Reumatologia, in Veneto pazienti e farmacisti fanno squadra

Reumatologia, in Veneto pazienti e farmacisti fanno squadra
Presentata una mozione che promuove un’assistenza e una prevenzione più capillare. Per risolvere i problemi causati dalla pandemia ma anche quelli pre-esistenti
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In Regione Veneto deve esserci di nuovo la Commissione Regionale per le Patologie Reumatologiche, deve essere possibile utilizzare la distribuzione per conto (DPC) per i farmaci per la cura delle principali malattie e devono essere organizzati progetti di screening per intercettare precocemente le patologie e indirizzare il malato alla rete assistenziale. Sono questi i tre punti della mozione presentata in Regione Veneto dalla consigliera Silvia Maino a tutela della salute dei malati reumatologici ma non solo. “E’ un’ottima iniziativa che pone delle soluzioni ai problemi quotidiani che interessano migliaia di malati residenti nel Veneto. Più in generale riaccende i riflettori su patologie molto diffuse ma ancora sottovalutate”, hanno commentato l’Associazione nazionale malati reumatici (ANMAR) e la sua sezione regionale AMaRV ODV(Associazione Dei Malati Reumatici del Veneto). A seguito della mozione ANMAR-SIR approvata all’unanimità a marzo ANMAR Onlus, AMaRV ODV e Federfarma Veneto hanno trovato degli obiettivi comuni per portala avanti in Veneto per il bene dei malati reumatologici.

“Sono tre punti sui quali da tempo stiamo insistendo perché li riteniamo fondamentali per migliorare l’assistenza socio-sanitaria - affermano ANMAR e AMaRV ODV -. Stiamo già avviando progetti per lo screening, in collaborazione con Federfarma Veneto, perché il ruolo del farmacista deve essere potenziato in Veneto, così come nel resto della penisola. La mozione, infatti, riconosce la giusta importanza sia alle associazioni dei pazienti che ai farmacisti che devono essere coinvolti nei tavoli regionali. Bisogna ricordare che la pandemia ha peggiorato i livelli d’assistenza dei malati reumatologici soprattutto nelle Regioni dove il Covid ha colpito con maggiore durezza come il Veneto. Alcuni problemi organizzativi-burocratici erano però già presenti prima del marzo del 2020. E’ questo il caso dell’accesso e della continuità di cura con i farmaci biotecnologici che sono terapie estremamente ma non sempre costantemente disponibili”.
 
“Il provvedimento impegna noi farmacisti veneti su due fronti - prosegue Andrea Bellon, Presidente di Federfarma Veneto -. Il primo è quello della diagnosi precoce sulla quale dobbiamo formare i nostri professionisti affinché siano in grado di intercettare i potenziali pazienti. Il secondo è quella della distribuzione nelle farmacie di alcune terapie per la cura e il trattamento delle principali patologie. Possiamo adempiere a queste due attività e siamo convinti che il potenziamento del ruolo del farmacista sia nell’interesse dei malati, dei clinici e dell’intero sistema sanitario regionale. La capillarità delle farmacie nel territorio dei farmacisti deve essere sfruttata sia per favorire l’accesso alle cure che la diagnosi precoce”.
 
“Il Veneto può diventare una Regione esemplare per il resto d’Italia - conclude Silvia Tonolo, Presidente Nazionale ANMAR -. Può infatti vantare ottimi professionisti reumatologici e centri d’assoluta eccellenza. Vanno però risolte alcune problematiche strutturali e questa mozione va nella giusta direzione. Siamo pronti a sostenerla e a collaborare con le istituzioni regionali per la sua piena attuazione”.