Insonnia: si dorme sempre meno e male, ma si può guarire

Cristiano Violani, docente di Psicologia della Salute all'Università La Sapienza di Roma: "I farmaci servono per le forme momentanee, per quelle croniche è necessario affrontare un programma di riabilitazione"
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Si dorme sempre meno e male. L'insonnia, è già considerata una malattia sociale: la sua incidenza nella forma clinicamente significativa è stata calcolata tra il 6% e il 10% della popolazione italiana e addirittura un terzo riporta di aver sofferto per almeno una volta nella propria vita di insonnia. Anche se è un disturbo che pochi percepiscono come pericoloso, quasi la metà delle persone in trattamento medico ha confidato di lamentare conseguenze diurne.

Il disturbo dev'essere presente per almeno tre volte a settimana e per almeno tre mesi perché si possa parlare di insonnia cronica. Chi soffre di questa patologia va incontro ad alterazioni soggettive del comportamento psicosociale: difficoltà di concentrazione, disturbi della memoria e incapacità di eseguire correttamente i compiti. Inoltre, l'insonnia è un fattore di rischio significativo per lo sviluppo di declino cognitivo in età avanzata, l'obesità e i disturbi cardiovascolari.