Tumori cerebrali: la radioterapia è mirata e a piccole dosi

@Ospedale Fondazione Poliambulanza 
La tecnica Gamma Knife Icon consente di trattare i pazienti in più giorni con dosi ridotte di radiazioni. Per permettere loro di tornare alle attività quotidiane in poche ore. Fondamentale non rimandare le visite
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NON richiede riabilitazione post-operatoria e consente ai pazienti di riprendere dopo qualche ora le normali attività quotidiane. È la radiochirurgia stereotassica gamma knife: gamma perché utilizza raggi gamma emessi da una fonte di cobalto 60, e knife - bisturi - perché usa le radiazioni per trattare tumori cerebrali sia benigni che maligni, primitivi o metastasi, o  lesioni profonde nel cervello difficilmente raggiungibili con la chirurgia. E che nella sua versione più recente, la gamma knife icon, consente di frazionare la dose di radiazioni, distribuendola in 2-3-5 giorni, visto che il paziente indossa una maschera rimovibile termoplastica durante la sessione e non un casco metallico fisso. “Dei circa 1200 pazienti che annualmente afferiscono alla nostra radioterapia, 380 sono trattati con il sistema gamma knife icon, che qui utilizziamo dal 2017: per il 50% sono pazienti con tumori benigni, il 36% con metastasi cerebrali e tumori maligni, il resto è affetto da altre malattie non oncologiche, per esempio malformazioni vascolari o nevralgie del trigemino”, spiega Alberto Franzin, responsabile dell’Unità di Neurochirurgia funzionale e gamma knife dell’Ospedale Fondazione Poliambulanza di Brescia, un centro che sta curando dalla scorsa primavera i pazienti Covid, e che contemporaneamente sta anche assicurando i trattamenti radiochirurgici programmati ai pazienti oncologici. “Oggi - prosegue il neurochirurgo - lavoriamo con una capacità pari al 70%, riuscendo a garantire i trattamenti più urgenti che non prevedono ospedalizzazione ma una singola seduta con una permanenza di 5-6 ore nei locali di radioterapia dedicati a gamma knife icon, assicurando un distanziamento dal resto dei reparti dell’ospedale ai pazienti”.


Chi pu eseguire la gamma knife icon

Ma di quali pazienti parliamo? O, meglio: per chi è indicata la radiochirurgia gamma knife? “Questa è una tecnica focale, molto precisa, adatta per il trattamento di tumori cerebrali di piccole dimensioni e ben demarcabili rispetto al tessuto sano circostante. Si applica a tumori benigni come meningiomi o neurinomi, o a metastasi cerebrali, meno ai tumori maligni primitivi”, risponde Franzin. Gamma knife icon è un po’ un upgrade di gamma knife. La differenza rispetto alla metodica più tradizionale è che in icon il casco, che consiste in un telaio metallico più costrittivo e invasivo per il paziente, può essere sostituito da una maschera rimovibile negli intervalli di tempo che separano una sessione di trattamento dall’altra. La tecnica frameless (senza casco, appunto) permette il trattamento radiochirurgico in più sessioni, che col metodo tradizionale è invece più difficilmente da eseguire perché comporta il fissaggio del casco sul cranio del paziente anche per 3-4 giorni. “La possibilità di frazionare la dose - spiega il medico - è importante, per esempio, nel caso di tumori vicini al nervo ottico, che potrebbe essere danneggiato da una singola dose più massiccia di radiazioni, oppure per trattare metastasi profonde o per tumori più voluminosi”.

 

Non rimandare i controlli per paura di Covid

Stiamo affrontando una crisi sanitaria che mette a dura prova le risorse umane e strutturali del paese, una crisi che per chi soffre di patologie importanti, come i pazienti affetti da tumore è doppia. “È così - riprende Franzin - i nostri pazienti si trovano a dover resistere all’infezione da Sars-Cov-2 e affrontare una patologia oncologica, per loro più pericolosa dell’infezione. Continuare la battaglia quotidiana contro il cancro con ogni energia disponibile è indispensabile, per gli operatori sanitari e per i pazienti. I percorsi Covid - sottolinea - sono separati, e non bisogna temere gli accessi in ospedale né per le cure né per i controlli. Anche un tumore benigno non va lasciato crescere per troppo tempo: “Non sappiamo quanto ancora durerà esattamente questa situazione di crisi, ma sappiamo che attendere troppo significa rischiare che una massa anche non maligna aumenti di volume, e quindi sottoporsi a dosi maggiori di radiazioni”. Per permettere un accesso più facile alle visite e ai controlli, che sono assolutamente indispensabili quando parliamo di tumori cerebrali, è stato attivato un servizio di visite mediche online. “Tutti i pazienti che effettuano il trattamento radiochirurgico - conclude l’esperto - verranno visitati da remoto 15 giorni dopo la terapia”.