Vitamina D: che cosa è, a cosa serve, chi ne ha bisogno (tutti)

Vitamina D: che cosa è, a cosa serve, chi ne ha bisogno (tutti)
Un ormone prezioso per la salute delle nostre ossa. Una grave carenza può essere dannosa ma bisogna anche evitare l'abuso
2 minuti di lettura

La vitamina D è un ormone prodotto a livello della cute per l'azione dei raggi UVB. L’esposizione al sole ne rappresenta la principale sorgente naturale, ci sono poi cibi che ne sono ricchi e dunque può essere anche assunto tramite la dieta. La vitamina D favorisce il riassorbimento di calcio a livello renale, l'assorbimento intestinale di fosforo e calcio ed i processi di mineralizzazione dell'osso.

Mettiti alla prova con il quiz sulla vitamina D

Vitamina D - Covid (domanda numero 1 del quiz)

Già a dicembre del 2020 uno studio del policlinico San Matteo di Pavia, pubblicato su Clinical Nutrition, aveva rilevato livelli molto bassi di vitamina D nei pazienti ricoverati in condizioni severe.


In seguito la vitamina D ha ricevuto una crescente attenzione, per il suo effetto protettivo nei confronti delle infezioni, noto da tempo, e per l'associazione esistente tra una sua carenza e il rischio di sviluppare Covid severo. Studi successivi hanno dimostrato che bassi livelli nel sangue sono associati allo sviluppo di Covid più severo, a un maggior rischio di ospedalizzazione, di ricovero in terapia intensiva e di morte. L'aumento dei livelli di vitamina D nei pazienti gravemente malati di Covid non ha dimostrato però di ridurre la degenza in ospedale o le probabilità di ricovero in terapia intensiva.

Vitamina D e malattie autoimmuni

In caso di diabete, insufficienza cardiaca o alcune malattie autoimmuni, una carenza della vitamina D può rappresentare un fattore di rischio e il medico può decidere di prescrivere una supplementazione, dopo aver verificato che i livelli siano effettivamente insufficienti.

Uno studio che ha incluso quasi 26.000 adulti ha reso noto che 5 anni di integrazione di vitamina D sono associati a una riduzione del 22% del rischio di malattie autoimmuni. Questa ricerca ha incluso 12.786 uomini di 50 o più anni e 13.085 donne di 55 o più anni.
(Domanda 2  del quiz)

Farmaci che ne abbassano i livelli

Ci sono alcuni farmaci che abbassano i livelli di vitamina D. Tra questi gli ipocolesterolemizzanti, i lassativi, i farmaci per le convulsioni, come fenobarbital, fenitoina. (Domanda 3 del quiz)

Carenza di vitamina D

In molti una carenza è asintomatica. Una grave mancanza comporta il rachitismo nei bambini e l’osteomalacia (una patologia ossea) negli adulti. Può anche portare a una riduzione della forza muscolare e dolori diffusi.

Per capire quali sono le nostre riserve serve un'analisi del sangue. Lo stato della vitamina D si valuta misurando i livelli del metabolita epatico 25-(OH)-D in nanogrammi per millilitro (ng/ml). Con qualche variazione, secondo i diversi laboratori e secondo le diverse società mediche, ecco quali sono i livelli di riferimento:

carenza <10 ng/m
insufficienza: 10 – 30 ng/mL
sufficienza: 30 – 100 ng/mL
tossicità: >100 ng/mL

Secondo l'Aifa (Agenzia italiana del farmaco), i valori desiderabili sono compresi tra 20 e 40 ng/mL. Valori inferiori a 20 sono indicativi di carenza. "Pertanto, per valori di 25(OH) D inferiori a 20 ng/mL è giustificato l’inizio della supplementazione. Il controllo sistematico dei livelli non è raccomandato".


I valori di vitamina D prevedono che chi ha un valore inferiore a 30 ng/dl possa essere dichiarato affetto da insufficienza. Secondo un documento di consenso su come trattare i deficit di vitamina D messo a punto da un gruppo di esperti dell'Associazione medici endocrinologi, questo limite andrebbe rivalutato in quanto troppo alto, soprattutto in assenza di forti evidenze scientifiche. Diverso il caso di soggetti osteoporotici o che assumono già farmaci per la cura dell'osteoporosi o altre categorie più a rischio di carenza di vitamina D: in questo caso è corretto che abbiano valori sopra i 30 ng/dl. (domanda 4 del quiz)

Fabbisogno giornaliero

Il fabbisogno di vitamina D varia a seconda dell’età. In assenza di fattori di rischio è di 400 unità al giorno. Le dosi possono variare e arrivare fino a 1.000 unità al giorno in presenza di fattori di rischio o deficit. L’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA, European Food Security Agency) indica questi valori per il fabbisogno giornaliero:

    10 microgrammi al giorno (400 unità internazionali o UI), per bambini fino a tra 7 e 12 mesi di età.
    15 microgrammi al giorno (600 unità internazionali o UI), per gli adulti. (Domanda 5 del quiz)

L'importanza di una corretta posologia

Occorre sempre rivolgersi al medico prima di assumere farmaci a base di vitamina D e attenersi alla posologia indicata. "La vitamina D è liposolubile e pertanto tende ad accumularsi nell’organismo umano. L’assunzione per lunghi periodi ad alte dosi, può provocare effetti gravi per la salute", scrive l'Aifa.

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