Tumore del colon: l’uso prolungato di antibiotici aumenta il rischio di malattia

Crediti: Arek Socha da Pixabay 
Uno studio svedese associa l‘uso prolungato di antibiotici a un incremento del rischio di ammalarsi nei 5-10 anni successivi al trattamento
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SE la questione dell’antibiotico-resistenza, che da anni preoccupa tutto il mondo della ricerca e miete vittime, non era sufficiente, ora c’è una seconda buona ragione per usare questi farmaci in modo razionale. E la seconda buona ragione la fornisce uno studio pubblicato sul Journal of National Cancer Institute secondo il quale chi è stato curato con antibiotici per più di sei mesi ha un rischio del 17% più alto di ammalarsi di tumore del colon nei 5-10 anni successivi. L’ipotesi è che sia coinvolto il microbioma intestinale, che, come già dimostrato in molti studi pubblicati, sotto l’effetto di questi farmaci cambia sia in senso qualitativo che quantitativo.

Cautela

"Sebbene in molti casi la terapia antibiotica sia necessaria e salvi vite umane, in caso di problemi meno gravi che si possono curare comunque in altro modo, è necessario avere cautela - ha dichiarato Sophia Harlid ricercatrice al Dipartimento di scienze radiologiche e oncologia dell’ateneo di Umea, in Svezia, e principale autore del lavoro. Soprattutto per evitare che i batteri sviluppino resistenza, ma, come mostra questo studio, anche perché gli antibiotici possono aumentare il rischio di avere un futuro cancro al colon”.

Lo studio

Gli autori hanno utilizzato i dati di 40.545 pazienti (21.458 uomini e 19.087donne) del Registro svedese dei tumori colorettali diagnosticati con carcinoma del colon-retto tra gennaio 2010 e dicembre 2016. Le informazioni sull'uso degli antibiotici sono state ottenute attingendo al Registro svedese dei farmaci prescritti per il periodo 2005-2016. Il 20,8% dei casi di cancro e il 19,3 % dei controlli ((oltre 200mila svedesi presi a caso nella popolazione) aveva assunto antibiotici per oltre 2 mesi. Al 36,5% di chi si era ammalato era stato diagnosticato un cancro del colon prossimale, al 29,3% un tumore del colon distale e al 33% un cancro del retto. L’età media della diagnosi è stata di 72 anni e la durata media del follow-up di 8 anni.

Come i ricercatori si aspettavano, l'aumento del rischio è risultato più alto tra chi aveva assunto più antibiotici: nel dettaglio è stato del 9% per l’uso moderato dei farmaci (da 10 giorni a 2 mesi di terapia), e del 17% quando l’assunzione aveva superato i sei mesi. L’incremento più evidente della probabilità di ammalarsi è stato rilevato a livello del colon ascendente (14%). Non è stato riscontrato rischio aggiuntivo per il cancro del colon discendente e nemmeno per il retto. In particolare nelle donne (circa il 9%), è stata anzi osservata un'associazione inversa (una diminuzione del rischio di cancro) tra terapia antibiotica e tumore del retto.

Nessun allarme e l’importanza dello screening

Detto questo, gli autori hanno tenuto a spegnere eventuali allarmismi: "Non c'è assolutamente motivo per allarmarsi per il semplice fatto di aver assunto antibiotici”, visto che “l'aumento del rischio è moderato e che il rischio per i singoli individui è piuttosto basso", ha chiarito Harlid, che ha colto l’occasione per ricordare l'importanza dello screening per questa forma di tumore, a cui “è importante partecipare per rilevare la presenza di eventuali tumori e addirittura per prevenirli, quando vengono individuati i precursori (polipi, ndr.) del cancro del colon".