Garantire i test molecolari: nel 2021 arrivano 5 milioni di euro

Per FICOG e AIOM il provvedimento, che stabilisce risorse dedicate alle analisi di profilazione genica, deve servire a garantire equità di accesso ai test, utili per individuare alterazioni molecolari che possono avere un ruolo nella scelta della cura
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Approvato in Senato un emendamento alla legge fnaziaria che prevede 5 milioni di euro da destinare nel 2021 ai test di profilazione genica per la ricerca delle alterazioni molecolari dei tumori. Soddisfatte FICOG (Federation of Italian Cooperative Oncology Groups) e AIOM (Associazione italiana oncologia medica), che vedono nel provvedimento un passo in avanti importante per estendere l'utilizzo dei test genomici - strumenti ormai indispensabili per definire una terapia ‘su misura’ - a tutto il territorio nazionale, garantendo equità di accesso.

 

I profiler dei tumori

La tecnologia di sequenziamento esteso del DNA NGS (Next Generation Sequencing "permette nella pratica clinica, in neoplasie in fase avanzata selezionate sulla base di raccomandazioni e linee guida nazionali ed internazionali, di valutare simultaneamente più bersagli molecolari potenzialmente suscettibili di trattamento con farmaci mirati, come nel caso dell’adenocarcinoma del polmone e del colangiocarcinoma. In queste neoplasie, l’impiego di tecnologie di NGS consente, inoltre, di ottimizzare l’utilizzo del campione di tessuto tumorale e di individuare alterazioni che non potrebbero essere rilevate con altre tecniche", ha spiegato Carmine Pinto, presidente FICOG. "L’elenco delle neoplasie in cui la tecnologia NGS è raccomandata è in continuo aggiornamento sulla base delle nuove conoscenze. I pannelli NGS da utilizzare possono permettere già oggi, quindi, di individuare alterazioni genetico-molecolari per le quali esiste un’indicazione clinica".

“La profilazione genomica rappresenta una delle più importanti innovazioni dell’oncologia di precisione", ha aggiunto Giordano Beretta, Presidente AIOM. "Le tecniche di NGS permettono di ottenere un profilo genetico-molecolare complessivo della neoplasia e, quindi, di selezionare sempre più precisamente i pazienti sensibili a una terapia mirata. Con questa tecnologia è possibile il sequenziamento delle regioni specifiche del genoma, con potenziali rilevanti implicazioni cliniche. Utilizzando pannelli che comprendono da pochi a centinaia di geni, sono identificate alterazioni genetiche che possono avere un ruolo nella definizione di scelte terapeutiche in oncologia".

 

5 milioni di euro per l'equità di accesso

L’emendamento riserva 5 milioni di euro ai test NGS ed è "un passo in avanti per garantire l’esecuzione di queste analisi su tutto il territorio nazionale”, ha sottolineato Pinto. "L’utilizzo delle tecnologie di profilazione genica e delle terapie mirate si associa inevitabilmente a costi per il Sistema Sanitario Nazionale, che devono essere gestiti assicurando uniformità di accesso nelle diverse Regioni".

"È indispensabile garantire, in tutto il Paese, equità di accesso ai test NGS di profilazione genomica dei tumori per i quali ne è riconosciuta evidenza e appropriatezza", ha ribadito Beretta. "L’impiego di queste tecnologie deve rispettare criteri di appropriatezza, che riguardano il tipo di neoplasia, i target molecolari ed i farmaci disponibili, sulla base delle conoscenze e di raccomandazioni elaborate a livello nazionale e internazionale”.

“Ringraziamo la senatrice Maria Domenica Castellone, membro della Commissione Igiene e Sanità del Senato, per l’impegno nell’approvazione dell’emendamento, che di fatto istituisce un fondo riservato ai test NGS  per i pazienti oncologici", ha concluso Pinto.