Tumori polmone e tiroide, disponibile cura specifica per quelli con alterazione del gene Ret

Tumori polmone e tiroide, disponibile cura specifica per quelli con alterazione del gene Ret
Si stima che questa alterazione abbia un’incidenza di circa il 2% nel tumore polmonare, di circa il 10% nei tumori tiroidei e di circa il 50% in quelli midollari della tiroide. L'approvazione del nuovo farmaco si basa su questo tipo di pazienti
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Li accomuna una mutazione, quella del gene Ret (Rearranged during transfection) e il fatto che siano rari: due caratteristiche ha hanno reso – fino ad oggi – più difficile trovare soluzioni terapeutiche efficaci. Si tratta dei tumori del polmone non a piccole cellule (NSCLC) avanzato, con tumore della tiroide avanzato o metastatico e con carcinoma midollare della tiroide (MTC). Oggi, però, per i pazienti con queste forme tumorali c’è una chance: dopo la Food and Drug Administration e l’Ema anche la nostra Agenzia del Farmaco (Aifa) ha concesso lo scorso mese l’autorizzazione all’immissione in commercio di selpercatinib come monoterapia di seconda linea.

Tumori rari e profilazione genomica

Si stima che l’alterazione del gene RET abbia un’incidenza di circa il 2% nel tumore polmonare, di circa il 10% nei tumori tiroidei e di circa il 50% in quelli midollari della tiroide. Le mutazioni genetiche nei tumori cambiano l’approccio terapeutico, spostando il focus dallo studio tissutale del tumore alla sua profilazione genomica. “Il carcinoma polmonare non a piccole cellule, nel tempo è diventato l’esempio perfetto dell’applicazione della medicina di precisione in ambito oncologico – spiega Silvia Novello, ordinario di Oncologia Medica presso l’Università degli Studi di Torino e presidente di WALCE Onlus (Women Against Lung Cancer in Europe / Donne contro il tumore del polmone in Europa). Un terzo dei pazienti a cui viene diagnosticato questo tumore in fase metastatica è portatore di un cancro caratterizzato da una alterazione genetica e può essere trattato con un farmaco specifico e il 2% ha un’alterazione di RET, che è il target specifico di questo primo farmaco appena approvato”.

Carcinoma papillare della tiroide e midollare

Stesso ragionamento per il carcinoma papillare della tiroide (PTC). “E’ un tumore raro e fortunatamente nel 90% dei casi ha una prognosi favorevole – osserva Rossella Elisei, professore Associato di Endocrinologia e Dirigente Medico UO Endocrinologia e Medicina Clinica Sperimentale, AOU Pisana. Alcuni, tuttavia, si possono presentare già avanzati e nel tempo possono richiedere terapia sistemica per metastasi a distanza. Il 10-20% di questi hanno una alterazione genetica dell’oncogene RET, un riarrangiamento cromosomico, che ne è la causa”.  Lo stesso oncogene RET è mutato anche nel 50% di un altro tipo di carcinoma tiroideo, il carcinoma midollare (MTC), che è più aggressivo del PTC e frequentemente richiede terapia per malattia metastatica. “L’evidenza che la patogenesi di questi tumori è dovuta ad una alterazione dell’oncogene RET ha portato allo sviluppo di farmaci capaci di disattivare questo gene”, prosegue Elisei. “Selpercatinib è un inibitore specifico di RET, efficace e ben tollerato. Nei pazienti trattati con questo farmaco la malattia non scompare, ma si cronicizza, permettendo loro di condurre la propria vita senza particolari limitazioni. Ci auguriamo che questo approccio terapeutico, tipico esempio di medicina di precisione, possa estendersi ad altre tipologie di tumore, di certo la strada che la ricerca sta intraprendendo è proprio questa”.

Una terapia personalizzata

Selpercatinib è un esempio di medicina di precisione e di terapia personalizzata, poiché è un inibitore selettivo e potente che blocca l’attività proliferativa, dovuta all’alterazione del gene RET e determina un arresto della crescita tumorale con moderati effetti collaterali. Lo studio di riferimento (LIBRETTO-001), che ha portato all’approvazione di selpercatinib, è il più ampio studio clinico su pazienti con tumori con alterazione del gene di RET trattati con un inibitore specifico per tale alterazione, studio che coinvoge 16 paesi e 89 centri di ricerca. I risultati hanno evidenziato un tasso di risposta oggettivo del 61% nei pazienti con NSCLC pretrattato, del 79% nei pazienti pretrattati con tumore della tiroide e del 69% nei pazienti con MTC pretrattato. Lo studio continua ad arruolare pazienti con altri tumori RET-alterati, in aggiunta a quelli con cancro del polmone, della tiroide e midollare. Per quanto riguarda gli effetti collaterali, selpercatinib è associato alla comparsa di tossicità prevalentemente di basso grado; gli eventi avversi più comuni sono stati secchezza delle fauci, diarrea, ipertensione, aumento delle ALT/AST, edema periferico, costipazione, rash, cefalea e affaticamento.