Nasce a Parma un centro per i farmaci del futuro

La sede Chiesi a Parma
La sede Chiesi a Parma 
Chiesi investe 85 milioni di euro per la realizzazione di uno stabilimento che produrrà molecole biologiche
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Le terapie del futuro sono biotecnologiche: anticorpi monoclonali, prodotti cellulari, enzimi e proteine. Sono questi gli strumenti necessari per affrontare le sfide che ci pongono i numeri della diffusione delle malattie oncologiche, tanto per fare un esempio, o delle malattie rare, che la ricerca ci consente ormai di conoscere e riconoscere sempre più.

Da qui a due anni, anche Italia ci sarà un centro di eccellenza biotecnologico dove verranno prodotti questi farmaci. A realizzarlo con un investimento da 85 milioni di euro sarà il Gruppo Chiesi, azienda farmaceutica italiana, al primo posto per investimenti in R&S in Italia.

La creazione del Biotech Center of Excellence, unico stabilimento biotech Chiesi nel mondo, si posiziona anche come risposta alle difficoltà portate dalla pandemia, che ha evidenziato la necessità di migliorare la resilienza del sistema sanitario, nel segno di una maggiore sostenibilità. "Oggi, infatti, soltanto il 22% di tutti i nuovi trattamenti sviluppati a livello mondiale ha origine in paesi europei, il 48% negli Usa. Esattamente l'opposto di quel che succedeva 25 anni fa", ha sottolineato Alberto Chiesi, Presidente del Gruppo Chiesi.

"Se vogliamo garantire accesso a farmaci innovativi per i nostri pazienti dobbiamo assicurarci che la delocalizzazione non porti via dal nostro territorio ricerca e produzione, talenti e investimenti". D'altronde l'azienda di Parma ha da sempre puntato sulla ricerca interna: circa l'81% del fatturato è generato da prodotti sviluppati a seguito di ricerche eseguite nei suoi laboratori.

"Vogliamo andare oltre le small molecules, i farmaci di sintesi, e aggredire direttamente i meccanismi patologici grazie ai farmaci biologici", ha dichiarato Francesca Usberti, responsabile del Pharmaceutical Development in Ricerca e Sviluppo di Chiesi. "Nel nuovo stabilimento potremo seguire tutto il processo, dalla ricerca alla produzione, e lavorare anche sui piccoli volumi in ottica di assicurare farmaci per le malattie rare".

Proprio in questo ambito Chiesi sta infatti espandendo la sua pipeline, settore che si aggiunge a quello che ha reso famosa l'azienda, cioè il trattamento delle malattie respiratorie, dall'asma alla Bpco, dai disturbi neonatali alla fibrosi cistica. "La possibilità di produrre biologici ci consentirà anche di rispondere meglio ai bisogni dei pazienti affetti da malattie respiratorie: oggi sappiamo, per esempio, che esistono diversi tipi di asma che vanno aggrediti con molecole differenti, così come le forme di fibrosi polmonare", ha detto ancora Usberti.

Il nuovo centro di eccellenza si innesta nell'area di San Leonardo, già dedicata alla produzione, e sarà un impianto dalla grande capacità produttiva ma dal limitato dispendio energetico, sulla scia del cammino di sostenibilità che Chiesi si è impegnata a seguire: l'adozione del 100% di energia rinnovabile e la progressiva riduzione delle emissioni di gas serra per raggiungere il net zero entro il 2035.

Gli investimenti - 35 milioni sulla produzione di farmaci e 50 milioni sulle tecnologie di Fill & Finish (riempimento e finitura) - permetteranno di portare a Parma nuove competenze, attirando oltre 100 addetti. "Con il Biotech Center Chiesi intende internalizzare il suo know-how per avere un impianto di ricerca e produzione efficace, capace di sviluppare nuovi farmaci e favorire l'integrazione con l'impianto manifatturiero presente sul nostro territorio", ha concluso Antonio Magnelli, Head of Global Manufacturing Division del Gruppo Chiesi.