Obesità, quando il peso alimenta il tumore

Via Corbis 
Con un ciclo di incontri virtuali, la European Society for Medical Oncology punta l’attenzione sull’importanza di ridurre il peso ed aumentare l’attività fisica, soprattutto in epoca Covid
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Chi trascorre più tempo seduto ha un rischio di incidenza del cancro maggiore del 24% rispetto a chi, invece, è più attivo. Una percentuale da tenere a mente visto che le statistiche pubblicate dall'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) riportano che un adulto su quattro e quattro adolescenti su cinque non praticano abbastanza attività fisica. A puntare i riflettori sul nesso tra obesità e cancro è stata la European Society for Medical Oncology (ESMO), che in qualità di partner dell'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) dell'Oms, ha organizzato l’incontro virtuale “Obesity and cancer" parte della serie World Cancer Report Webinar Series che si pongono l’obiettivo di comprendere meglio quali sono i migliori strumenti di prevenzione.

Obesità e cancro

Si stima che entro il 2040 ci saranno 29,4 milioni di nuovi casi di tumore, ma è noto anche circa il 30%-50% dei casi si può prevenire. Anzi, gli studi hanno confermato che l'attività fisica è associata a un rischio ridotto di ben 13 tipi di cancro. Proprio per questo Esmo sostiene fortemente questo progetto soprattutto in un periodo storico come questo in cui, a causa delle numerose restrizioni messe in atto per contenere la pandemia da Covid-19 (ad esempio, limitata mobilità fisica, chiusura dei centri sportivi ecc.), è ancora più urgente far emergere i potenziali rischi connessi, anche dal punto di vista di prevenzione oncologica.

Effetto Covid

La sedentarietà o al contrario il livello di attività fisica insieme alle abitudini alimentari della popolazione giocano un ruolo fondamentale. Per esempio, diversi studi osservazionali hanno dimostrato che chi ha uno stile di vita più sedentario ha un rischio maggiore del 24% di incidenza di cancro. "Con le persone confinate per lunghi periodi e le attività sportive e fisiche limitate - sottolinea Solange Peters, presidente dell'Esmo - c'è un alto rischio di un aumento dell'obesità nella popolazione generale. Dato il legame tra obesità e diversi tipi di cancro, a lungo termine, è purtroppo probabile che l'aumento dell'incidenza di questo fattore di rischio si traduca in un marcato aumento dei casi di cancro".

Lo studio inglese

A testimoniare l'impatto del Covid-19 sui fattori di rischio comportamentali è anche una recente ricerca, pubblicata sulla rivista Appetite, condotta nel Regno Unito che ha fatto emergere i vari cambiamenti negativi nei comportamenti alimentari e nell'attività fisica e anche le conseguenti barriere nella gestione del peso sperimentate dai partecipanti allo studio rispetto a prima del lockdown. Cambiamenti particolarmente pronunciati tra i partecipanti che avevano un indice di massa corporea (BMI) più elevato. Insomma, basterebbe poco per ridurre il rischio di ammalarsi di tumore o di altre patologie strettamente correlate agli stili di vita, a partire da quelle cardiovascolari.  “Circa l'8% di tutti i tumori negli Stati Uniti - spiega Edward L. Giovannucci, docente di Nutrizione ed epidemiologia presso la Harvard T.H. Chan School of Public Health - è stato attribuito ad un Indice di massa corporea superiore a 25 kg /m2. Nei non fumatori, circa il 20% dei tumori è attribuibile a un eccesso di adiposità. Negli Stati Uniti, la maggior parte dei tumori correlati all'obesità è aumentata tra i soggetti di età inferiore ai 50 anni, insieme all'aumento dei tassi di obesità. I meccanismi alla base di questo includono aumenti di estrogeni, insulina e altri ormoni che favoriscono l’infiammazione. Una dieta migliore, più attività fisica e il mantenimento di un peso corporeo normale possono aiutare a ridurre l’incidenza del cancro in tutto il mondo”.

Agire insieme

Come tradurre in comportamenti virtuosi queste nozioni scientifiche? Gli esperti hanno ormai capito che l’unico modo per ottenere risultati concreti e modificare in meglio la dieta e la tendenza a svolgere attività fisica è agire sia a livello individuale che collettivo e sociale. “Agire a livello politico può offrire a tutta la popolazione la possibilità di effettuare dei cambiamenti nei comportamenti legati al peso”, spiega Annie S. Anderson, docente di Public Health Nutrition presso la University of Dundee, in Scozia. “Basti pensare a cosa è stato fatto per ridurre l’uso del tabacco attraverso numerose campagne di sensibilizzazione che si potrebbero replicare anche per far emergere tutti i benefici correlati al ridotto consumo calorico”. “Ma mentre aspettiamo che i governi attuino tali politiche - sottolinea l’esperta - a livello globale oltre 1,9 miliardi di adulti sono in sovrappeso o convivono con l'obesità e un aumento del rischio di cancro. Il sostegno alla gestione del peso, oltre all'istruzione e alla sensibilizzazione, è limitato e merita ulteriori investimenti sia nella pratica che nella ricerca”.

Una ‘biblioteca’ virtuale

La World Cancer Report Updates Learning Platform offre materiale didattico liberamente accessibile basato su contenuti selezionati dal World Cancer Report, la risorsa più importante sulla prevenzione del cancro pubblicata dallo Iarc ogni cinque anni. Con questo progetto congiunto con Iarc, Esmo invita tutti a trarre vantaggio da questa risorsa in modo da garantire che gli oncologi diventino consapevoli della prevenzione, pronti a impegnarsi a fornire una guida e ad agire come modelli.