome del progetto”.

Opendream come intende valorizzare il legame con il passato e come verrà evidenziata la storica vocazione industriale d’area ex Pagnossin?

“Il collegamento tra la via Noalese e la Treviso-Ostiglia sarà realizzato con una pavimentazione in ceramiche recuperate, una “potter line” colorata per stimolare la vivacità. Il passato, del quale il complesso immobiliare è testimonianza, rappresenta chi eravamo e il modo migliore per ricordare le nostre origini è conservare quanto di buono e di bello è stato fatto, coniugandolo al presente, nella logica della sostenibilità, del rispetto dell'ambiente e della qualità della vita. Tutto ciò ha l'ambizione di essere Opendream”.

La porta sud di Opendream è Bike me Hub: che cos’è esattamente?

“È un concept dove, attorno al mondo della bici, abbiamo integrato le parti della sana alimentazione, del running ed un tour operator dedicato al settore. Non è un negozio fine a sé stesso, ma una piazza dello sport che trova, in questa prima porta, l’ingresso per il collegamento alla Treviso-Ostiglia. È un concept replicabile, è come se fosse una piazza nella piazza”.

Quale esperienza vorrebbe regalare, quindi, a chi varca le porte di Bike me Hub?

“Chi entra in Bike me Hub deve sentirsi a casa, in una casa di amici, in un luogo d’incontro con chi condivide gli stessi interessi, cioè lo sport, il benessere e il piacere di vivere il proprio territorio.”

E ora che la porta è aperta, in quale direzione andrà Opendream? Quali sono i prossimi progetti
da realizzare?

“Il filone sport e benessere correrà lungo la “potter line” e recupereremo degli spazi per dedicarli ad ambulatori del benessere ed aggregazione di professionisti che curano la persona. Poi, realizzeremo anche una palestra altamente tecnologica e alla fine della “potter line” ci saranno piste destinate allo skate e al ciclo cross.” Fino ad ora, qual è stata la sua più grande soddisfazione con questo progetto? “Torno all’inizio, il sogno da visione è diventato un progetto e per realizzarlo bisogna fare dei passi: la più grande soddisfazione è vedere che chiunque entri qui prova delle emozioni positive, sente un vissuto che vive”.

C’è un aneddoto particolare legato ad Opendream?

“Durante l’inaugurazione del lato nord, quello con i magazzini della logistica ospedaliera, parlavo con il presidente della Regione del Veneto Luca Zaia. Ad un certo punto, in mezzo a edifici di pietre, avevo smesso discutere di tecnologia e mi sono messo a guardare queste pietre, era come se mi parlassero. Lui mi ha detto: “Go capio tuto, ti te ga inamorà dee piere. Fai bene, perché il nostro passato dovrà essere rivalutato”.

Da questo incipit è partito il progetto non di abbattere, ma di rigenerare”.

Qual è la risposta che sta ricevendo dal territorio? Quanto è importante la collaborazione tra pubblico e privato?

“Un progetto di queste dimensioni deve essere per forza inclusivo del suo territorio e della sua città. La burocrazia è la vera pandemia di questo Paese, l’intelligenza degli amministratori deve comprendere l’importanza di questo progetto a servizio del territorio, delle imprese e dei lavoratori. Noi stiamo collaborando, in tutti i sensi, con l’amministrazione per finire la lungaggine burocratica autorizzativa e per così dare vita a nuovi cantieri”.

Una delle parole d’ordine di Opendream è sostenibilità. Da questo punto di vista, in questo progetto di rigenerazione urbana che cosa si sta facendo e che cosa si può fare?

“La sostenibilità c’è anche in questo edificio che inauguriamo. Adotteremo tutti gli strumenti tecnologici per limitare i consumi e per creare un circuito virtuoso di autoproduzione del fabbisogno energetico”.
Invece, che cosa si è fatto e che cosa si farà per il tema dell’inclusività? “Opendream è aperta a tutto il territorio. Non è un luogo dove semplicemente si inseriscono delle attività, ma un luogo che la Provincia e la Regione possono utilizzare per svolgere attività a supporto della cultura.

LA CICLOBOTTEGA

Alla ex Pagnossin di Treviso, la Ciclobottega noleggia e ripara biciclette e e-bike

Nasce nel 2010 dalla passione di due imprenditori operanti nell’ambito della bici e della consulenza strategica, motivati e uniti dalla passione delle due ruote. L’idea è quella di replicare la struttura organizzativa che ha portato Ciclobottega Resana ad essere un’eccellenza territoriale.

Lo Store per OpenDream si svilupperà in:

  • La creazione di una struttura organizzativa in grado accogliere e seguire i clienti su percorsi e itinerari predefiniti che valorizzino il territorio facendo scoprire le bellezze naturali /architettoniche e la cucina locale.
  • Il Noleggio/ vendita e-bike.
  • Diventare un punto di riferimento per tutti i ciclisti (dall'amatore al professionista), inserendo personale altamente qualificato che sa interloquire a tutti i livelli. - Offrire un pacchetto service completo, compresa la parte di lavaggio delle bici. - Servizio di Bike Fitting: posizionamento biomeccanico per garantire la migliore postura in sella e performance ottimali durante la pedalata.
  • Creazione di eventi ad hoc che facciano vivere esperienze sensoriali non solo all'interno dello shop.