Covid: l'Ema valuta l'ok alla pillola Pfizer

(ansa)
Risultato atteso nelle prossime settimane
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L'Ema ha iniziato a valutare una domanda di autorizzazione all'immissione in commercio per il medicinale antivirale per via orale orale Paxlovid. La richiesta è di Pfizer Europe, come fa sapere l'Agenzia del farmaco europea. Il risultato è atteso nelle prossime settimane. Si tratta di una molecola che, secondo quanto rilevato dagli studi di Pfizer, riduce in modo significativo i ricoveri e i decessi, se utilizzata poco dopo i primi sintomi del coronavirus.

Le prime indicazioni

A metà dicembre, L'Ema aveva già dato l'ok agli Stati membri a usare l'antivirale di Pfizer Paxlovid subito dopo la diagnosi dell'infezione, anche se in attesa dell'approvazione regolatoria che a questo punto dovrebbe arrivare a breve. L'Ema aveva dato il via libera, in linea con le direttive dei singoli Stati, entro un massimo di 5 giorni dalla diagnosi e non in gravidanza. Anche chi allatta deve sospendere durante l'assunzione del farmaco.

Ad oggi, il farmaco di Pfizer (Paxlovid) può quindi essere utilizzato solo per trattare adulti con Covid che non richiedono ossigeno supplementare e che sono a maggior rischio di progressione verso una malattia grave.

Due compresse

I due principi attivi del medicinale (PF-07321332 e ritonavir) disponibili in compresse separate, devono essere assunti insieme 2 volte al giorno per 5 giorni.

Il trattamento era già stato sperimentato 19 anni fa contro il virus Sars e Pfizer ha deciso di riproporlo con alcuni cambiamenti. Il medicinale appartiene alla categoria degli inibitori delle proteasi, una classe di molecole già in uso nel trattamento di Hiv ed epatite C.

Come funziona

Paxlovid, entrato nelle cellule, è in grado di inibire l'attività di un componente (la proteasi virale C3-like) che il virus utilizza per assemblare le proteine di cui è costituito. Venendo meno questa funzione il virus non è più in grado di adempiere alla sua funzione. Per funzionare al meglio però la cura prevede anche la somministrazione di un vecchio farmaco per Hiv - ritonavir - che ha il compito di aumentare il tempo di durata d'azione di paxlovid.

La pillola di Merck&Co

L'altro antivirale contro il coronavirus è molnupiravir di Merck&Co (MSD Italia), appena autorizzato dall'Aifa in Italia. Sviluppato inizialmente come antivirale contro il virus influenzale, da quando è scoppiata la pandemia la molecola è stata oggetto di sperimentazione nei pazienti con Sars-Cov-2. Il farmaco in questione appartiene alla categoria degli analoghi nucleosidici, molecole simili per struttura ai 'mattonì con cui è costituito l'RNA virale.

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Molnupiravir, una volta entrato nella cellula infetta, viene utilizzato come "mattone" per la costruzione di nuove particelle virali. Ma l'incorporazione di questa molecola porta il virus ad accumulare errori che vanno a vanificarne la replicazione. Tradotto: il virus, pieno di errori di "copiatura" nel suo codice genetico, non può replicarsi e sopravvivere.