Educare alla cura, dopo la pandemia

Educare alla cura, dopo la pandemia
Ritrovare la fiducia nella scienza medica attraverso una buona comunicazione tra ricercatori, medici e pazienti. E’ l’obiettivo del Festival della Scienza Medica 2022, dal 12 al 14 maggio a Bologna. Un confronto tra studiosi di livello internazionale
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Tra le eredità della pandemia c’è anche questa: la polarizzazione delle opinioni. Nessun dubbio, si è pro o contro qualcosa, si tratti di green pass, di mascherine o di vaccini. Una divisione netta tra cittadini, e a volte anche all’interno dello stesso mondo scientifico, dovuta anche agli inciampi della comunicazione. Un divario comunicativo - tra ricercatori e clinici, e tra medici e pazienti – che è necessario colmare, cercando il confronto e trovando insieme delle soluzioni. E’ questo l’obiettivo dell’ottava edizione del Festival della Scienza Medica 2022, a Bologna dal 12 al 14 maggio 2022 il cui titolo, non a caso, è “Educare alla cura: insegnare e apprendere”.

Nell’Aula Magna di Santa Lucia, da poco rinnovata per riportare alla luce la chiesa gesuita del Settecento, si cercherà quindi di capire come comunicare la medicina al suo utente finale, attraverso l’intervento di ricercatori, studiosi di livello internazionale e del Premio Nobel per la Chimica 2012 Brian Kobilka. I temi delle lectio magistralis e delle tavole rotonde saranno quelli dell’intelligenza artificiale e delle sue applicazioni alla assistenza e alla ricerca, della neurobiologia e del degrado cognitivo negli anziani, del genoma e delle sue implicazioni per la cura delle malattie, dell’impatto della pandemia sulla salute mentale, delle conseguenze dei cambiamenti climatici sulla nostra salute e molto altro ancora.

Scopo delle discussioni, gettare le basi di una comunicazione in grado di ripristinare la fiducia nella scienza medica. “Se da una parte la medicina ha fatto progressi sotto ogni aspetto – spiega infatti Fabio Roversi-Monaco, già rettore dell’Università di Bologna e ideatore dell’appuntamento - dall’altra il paziente vive sempre più spesso un’inquietudine e una diffidenza verso di essa”. Ed è proprio questa sfiducia sulla quale è necessario intervenire, tornando a conciliare la volontà di prendersi cura di sé con i benefici apportati dai più moderni approcci terapeutici.

Fabio Roversi-Monaco
Fabio Roversi-Monaco 
L’ottava edizione del Festival, promosso da Fondazione per la Promozione e lo Studio della Scienza Medica in collaborazione con l'Università di Bologna e con il supporto del Gruppo Intesa Sanpaolo, segna anche il ritorno del pubblico in presenza. Tuttavia, visto anche il successo delle precedenti edizioni solo online a causa della pandemia (con utenti da 23 paesi e oltre 1,4 milioni di visualizzazioni online) anche quest’anno sarà possibile seguire i diversi eventi da ogni parte del mondo grazie al live streaming.

Oltre alle conferme, l’edizione del 2022 presenta però anche una importante novità: si tratta della collaborazione con il Karolinska Institutet di Stoccolma, una istituzione scientifica svedese tra le più importanti al mondo, giacché è qui che ogni anno si assegnano i Premi Nobel per la fisiologia e la medicina. Ed è per questo che al Festival saranno presenti esponenti dell’istituto in qualità di relatori: come Per-Olof Berggren, professore di endocrinologia sperimentale e membro dell'Assemblea del Nobel al Karolinska Institutet, che insieme a Stefano Del Prato, Presidente dell’EASD (European Association for the Study of Diabetes) e Chair della Fondazione Europea per gli Studi sul Diabete parlerà dei più recenti progressi in campo diabetologico.

Tra gli ospiti del Festival, Massimo Scaccabarozzi, Presidente di Farmindustria; Filippo Anelli, presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatria; Maria Laura Costantino, Presidente del Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia MEDTEC School; Luigi Naldini, Direttore dell’Istituto San Raffaele Telethon per la Terapia Genica (SR-Tiget); Nicola Magrini, Presidente AIFA; Tobias Alfvén, del Karolinska Institutet e pediatra presso il Sachs' Children and Youth Hospital di Stoccolma e il procuratore della Repubblica Giuseppe Amato.
Infine un incontro curato da Gian Luca Farinelli, direttore della Fondazione Cineteca di Bologna, e Claudio Rapezzi, docente di cardiologia all’Università di Ferrara, sarà dedicato al cinema e a come questo ha saputo interpretare e raccontare la malattia.