PATIENT REVOLUTION

#afiancodelcoraggio, tre storie finaliste per dare voce agli uomini caregiver

Scelti i racconti che si contenderanno la vittoria nel 2021. Obiettivo del concorso: ricordare che la malattia non è solo di chi ce l’ha, ma di tutta la comunità
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“Io e la mamma quando andiamo al bagno facciamo il trenino. È un trenino speciale. Io sono
davanti, in mezzo c’è la bombola dell’ossigeno, e lei aggrappata dietro. Il mesotelioma la insegue, corre così veloce e tenace da toglierle il fiato. È già alla quarta fermata. I controllori hanno detto che non si può fermare. Ma non mi arrendo, devo rallentare la sua corsa. Voglio continuare a viaggiare con lei. Devo farla ridere, devo far respirare la sua anima. Perché la sua anima è la mia”. Questa è la voce di un figlio. Che percorre, insieme alla mamma, il lungo viaggio verso la speranza di guarigione. Una voce che in pochi, però, sentono. Insieme a lui, tanti altri uomini supportano in silenzio, dietro le quinte, con fatica e paura, ma anche con grande forza e determinazione, la malattia di una donna. La loro presenza è fondamentale, perché è uno dei cardini su cui si regge la vita di una paziente con una malattia oncologica. Sono i compagni, i mariti, gli amici, i figli o i padri delle donne che hanno scoperto di avere un tumore. E che devono accompagnarle nel lungo percorso di malattia, fatto di speranze e frustrazioni, di vittorie e di sconfitte.

A loro, agli uomini che sono al fianco delle malate oncologiche, è dedicato il concorso letterario #afiancodelcoraggio, giunto oggi alla quarta edizione, e di cui sono state appena annunciate le tre storie finaliste: “Il trenino”, appunto, di Alessio Secci, “Il vero coraggio" di Ubaldo Truda, e “Il cane Yago” di Attilio Pozzi. Tra i tre racconti – interpretati da volti noti del teatro come Lucia Mascino, Liliana Fiorelli e Stefano Fresi – verrà scelto quello vincitore nel 2021, da una giuria tecnica presieduta da Gianni Letta e composta da rappresentanti dell’associazionismo, del cinema, del giornalismo e del mondo istituzionale. Dalla storia premiata verrà tratto uno spot che sarà proiettato nelle sale cinematografiche e sui canali messi a disposizione dai partner dell’iniziativa.

L’iniziativa, organizzata da Roche in collaborazione con partner come AIL (Associazione italiana contro le leucemie-linfoma e mieloma), F.A.V.O. (Federazione italiana delle Associazioni di volontariato in oncologia), Mediaset e con il patrocinio di CSC (Centro Sperimentale di Cinematografia) e Rai, ha come obiettivo principale, come sottolinea Maurizio de Cicco, presidente e Amministratore Delegato di Roche - “quello di ricordare che la malattia non è solo di chi ce l'ha, ma di tutta la comunità”. In un periodo, per altro, in cui alla paura della malattia si somma quella del contagio, della difficoltà negli spostamenti, dell’allungamento dei tempi di attesa per una visita, per una terapia o anche solo per uno screening. Secondo i dati dell’Associazione italiana di oncologia medica, infatti, l’epidemia da COVID-19 ha causato grandi ritardi sulle attività di screening - circa 1.400.000 esami in meno rispetto ai primi 5 mesi del 2019 - e sugli interventi chirurgici, una diminuzione delle visite del 57% e delle diagnosi del 50%. Ritardi nella prevenzione che pagheremo certamente nei prossimi anni, con l’aumento dei casi di tumore.

#afiancodelcoraggio, concludono gli organizzatori, dà dunque voce a tutti coloro che sostengono la preoccupazione e l'isolamento dei malati, che in questi mesi di pandemia si sono fatti sentire con maggiore forza. Perché i caregiver svolgono un ruolo chiave nel percorso di cura del malato oncologico. E promuovono un valore importante: il dialogo durante la malattia tra chi ne soffre e chi se ne prende cura, snodo essenziale nella lunga strada che può portare alla guarigione.