Oncologia di precisione, IncontraDonna: “Ancora difficile accedere a Test genomici, Ngs e Molecular Tumor Board”

Oncologia di precisione, IncontraDonna: “Ancora difficile accedere a Test genomici, Ngs e Molecular Tumor Board”
Grazie a nuovi strumenti è possibile conoscere meglio la biologia del cancro e fornire ai pazienti terapie più efficaci e precise. Ma ci sono ancora difficoltà burocratiche-amministrative
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I trattamenti anti-tumorali sono sempre più personalizzati ma nel nostro Paese gli strumenti per ottenere terapie più precise non sono ancora disponibili per tutti i pazienti. Bisogna invece riuscire a garantire, in tutte le Regioni e in modo capillare, i Molecular Tumor Board, i test genomici per il tumore del seno e i Next Generation Sequencing (NGS). Un tema di cui si parlerà domani nel webinar “Molecular Tumor Board (MTB) e test genomici: quali aggiornamenti al riguardo?” organizzato da IncontraDonna Onlus, l’Associazione no profit che vuole promuovere una corretta informazione sul tumore del seno. Rientra nella terza edizione del progetto Pink Ring e vede la partecipazione e il confronto, in diretta streaming su Facebook, dei rappresentanti di clinici, istituzioni, pazienti e associazioni.


“L’aumento delle nostre conoscenze sulla biologia del cancro ha determinato lo sviluppo di farmaci più efficaci e precisi e con minori tossicità – afferma Adriana Bonifacino, Presidente di IncontraDonna Onlus. Emblematico di questa recente evoluzione è senza dubbio il carcinoma mammario dove, infatti, abbiamo registrato grandi successi in termini di sopravvivenza. Il problema adesso è riuscire a rendere effettivi a tutti i malati residenti nel nostro Paese i benefici ottenuti. I Molecular Tumor Board sono delle strutture sanitarie che prevedono la collaborazione di diversi specialisti come patologi, genetisti, oncologi o farmacologi. L’obiettivo è, attraverso un approccio interdisciplinare, definire strategie in materia di profilazione genomica e soprattutto interpretare i risultati ottenuti. Devono operare all’interno delle Reti Oncologiche Regionali per poter così raccogliere tutti i dati dei centri oncologici attivi in una determinata zona della Penisola. Al momento questa capillarità non è ancora garantita e i MTB sono in numero non sufficiente rispetto alla necessità oncologica del sistema salute del Paese. Sono ancora pochi i Molecular Tumor Board attivi. Non vi è perciò un’equità dei trattamenti mentre un paziente dovrebbe avere il diritto di ricevere le cure il più vicino possibile alla propria residenza”.


Il secondo “round” dell’evento on line sarà invece dedicato ai test genomici. “Nonostante la creazione di un fondo ad hoc da 20 milioni di euro per anno la situazione si presenta ancora fortemente discriminatoria per le pazienti con tumore ormonale che ne possono usufruire – prosegue Bonifacino -. Troppe donne devono pagare di tasca propria, più di 3mila euro, per un esame che può evitare il ricorso a chemioterapie non necessarie. Tutte le Regioni hanno emanato delle apposite delibere ma in molti casi non stanno utilizzando le risorse. Esistono poi dei problemi organizzativi all’intero delle stesse Regioni in quanto non hanno deciso quali devono essere i centri di senologia e quelli di anatomia patologica che possono svolgere i test. Tutto ciò porterà ad ulteriori difficoltà di accesso ai test. Come associazione IncontraDonna stiamo svolgendo un’attività di lobbying perché venga accelerato il processo per rendere gratuiti i test genomici”.


“Una delle novità più importanti degli ultimi anni nel campo della genetica e della genomica in oncologia è il Next Generation Sequencing – conclude Paolo Marchetti, Ordinario di Oncologia D.M.C.M. Università Sapienza di Roma e Presidente della Fondazione per la Medicina -. Sfruttando tecnologie innovative è stato messo a punto un unico test con il quale è possibile ottenere l’intera profilazione di tutti i geni di una neoplasia. Per esempio non è più necessario svolgere fino a sei diversi esami sequenziare il DNA di un tumore del polmone. Sono evidenti i risparmi che si determinano a livello economico ma anche di organizzazione delle strutture sanitarie. A differenza dei test genomici non vi sono ancora fondi dedicati del Governo per diffondere, sull’intero territorio nazionale, questo innovativo strumento. Al momento vi è alla Camera dei Deputati una proposta decreto che, a nostro avviso, va nella giusta direzione per rendere fruibile il Next Generation Sequencing ad un sempre maggiore numero di pazienti”.