La salute? È dietro l’angolo

Assistenza specialistica, diagnostica puntuale, tecnologia in divenire. La salute ha bisogno di investimenti mirati che puntino – soprattutto – allo sviluppo di una rete di strutture di prossimità. Ce ne siamo accorti durante i lunghi mesi di pandemia anche se, in effetti, lo sapevamo già. Lo sapevamo ma non troppo, non tutti avevamo contezza del come, del dove e del… quanto. C’è chi ci ha pensato, studiando a fondo la questione. Vediamo
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Salute. Qualcuno dice ancora “sanità”, ma sanità è un termine più generico, più “lontano”, lontano dalla febbre, dagli sciroppi, dal mal di pancia che ti prende di notte all’improvviso. Sanità è “ministeriale” (in effetti il ministero, una volta, si chiamava così), è l’ufficio grigio, anonimo, dove nessuno indossa il camice.

La salute, invece, è quella nostra, quella che possiamo toccare, palpare; quella che – quando si fa un po’ desiderare, quando decide di prendersi una pausa – ci induce a domandare. Domandare dove, quando, come, quanto, chi. Dove vado? A chi mi rivolgo? Quanto tempo ci vorrà? Quali spese…?

Domande semplici e, se vogliamo, banali. Eppure le risposte, quando ci sono, possono essere più efficaci del migliore farmaco.

Riprendiamo dunque le domande, raggruppiamole, formuliamone una sola che le contenga tutte; eccola: come ripensare l’assistenza sanitaria italiana in modo da superare le criticità? Perché le criticità ci sono, talvolta lievi talaltra macroscopiche, e sono emerse più nitidamente durante la pandemia.

Ora che la domanda l’abbiamo, andiamo a vedere le risposte. Se come previsto dal PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), risulta necessario adottare un nuovo modello territoriale, quali e quante risorse sono necessarie per metterlo in atto? Quali i benefici per il Sistema Paese?

Sono questi alcuni dei temi a cui intende fornire una risposta la nuova ricerca realizzata da Nomisma assieme a Rekeep S.p.A., capofila del principale Gruppo italiano attivo nell’Integrated Facility Management.

Il nuovo studio, intitolato “Verso una nuova sanità di prossimità” è parimenti meticoloso a quello del 2020 dedicato alla riqualificazione del patrimonio immobiliare pubblico e si focalizza, in particolare, sugli spazi e le strutture necessari per portare cure e assistenza più “vicino” alle persone, superando le carenze, la fragilità del nostro Sistema Sanitario Nazionale. Un Sistema sì fondamentale e con un ruolo cruciale, ma che se si “sovraccarica” – lo abbiamo visto – mostra le sue crepe.

Lo Studio elenca doviziosamente le strutture esistenti calcolando gli investimenti necessari per la loro riqualificazione e quelli da stanziare per ampliare la rete di Ospedali di Comunità, RSA, Case di Comunità e renderla più capillare.

Già, gli investimenti; i capitali. Nel PNRR è previsto lo stanziamento di 1 miliardo di euro per la realizzazione di 381 nuovi ospedali di comunità; poi 2 miliardi per oltre 1200 case di comunità e 308 milioni per le RSA.

Lo Studio Nomisma-Rekeep, ipotizzando di poter intervenire per il 77% attraverso riqualificazioni, indica tuttavia che sarebbero necessari ulteriori 1,3 miliardi per attivare altri 661 Ospedali di Comunità, poi altri 1,4 miliardi per 1233 Case di Comunità più 2,3 miliardi (di cui 308 milioni già previsti dal PNRR) per 527 RSA.

Se mettiamo i numeri in colonna la somma che otteniamo è 8,2 miliardi di euro (3,308 sono già previsti nel PNRR), utili per intervenire su 3.563 strutture, pari ad una superficie di oltre 5 milioni di mq.

Lo Studio ovviamente ventila ipotesi concrete per il reperimento dei fondi mancanti, in primis coinvolgendo gli operatori privati (non solo del settore sanitario).

Fin qui i costi. E i benefici? Basta leggere: ve ne sono di economici, sociali, sanitari, ambientali. Dall’aumento delle prestazioni erogate alla riduzione di tempi di attesa. Poi l’incremento del tempo che il medico dedica ad ogni paziente, il miglioramento del clima lavorativo, aumento della qualità percepita dai pazienti, incremento dell’occupazione, contenimento dell’impatto ambientale, tutela del suolo, resilienza urbana…