La medicina ‘su misura’ per le esigenze delle donne

La ricerca scientifica ha capito che la personalizzazione delle cure deve tener conto delle differenze di genere perché uomini e donne si ammalano in modo diverso
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Personalizzata fino ad essere sartoriale: sono le due caratteristiche della ‘nuova’ medicina di precisione che si pone l’obiettivo di prevenire o scoprire quanto più precocemente possibile ogni malattia e fornire i mezzi più adeguati a curarla in base ai bisogni e alle caratteristiche di ogni paziente. Perché ognuno di noi è diverso dall’altro, a partire dal genere di appartenenza. Proprio per questo la personalizzazione delle cure non può prescindere dalla medicina di genere che studia le differenze biologiche e socioculturali tra uomini e donne e l'influenza di questi fattori sullo stato di salute e di malattia, nonché sulla risposta alle terapie.
 
Le differenze tra uomini e donne
Obiettivo della medicina di genere è garantire a ogni individuo, maschio o femmina, la cura più appropriata. “Il cuore di una donna è diverso da quello di un uomo. Donne e uomini presentano sintomi diversi per la stessa malattia, la risposta alle medicine cambia nei due sessi”, spiega Giovanni Vizzini, Chief Operating Officer di UPMC Italy e direttore sanitario di UPMC Salvator Mundi International Hospital a Roma, dove è attivo il servizio di Medicina di genere – Cura e prevenzione donna.
“Differenze che derivano dalla diversa anatomia e fisiologia di uomini e donne, ma anche da fattori relativi all’ambiente, alla società, all’educazione, alla cultura e alla psicologia dell’individuo. Un’interpretazione sicuramente innovativa della medicina, necessaria per aumentare la qualità delle cure”. Differenze che anche la lotta al Coronavirus sta facendo emergere visto che, stando alle statistiche, la donna ammalata di Covid-19 muore molto meno dell’uomo, il rapporto è quasi di 1 a 3 fino agli ottant’anni.

La medicina di genere
Purtroppo, gli studi sulle malattie che colpiscono uomini e donne – e sui farmaci per curarle – sono stati condotti quasi esclusivamente sugli uomini e poi sono stati applicati alle donne. In pochi casi è avvenuto il contrario, mentre sono quasi totalmente assenti studi clinici condotti a seconda del genere. Tutto ciò ha avuto delle conseguenze sul diritto alla salute delle donne ma negli ultimi anni si sta sviluppando una medicina che tiene conto del genere, chiamata gender-specific medicine (medicina genere-specifica), perché ci si è resi conto che sintomi, terapie, prevenzione ed effetti dei farmaci sono molto diversi tra uomo e donna.

Il Piano del Ministero della Salute
Nel maggio del 2019, il Ministero della Salute ha avviato un piano per l’applicazione e la diffusione della Medicina di Genere che prevede percorsi clinici di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione volti a migliorare e personalizzare l’offerta delle prestazioni, con particolare attenzione al mondo femminile. La normativa prevede che ogni anno il ministro della salute riferisca in parlamento sull’evoluzione della situazione in Italia e che sia creato un osservatorio sulla medicina di genere. 
Un’iniziativa che nasce dalla consapevolezza che donne e uomini si ammalano in modo diverso e affrontano e rispondono in modo diverso ai trattamenti terapeutici. Diversa è, anche, la percezione dello stato di malattia e il grado di condizionamento subito dalla sua collocazione sociale e familiare. “Considerare anche le differenze associate al genere è un ulteriore passo avanti nel garantire ad ogni persona la migliore cura – commenta Vizzini. “Non possiamo che accogliere positivamente l’iniziativa del Ministero, che rafforza il concetto di centralità del paziente e riconosce l’importanza della personalizzazione delle terapie.”
 
Le malattie al femminile
In genere, quando si pensa alla salute e alle malattie che tipicamente colpiscono le donne, ci si riferisce alla ginecologia e alla senologia. Ma in realtà, il ventaglio delle ‘patologie rosa’ è molto più ampio. “Le patologie del sistema cardiocircolatorio sono ancora ampiamente considerate un problema degli uomini mentre il cancro della mammella è ritenuto come la più grande minaccia per le donne.
In realtà, queste patologie negli ultimi decenni, sono diminuite nell'uomo, mentre nella donna sono aumentate”. Le donne sono maggiormente colpite anche da malattie neurologiche (cefalea, depressione) e del sistema immunitario (sclerosi multipla, artrite reumatoide). Inoltre, le variazioni ormonali possono causare osteoporosi, esponendo la donna ad una maggiore fragilità delle ossa con il conseguente rischio di incorrere in pericolose fratture.
 
Più informazione e prevenzione
Purtroppo, spesso le donne tendono a sottovalutare l’incidenza di queste patologie e, quindi, non fanno un’adeguata prevenzione. “Il primo passo - spiega Vizzini - può essere rappresentato da un colloquio clinico accurato che, tra l’altro, trasmette alla donna le informazioni utili per poter riconoscere eventuali sintomi che dovrebbero mettere in allarme. Noi medici abbiamo, certo, il compito di scegliere le terapie più indicate, ma ritengo che anche parlare, ascoltare e informare le nostre pazienti sia importantissimo”.
Il buon esempio del cancro al seno
 Informazione e prevenzione hanno giocato un ruolo determinante, ad esempio, per il carcinoma mammario: la neoplasia più diagnosticata nelle donne, e prima causa di morte oncologica. Nel 2019 in Italia si sono ammalate di cancro al seno circa 53.000 donne. L’incidenza del tumore della mammella in Italia è in leggero aumento mentre continua a calare, in maniera significativa, la mortalità. “Questi risultati sono attribuibili alla maggiore diffusione dei programmi di prevenzione che hanno permesso di aumentare il numero di tumori identificati ai primi stadi di sviluppo della malattia, quando il trattamento può essere meno invasivo e più efficace e risulta molto elevata la possibilità di ottenere guarigioni”, conferma Vizzini.