Variante sudafricana, identikit della nuova "versione" del virus: perché così tante mutazioni

Gli esperti spiegano perché questo nuovo ceppo con 32 mutazioni arriva proprio dall’Africa, quanto può essere dannoso e se i vaccini riescono a proteggerci
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B.1.1.529: è il codice che marchia la nuova variante del Sudafrica e che spaventa perché ha ben 32 mutazioni sulla proteina Spike, ovvero circa il doppio rispetto alla variante Delta e triplo rispetto alla Alfa. A cosa si deve questa abbondanza di mutazioni che arrivano dall'Africa? Può essere una questione ambientale? Quanto dobbiamo preoccuparci? Lo abbiamo chiesto a Carlo Federico Perno, virologo e direttore del dipartimento di Microbiologia dell'ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, e a Stefano Vella, infettivologo e Docente di Salute Globale, Università Cattolica - Roma.

Replicazione e capacità di mutare

Per capire come mai dall'Africa arrivi un ceppo con 32 mutazioni bisogna comprendere come 'ragionano' i virus: "Qualsiasi virus e in particolare questo - spiega Perno - ha una straordinaria capacità di mutare soltanto se replica tantissimo. Nei paesi in cui non c'è alcun controllo né diagnostico, né vaccinale come l'Africa il virus ha un'enorme capacità replicativa e la probabilità che possa mutare è altrettanto enorme". La buona notizia è che non sempre le mutazioni sono vantaggiose per il virus. "Quelle di cui veniamo a conoscenza sono non più di un miliardesimo di tutte le mutazioni che il virus genera e che noi non vediamo semplicemente perché non sono vantaggiose per il virus e quindi vanno perse".

Pochi tamponi e scarsa copertura vaccinale

Quello che spaventa è il numero così elevato di mutazioni. Perché sta succedendo e perché in Sudafrica? "In realtà - chiarisce Perno - questa variante non proviene dal Sudafrica che è un po' più ricco ma dal Botswana, paese con una popolazione più povera e dal quale molti si spostano per andare a lavorare altrove". Il problema è che si effettuano pochissimi tamponi e la gente muore nei villaggi per polmoniti che nessuno correla al Covid. "I virus a Rna a singola catena come questo - spiega Stefano Vella - variano perché quando si moltiplicano fanno degli errori in quanto non hanno il nostro stesso meccanismo di correzione. Fanno degli errori casuali e molti li portano alla morte perché lo rendono meno efficace, ma a volte riescono a mutare bene e quindi il virus nuovo diventa più efficiente, come se avesse fatto 13 alla schedina del Totocalcio".

 

La strategia del virus

Finora sono solo pochi casi confermati della variante B.1.1.529, ma la preoccupazione cresce e ci si chiede quanto sia pericolosa e se sia in grado di eludere la protezione del vaccino. Per capirlo il professor Perno ci ricorda ancora la 'strategia' dei virus: "Per definizione devono replicarsi ma per fare danno davvero devono cercare di non fare male all'ospite altrimenti rischiano di ammazzarlo perdendo così la possibilità di replicarsi". Insomma, ai virus conviene mantenerci deboli ma vivi. "Per questo - aggiunge Perno - fino ad ora le varianti che aiutano il virus a replicare di più, come la Delta, sono normalmente più replicanti ma non più pericolose e non generano ceppi che scappano al vaccino".  

Quant'è rischiosa questa nuova variante

Dunque, la nuova variante deve preoccuparci o siamo soltanto davanti all'ennesima mutazione? "Questa variante - risponde Perno - ha effettivamente un numero molto alto di mutazioni che la rendono potenzialmente pericolosa dal punto di vista immunologico. Però, al momento stiamo parlando di un numero di casi estremamente limitato. Questo non significa che non dobbiamo stare attenti, ma al contrario dobbiamo essere molto prudenti per capire se questa limitatezza rimarrà tale o siamo di fonte ad una nuova variante Delta. Al momento direi che serve massima attenzione ma non preoccupazione perché non c'è alcuna evidenza che tutte queste variazioni sulla superficie della proteina Spike aumentino la capacità replicativa del virus".

Cosa succede al virus sotto pressione

È possibile che il virus, messo sotto pressione dal vaccino, muti di più? "Il virus può variare o naturalmente trovando lentamente il ceppo migliore oppure sotto l'effetto di una pressione violenta, per esempio, quella del vaccino, per evitare di morire deve trovare rapidamente una soluzione per scappare al vaccino, cioè una variante", spiega Perno. Quindi, effettivamente il vaccino può indurre mutazioni? "No, non è affatto così", chiarisce l'infettivologo. "È possibile che un virus sotto pressione vaccinale sia in grado di generare una variante che sfugge al vaccino stesso, ma non è detto che sia così. Per esempio, il virus del vaiolo e della polio non sono riusciti a mutare e sono stati eradicati con i vaccini". 

Variante sudafricana e vaccino

A preoccupare ora è anche la capacità dei vaccini di proteggerci rispetto a questa ulteriore novità. "In teoria - prosegue Perno - alcune di queste mutazioni potrebbero alterare la risposta immunitaria e quindi potrebbero interferire con l'efficacia vaccinale ma non c'è nessuna evidenza scientifica. Questa nuova variante che arriva dal Botswana ci dimostra che se lasciamo circolare il virus liberamente ci fregherà di nuovo. Bisogna vaccinare tutto il mondo". E' d'accordo anche Vella: "La maggior parte delle varianti sono emerse nei paesi in cui abbiamo lasciato andare il virus. Ora ci rendiamo conto di che errore sia stato, non soltanto etico ma anche strategico, non portare i vaccini dove il virus galoppa". Per capire se i vaccini riusciranno a proteggerci anche da questa variante è ancora presto: "Si sta studiando questo nuovo ceppo per capire se 'buca' la protezione vaccinale e vedere se, come nel caso della variante Delta, l'immunizzazione continua a funzionare anche se un po' di meno", aggiunge Vella.

No al 'vaccino di cittadinanza'

E mentre si cerca di capire come 'attrezzarsi' anche contro questa ennesima e spaventosa variante, altre domande si insinuano: quando ci libereremo di questo virus? "Sappiamo già che i vaccini andranno adattati tutti gli anni e per fortuna quelli a Rna sono rapidamente adattabili perché basta cambiare la sequenza dell'Rna messaggero per mettere quella della Spike nuova. Dobbiamo capire che dovremo vaccinarci tutti gli anni come già accade per l'influenza".

La chiusura dei voli dal Sudafrica può servire? "In realtà - risponde Vella - chiudere i voli non è servito neanche per Chuan perché il virus circola e può arrivare da altri paesi ma è senz'altro una precazione utile. Piuttosto, questa nuova variante dall'Africa può rappresentare una lezione di salute globale: non può esistere un 'vaccino di cittadinanza'. Bisogna capire come portare i vaccini ovunque perché farlo solo a casa nostra non ci aiuterà ad uscirne". 

L'utopia dell'immunità di gregge

Vaccinare tutto il mondo a partire dall'Africa non sarà facile e soltanto attraverso le donazioni rischia di essere un processo lungo. Allora ne usciremo soltanto se ce tutti ci ammaleremo - magari in forma lieve - di Covid? "Purtroppo no - risponde Vella. Era già noto che l'immunità anche naturale verso i Coronavirus non dura nel tempo tant'è vero che ogni anno ci riprendiamo lo stesso Coronavirus perché il nostro sistema immunitario non è in grado di dare una risposta definitiva e questo succede anche con i vaccini. Quindi, dobbiamo soltanto vaccinarci e rivaccinarci. Penso che l'immunità di gregge non sia raggiungibile. Si può ottenere per il morbillo perché una volta vaccinato sei protetto per sempre ma non il Covid-19. Penso che questo virus vivrà con noi per sempre così come tanti altri virus".