Covid, Pfizergate sui social: ma il vaccino è sicuro ed efficace

(afp)
Un ricercatore denuncia alcune irregolarità nella gestione del trial da parte di una delle società esterne coinvolte nella ricerca sull'immunizzazione. Ma si tratta di errori procedurali e burocratici
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L'annuncio è quello che fa più paura, e che si presta facilmente a manipolazioni, fakenews e inutili allarmismi. Da quando due giorni fa è stato pubblicato su Bmj l'articolo del giornalista investigativo Paul D. Thacker su problemi di integrità nei dati della sperimentazione dei vaccini Pfizer denunciati da una ricercatrice, sui social è partito quello che il gergo viene definito uno "shitstorm" contro Comirnaty e Pfizer Biontech.

Un ghiotto scoop a prova di No Vax e No Green Pass, che punta il dito contro la ricerca e la "troppa velocità" con cui i vaccini sono stati approvati e somministrati. Ne è nato anche l'hashtag #Pfizergate, ripreso anche da giornalisti e opinion leader italiani. Ma prima di gridare - ingiustamente - allo scandalo, è bene fare chiarezza. E per farlo basta leggere: leggere quello che dice l'articolo in questione e soprattutto a quali errori e omissis fa riferimento la fonte.

La rivelazione

Le rivelazioni di pratiche inadeguate arrivano da una delle società di ricerca a contratto che ha aiutato Pfizer a svolgere l'importante sperimentazione del vaccino contro il Covid-19, la Ventavia Research Group, e riguarda tre punti di somministrazione su 153, ovvero mille persone sulle 44 mila partecipanti al trial clinico.

Brook Jackson ha inviato un reclamo formale in merito alla Food and Drug Administration, che le è costato il posto di lavoro. Ventavia l'ha licenziata lo stesso giorno e lei ha fornito al British Medical Journal i documenti aziendali interni, foto, registrazioni audio e mail che testimonierebbero la cattiva gestione del trial clinico, da lei raccolti nelle due settimane che è stata impiegata per la società, nel settembre 2020.

Le irregolarità

Ma quali irregolarità ha denunciato? Nelle sue testimonianze di parla di aghi gettati in un sacchetto di plastica per il rischio biologico invece che nell'apposita scatola per oggetti taglienti così come di errati materiali utilizzati per l'identificazione delle provette, con numeri e nomi dei partecipanti alla sperimentazione lasciati in vista, inficiando così sulla potenziale sperimentazione "in cieco" dato che qualcuno avrebbe potuto leggere chi ha realmente ricevuto il vaccino oppure il placebo.

In una registrazione di un incontro tra Jackson e due colleghi si può ascoltare un dirigente di Ventavia dire che la società non era in grado di quantificare i tipi e il numero di errori riscontrati durante l'esame dei documenti per il controllo di qualità. Mentre in una mail inviata da Icon, altra organizzazione di ricerca a contratto con Pfizer che ha collaborato alla sperimentazione, Ventavia è stata sollecitata alla trasmissione dei dati sugli eventi avversi entro 24 ore, come da protocollo, cosa che invece era stata fatta con due giorni di ritardo.

Problemi burocratici

Insomma, sì, ci possono esser state delle irregolarità nella gestione del trial da parte di una delle società esterne coinvolte nella ricerca, ma si tratta di errori procedurali e burocratici dovuti alla superficialità o incapacità di chi ha operato in quel laboratorio, che in realtà hanno poco a che fare con la sicurezza e l'efficacia del vaccino in sé.

Vaccino sicuro ed efficace

Gli errori riportati da Brook Jackson non coinvolgono in alcun modo i risultati della sperimentazione, i dati sull'efficacia del vaccino a Rna nel far produrre anticorpi o sul numero degli eventi avversi, per quanto in ritardo possono esser stati comunicati agli altri ricercatori.

Questo non vuole in alcun modo giustificare chi ha sbagliato o sminuire la rigorosità necessaria per svolgere al meglio un trial clinico, ma di certo non dimostra nulla sulla minore efficacia o non sicurezza di un vaccino di cui ad oggi sono state somministrate oltre 7 miliardi di dosi.

L'esperto anti-fake news dell'Oms: "Errori che non inficiano sicurezza"

"Quello che è stato denunciato al Bmj non è lo scandalo del secolo, è la testimonianza di superficialità e poca accortezza in piccole procedure. Non creiamo panico e insicurezza". Così Aureliano Stingi, ricercatore in Biologia molecolare e Oncologia genetica e 'fact checker' contro le fake news dell'Organizzazione mondiale della Sanità (Oms), commenta le accuse di 'falsificazione dei dati' e 'ritardi sul monitoraggio degli effetti collaterali' da parte del gruppo di ricerca Ventavia, incaricato dalla multinazionale Pfizer di valutare, per una piccola parte, l'efficacia del suo vaccino anti-Covid. Una vicenda sulla quale ha puntato il dito un articolo del giornalista investigativo Paul D Thacker, pubblicato sul 'British Medical Journal'.

"Se ci sono errori in un trial clinico vanno denunciati e perseguiti ma attenzione - avverte Stingi - anche a non enfatizzare cose che non inficiano la sicurezza del vaccino anti-Covid Pfizer. Sicurezza ed efficacia sono testimoniate dall'Fda, da enormi studi e dalla vita reale, visto anche che il vaccino è stato somministrato a miliardi di persone".

Stingi dettaglia poi la vicenda. "Chiariamo il contesto: Pfizer si avvale di aziende esterne per seguire la mole di studi che porta avanti, questa specie di 'gola profonda' - dice Stingi riferendosi alla dipendente di Ventavia, successivamente licenziata per aver segnalato le irregolarità -ha rivelato alcune imprecisioni ed errori fatti durante lo svolgimento di alcuni trial, 3 per l'esattezza, su centinaia (153) realizzati per Pfizer. I dati di Ventavia corrispondono a 1000 partecipanti su 44mila. Se uno legge la notizia al volo rimane colpito ma se analizza anche le dichiarazioni - sottolinea - vede che si parla di errori procedurali, ad esempio di siringhe buttate in sacchi di plastica e non nel contenitore idoneo; nomi dei pazienti visibili, ritardo di 2 giorni nella comunicazione effetti indesiderati. Diciamo che sono errori che non inficiano l'affidabilità del vaccino".

Ma Pfizer avrebbe dovuto controllare? "Pfizer si appoggia a professionisti riconosciuti e società certificate approvate dalla Fda", risponde Stingi. "Ovviamente Pfizer, nel suo interesse, deve controllare che chi lavora per lei lo faccia bene".

L'Ema: "In contatto con Fda su indagini ma nessun sospetto su efficacia e sicurezza"

L'Agenzia europea del farmaco (Ema) è "in stretto contatto" con la Fda, sua omologa Usa, sul caso. Ma, spiegano dall'Ema, non ci sono "sospetti sulla sicurezza e efficacia" del vaccino. "È una cosa che prendiamo molto seriamente. Siamo in stretto contatto con la Fda per capire le loro indagini. Una volta che avremo maggiori informazioni a riguardo ce ne occuperemo. Ma in questa fase non ci sono ragioni di nutrire sospetti che possano minare la qualità della sicurezza o dell'efficacia del prodotto e le opinioni" emesse dal Comitato per i medicinali a uso umano dell'Ema sul prodotto, ha spiegato Fergus Sweeney, a capo degli studi clinici e della task force per la produzione dell'Ema.