La prima terapia genica per la leucodistrofia metacromatica parla italiano

Corregge il difetto genetico alla base di questa malattia rara, si chiama Libmeldy, e sarà disponibile senza restrizioni in tutti europei. Una svolta per i piccoli pazienti
2 minuti di lettura

La prima terapia genica al mondo per la leucodistrofia metacromatica - una rara malattia genetica che distrugge il sistema nervoso - è diventata a tutti gli effetti una terapia disponibile per tutti quelli che ne hanno bisogno: un successo italiano, frutto di più di 15 anni di ricerche della collaborazione tra l'Istituto San Raffaele Telethon per la Terapia Genica di Milano e l’IRCCS Ospedale San Raffaele. Si chiama Libmeldy ed è appena stata approvata dall'Agenzia europea per i medicinali (Ema) per l’utilizzo senza restrizioni in tutti i 27 Paesi membri. A produrlo sarà l’azienda biotech Orchard Therapeutics.

Leucodistrofia metacromatica

Una malattia terribile che progressivamente toglie tutto: la capacità di camminare, parlare, sorridere, fino a privare della deglutizione, della vista e a intaccare le capacità cognitive. La leucodistrofia metacromatica è una malattia genetica rara causata da mutazioni in un gene (arilsulfatasi-A) che codifica per un enzima fondamentale per la nostra salute. Senza questa proteina nel cervello e in altri organi (come fegato, milza, reni e cistifellea) si accumulano delle sostanze chiamate solfatidi che soffocano la mielina, la sostanza bianca che ricopre i nervi. Quando entrambi i genitori sono portatori della mutazione hanno una possibilità su quattro di avere un figlio malato. Ne esistono diverse forme che si differenziano per età di insorgenza (dall’infanzia all’età adulta), sintomi e gravità.

Curare con i geni

Se fino a non molto tempo fa la diagnosi di leucodistrofia metacromatica non lasciava scampo, oggi, almeno per la forma tardo-infantile e giovanile-precoce (quando cioè i sintomi non si sono ancora palesati o la malattia è ancora agli inizi), c’è una speranza di cura: una terapia genica che corregge le cellule mutate dei pazienti per permettere loro di produrre l’enzima funzionante.

In sintesi, le cellule staminali ematopoietiche, cioè quelle in grado di dare origine a tutti gli elementi del sangue, vengono prelevate dai pazienti e modificate in laboratorio per trasferire al loro interno (attraverso un vettore virale derivato da Hiv) più copie del gene arilsulfatasi-A sano. Le cellule corrette vengono poi somministrate al paziente in un’unica infusione e viaggiano fino al cervello, dove esprimono in modo continuo livelli di enzima funzionante superiori al normale. L’enzima così prodotto viene assorbito e utilizzato anche dalle altre cellule cerebrali che contengono ancora la mutazione e che quindi non sono in grado di produrlo da sé.

Un successo italiano

L’idea, nata dal genio di Luigi Naldini e sviluppata nei laboratori di ricerca dell'Istituto San Raffaele Telethon per la Terapia Genica di Milano e l’IRCCS Ospedale San Raffaele, ha impiegato anni a prendere corpo, ma ora, dopo più di 15 anni di lavoro e di sperimentazione, Libmeldy, così come è stato chiamata, è stata approvata senza restrizioni dall’Unione Europea, e sarà disponibile in tutti i Paesi membri, a cui si aggiungono Regno Unito, Islanda, Liechtenstein e Norvegia.

“Questo risultato arriva a dieci anni di distanza dal trattamento del primo paziente nell’ambito dello studio clinico avviato presso il nostro istituto e segna una vera svolta per i pazienti affetti da leucodistrofia metacromatica che da così tanto tempo sono in attesa di una risposta terapeutica”, ha commentato Luigi Naldini, direttore dell’Istituto San Raffaele Telethon per la terapia genica di Milano. “Il nostro lavoro all’SR-Tiget è stato determinante, sia nella fase preclinica, in cui è stato dimostrato il razionale alla base di questo approccio terapeutico, sia nel primo studio clinico sperimentale sui pazienti che ne ha dimostrato le grandi potenzialità terapeutiche. Questi studi, supportati dalla Fondazione Telethon e dall’Ospedale San Raffaele, hanno posto le basi per arrivare successivamente alla registrazione della terapia: ne siamo profondamente orgogliosi per quello che rappresentano per la comunità dei pazienti, ma anche per il settore della terapia genica con cellule staminali ematopoietiche”.

A produrre Libmeldy sarà la biotech Orchard Therapeutics, che nel 2018 ne ha acquisito la licenza esclusiva. All’azienda spetterà anche il compito di identificare i centri clinici sul territorio europeo che abbiano le competenze adeguate, sia sulla malattia sia nell’ambito dei trapianti di cellule staminali ematopoietiche, in grado di somministrare il trattamento. La formula crio-preservata, poi, consentirà di aumentare l’accesso alla terapia dando la possibilità di inviare il farmaco anche in centri clinici distanti nel mondo.