In evidenza
Sezioni
Magazine
Annunci
Quotidiani GNN
Comuni

Covid, la terapia preventiva con i monoclonali è efficace anche contro le varianti Omicron

(Crediti: Mufid Majnun on Unsplash)
(Crediti: Mufid Majnun on Unsplash) 
La combinazione di anticorpi a lunga durata d’azione tixagevimab e cilgavimab neutralizza le varianti BA.4 e BA.5 nei pazienti fragili non infettati
2 minuti di lettura

È la prima terapia a base di anticorpi monoclonali da usare prima che ci sia stata l'infezione. La combinazione di tixagevimab e cilgavimab per ora è approvata in Europa, e disponibile in Italia, solo per i pazienti fragili ma sono in corso degli studi per dimostrare la sua efficacia anche nel trattamento della malattia lieve-moderata. In attesa che siano disponibili, arrivano i dati di un altro studio condotto dall'Università di Oxford e che dimostra come la terapia riesca a mantenere l'attività di neutralizzazione contro le varianti emergenti di Omicron BA.4 e BA.5 (BA.4/5).

Lo studio

I dati provengono da un test preclinico su pseudovirus e sono stati riportati online su bioRxiv, un server di preprint. Risultati che andranno quindi confermati ma che sono in linea con i dati ottenuti da studi precedenti che dimostrano che la combinazione di anticorpi mantiene una potente efficacia neutralizzante contro Omicron BA.2, l'attuale variante dominante in circolazione, e contro tutte le varianti testate fino ad oggi.

Le varianti di SARS-CoV-2 precedentemente in circolazione si sono diffuse in modo simile; è quindi possibile che BA.4 e BA.5 - che sono ora le varianti dominanti in Africa e che hanno sequenze di proteine S identiche e sembrano quindi essersi evolute da BA.2.1 - si diffondano a livello globale in modo simile a BA.2.

La combinazione di anticorpi monoclonali

"La combinazione dei due anticorpi monoclonali ha dimostrato di ridurre il rischio di sviluppare il Covid-19 sintomatico rispetto al placebo dell'83%, offrendo una protezione della durata di almeno 6 mesi, e di rimanere efficace alla capacità di mutare rapidamente di SARS-Cov-2", spiega Giovanni Di Perri, Professore Ordinario di Malattie Infettive all'Università di Torino e Responsabile della Divisione Universitaria di Malattie Infettive all'Ospedale Amedeo di Savoia di Torino: "Una singola dose della combinazione di tixagevimab e cilgavimab, facilmente somministrabile per via intramuscolare, è un'opzione importante per aiutare a proteggere le popolazioni vulnerabili, come quelle immunocompromesse che non sono in grado di sviluppare una risposta immunitaria adeguata dopo la vaccinazione".

Per chi è indicata

Circa il 2% della popolazione mondiale potrebbe avere una risposta inadeguata alla vaccinazione contro il COVID-19 e può trarre particolare beneficio dalla profilassi pre-esposizione (prevenzione) con la combinazione di anticorpi monoclonali tixagevimab e cilgavimab. Questa popolazione comprende persone immunocompromesse, come i pazienti oncologici ed onco-ematologici, i pazienti sottoposti a trapianto e chiunque assuma farmaci immunosoppressori. Anche le persone a maggior rischio di esposizione al virus SARS-CoV-2 potrebbero beneficiare della protezione con la combinazione di anticorpi. Le evidenze più recenti indicano che proteggere le popolazioni vulnerabili dall'infezione da COVID-19 potrebbe aiutare a prevenire l'evoluzione virale, che è un fattore importante nella comparsa di varianti.


Togliere la limitazione del test negativo

"Oggi per accedere alla combinazione di monoclonali è necessario un test sierologico negativo. Riteniamo che questa limitazione debba essere eliminata o superata con una soluzione che permetta la somministrazione del farmaco anche agli individui positivi al test ad alto rischio di malattia grave, perché la presenza di un titolo anticorpale non assicura né la presenza di anticorpi neutralizzanti né la certezza dell'attività neutralizzante del siero sulla variante circolante", dichiara Claudio Mastroianni, professore ordinario di Malattie Infettive all'Università Sapienza di Roma e presidente della Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (SIMIT), che ha da poco pubblicato le Raccomandazioni sull'uso della combinazione di tixagevimab e cilgavimab nella profilassi pre-esposizione dell'infezione da SarsCov2: "Consigliamo di considerare come discriminante più importante il fattore di rischio".