Salute, chi ha idee per il post pandemia?

Si cercano soluzioni per ridurre le liste di attesa, per dislocare le cure sul territorio, per il controllo remoto dei pazienti. Via alla nuova challenge per progetti innovativi in grado di migliorare i servizi sanitari dopo l’emergenza coronavirus

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Foto di Colin Behrens da Pixabay 
AAA IDEE cercansi, con l’obiettivo di aiutare il sistema sanitario a riemergere dalla “depressione” causata dall’emergenza coronavirus. Si è infatti aperta una call to action dedicata alle realtà più innovative che possano offrire soluzioni - digitali e non - in particolare nella aree dell’oncologia, delle neuroscienze e delle malattie rare. A lanciarla è la farmaceutica Roche, all’interno di HealthBuilders, il programma di Open Innovation rivolto a chiunque - enti pubblici o privati, startup, PMI, ecc - abbia progetti di cui sia già stata testata la validità, tramite un Proof of Concept, e i cui risultati siano già evidenti e presentabili. Gli obiettivi? L’ottimizzazione dei servizi sanitari, per gestire e supportare i percorsi di cura in tempi più brevi possibili, e una nuova presa in carico dei pazienti, attraverso la delocalizzazione delle cure, il monitoraggio e il supporto a domicilio o in remoto. Il bando sarà attivo per tutto il mese di giugno.
 

L’eredità di Covid 19

Durante il lockdown il 50% delle visite di controllo è stato posticipato o annullato, così come le procedure ambulatoriali. Lo stesso vale per gli screening oncologici, tanto che si sono registrate circa 20 mila diagnosi in meno rispetto allo stesso periodo nel 2019 (350 mila contro 370 mila) e il 64% degli interventi chirurgici è stato rimandato, causando notevoli ritardi, lunghi tempi di attesa per accedere alle prestazioni sanitarie e preoccupazione di pazienti la cui salute è compromessa e che rischiano ora di ritardare ulteriormente i necessari trattamenti di follow-up. Questo lo scenario dietro alla nuova iniziativa di HealthBuilders, e che spinge a mettere in cantiere nuovi progetti per la riduzione del tempo di attesa, per il supporto logistico dei pazienti in modo che possano raggiungere in sicurezza i centri, per evitare assembramenti, per la gestione di screening e di esami preventivi, solo per citare alcuni esempi.
 

Ugo, Nuvoair e PatchAI: un aiuto concreto per i pazienti

La prima edizione di HealthBuilders ha raccolto circa 140 progetti provenienti da 5 Paesi diversi e attualmente Roche collabora con molte delle realtà che si sono candidate, per la realizzazione di servizi rivolti a medici e pazienti che hanno contribuito alla gestione dell’emergenza sanitaria. Come Ugo, la start up che è stata immediatamente reclutata a inizio emergenza per studiare soluzioni che minimizzassero gli spostamenti dei pazienti e dei loro caregiver. O come Nuvoair, che ha messo a punto uno spirometro digitale e una app per il monitoraggio del paziente con problemi respiratori e grazie a un percorso di accelerazione ha adattato la soluzione tecnologica al paziente con fibrosi cistica, particolarmente esposto ai sintomi da COVID-19. E, ancora, come PatchAI con cui Roche ha recentemente lanciato Smart Health Companion, una soluzione digitale per la presa in carico, la gestione, il monitoraggio e la cura del paziente onco-ematologico anche a distanza.

La partecipazione alla challenge è gratuita e la migliore candidatura avrà l’opportunità di realizzare un progetto pilota innovativo. Sul sito HealthBuilders è possibile accedere al regolamento.