Lo spray che respinge virus e batteri dalle superfici

Lo spray che respinge virus e batteri dalle superfici
Elaborato all'Università di Sidney, crea un film idrorepellente e si è mostrato efficace anche contro la sopravvivenza dei coronavirus. Lo studio pubblicato su Science Advances
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Virus e batteri possono sopravvivere a lungo sulle superfici e, di conseguenza, utilizzare questo canale indiretto per diffondersi. L’abbiamo sempre saputo, ma abbiamo cominciato a preoccuparcene e a prendere provvedimenti soprattutto durante la pandemia da Covid. Prima l’uso dei guanti, poi i disinfettanti per le superfici e per le mani: soluzioni che, stando a quel che dicono gli esperti, perdono di efficacia nel tempo e hanno una durata troppo breve. All’università di Sidney, però, è stato elaborato un nuovo spray per superfici che crea uno strato idrorepellente e impedisce a virus e batteri di sostare e sopravvivere. Lo studio è stato pubblicato su Science Advances.

 

Quanto è pericoloso il contatto con le superfici

L’utilità della disinfezione delle superfici per limitare la diffusione del virus è stata una questione a lungo dibattuta durante la pandemia Covid. Quel che si sapeva è che, senza una barriera, i coronavirus possono sopravvivere sulle superfici e rimanere contagiosi fino a una settimana. Altri virus, come i reovirus, che causano raffreddori o diarrea, rimangono per diverse settimane e sono spesso responsabili delle piccole epidemie nelle strutture sanitarie o di ricovero di anziani e persone fragili. Per quel che riguarda i batteri, invece, la contaminazione di oggetti e ambienti ha un ruolo importante nell'evoluzione di ceppi batterici resistenti agli antibiotici.

Sopravvivenza dei virus e probabilità di contagio

Bisogna comunque sottolineare che il tempo di sopravvivenza dei virus sulle superfici non ha una diretta conseguenza sulla probabilità di contagio. Abbiamo appreso anche questo durante la pandemia: sono stati condotti diversi studi sulla pericolosità di questo canale di contagio indiretto, e oggi sappiamo che, nonostante non sia trascurabile, è comunque meno frequente e probabile rispetto al contagio diretto per via aerea o per contatto con una persona malata.

Quantificare l’efficacia

I test condotti dagli autori dello studio hanno mostrato che il rivestimento idrorepellente ha ridotto l'adesione dei batteri alle superfici del 99,8%, e che non perdeva di efficacia nemmeno se immerso continuamente per 9 giorni in soluzioni batteriche ad alta concentrazione. Inoltre, il meccanismo idrorepellente è stato funzionale anche contro i virus, riducendone l'assorbimento fino a 11 volte. Per eliminare qualunque traccia di questi, poi, è stato sufficiente un lavaggio delicato dell’area rivestita, mentre nel caso di una superficie d’acciaio non sono stati sufficienti nemmeno quattro lavaggi.

Ecco come funziona

È sufficiente applicare una piccola quantità di spray sulle superfici per generare un film che scherma dagli agenti patogeni in due modi: da un lato previene la contaminazione creando una barriera d’aria sopra l’area rivestita, dall’altro è in grado di uccidere virus e batteri attraverso  materiali microscopici contenuti nello strato, e che entrano in azione se questo viene danneggiato o immerso in un liquido contaminato per periodi prolungati. Il rivestimento, che può essere paragonato a una sorta di "vetro antiproiettile" per virus e batteri, è composto da una serie di materiali plastici molto resistenti ed è l'unico strato superficiale permanente che si è dimostrato in grado di proteggere le superfici dalla contaminazione.

Più sicuro dei normali disinfettanti

È più sicuro sia dei disinfettanti standard, che stanno diventando sempre meno efficaci e richiedono una continua applicazione, sia delle alternative prodotte con altri materiali (ad esempio le nanoparticelle di argento già impiegate contro i batteri) perché si è mostrato più stabile e non presenta effetti collaterali nocivi. Si tratta, infine, di un materiale compatibile con la maggior parte delle superfici di case e ambienti pubblici, e quindi adatto a essere utilizzato per prevenire la diffusione di virus e batteri comuni nei luoghi più a rischio come i pulsanti degli ascensori, le ringhiere delle scale, le superfici di ospedali, case di cura, scuole e ristoranti.