Sesso, ancora vergine a 40 anni

Le storie di Paolo, Silvia, Marco e Daniela. Fra loro c'è chi vive questa situazione in coppia. I consigli per superarla
3 minuti di lettura

Paolo è figlio unico, cresciuto iper protetto dalla madre, ricorda di essere stato un ragazzino chiuso e timidissimo, dalle elementari fino al liceo. Schivo con i ragazzi, incerto con le ragazze, ad un certo punto della sua vita ha deciso di rifugiarsi in quella che considerava la fine della battaglia con se stesso, il suo corpo e gli altri: la rinuncia al sesso. Ora a quasi 40 anni, confessa, di non aver mai avuto contatti fisici con un'altra persona, mai. Quando ha avuto occasione di  conoscere o frequentare una donna evitava qualsiasi intimità. Per vergogna, disagio, paura. Così per anni ha scelto di andarsene.

Silvia: "Troppi impegni per l'amore"

Silvia, invece, è sempre stata al centro di una vita sociale piena e ha avuto una carriera professionale appagante. Laurea prestigiosa, carriera all'estero iniziata giovanissima, una partenza dietro l'altra a capo di missioni in giro per il mondo, Silvia racconta di non aver avuto tempo di pensare all'amore. "Non ho mai creduto alle relazioni mordi e fuggi, così ho deciso di legarmi soltanto quando avrei saputo della mia sede definitiva. Anche se questo significava rinunciare ad avere una vita sessuale. E così è stato, sono rimasta vergine finché non ho incontrato quello che oggi è il mio compagno che con una sensibilità estrema è entrato nella mia vita. E così a 37 anni ho fatto l'amore. Per la prima volta nella mia vita". 

Vergini dopo il matrimonio

Marco e Daniela, si conoscono da quando avevano 16 anni, ora ne hanno 32 si sono sposati e filano con grande intesa. Apparentemente non c'è nulla che non va tra di loro, hanno le stesse idee, valori, ma un solo problema: sono entrambi ancora vergini. Nessuno dei due ha mai avuto un rapporto sessuale e ora hanno paura che, per colpa del senso di frustrazione e di questo malessere psicologico che cominciano a percepire tra loro, possano lasciarsi.

Il sesso per crescere

In una società che tende a spostare sempre più verso il basso l'età del primo rapporto sessuale (l'età media di perdita della verginità è di circa 17 anni sia per i maschi che per le femmine), rimanere vergini fino a 30 o magari 40 anni, significa sia per gli uomini che per le donne non aver vissuto un passaggio di crescita importante. Con quella funzione rassicurante che svolge il primo rapporto sessuale. Chi vive questo stato di inesperienza sessuale in età adulta può sentirsi spesso in uno stato di vergogna e frustrazione, imbarazzo che inficia tutti gli aspetti della vita, non solo quello sentimentale.

Quarantenni goffi

Entrando poi in un circolo vizioso che vale sia per gli uomini che le donne: sei vergine quindi ci si sente non adeguato o adeguata, subentra il timore di dirlo e di fare brutte figure, ragione per cui si creano problemi nell'approccio con l'altro sesso e  così, il circolo vizioso ricomincia. "A 40 anni ti trovi ad affrontare un problema adolescenziale e questo ti fa muovere in maniera goffa e non fluida e rischia di mandare a monte qualsiasi eventuale situazione. Alcune persone possono vergognarsi così tanto della loro inesperienza sessuale che preferiscono mentire oppure scegliere di evitare una relazione, perché lo stress che causa confidare la propria verginità sarebbe superiore al piacere di appagare il proprio desiderio" spiega la dottoressa Roberta Rossi, psicoterapeuta e sessuologa. 

 L'aiuto dello specialista

"La verginità in età adulta viene vista, in questa società in cui c'è molta pressione sulle relazioni sociali come un problema - spiega la sessuologa - ma se da una parte non esiste una normalità in cui fare sesso, certo è che la paura di essere giudicati può portare all'insicurezza sociale, vergogna sessuale, frustrazione nelle relazioni".  Dunque come affrontare il problema? L'incontro con un esperto può svolgere un ruolo importante nell'aiutare le persone sessualmente inesperte. 

I consigli

"Bisogna innanzitutto chiarire se ci sono problemi che potenzialmente possano essere la causa del problema: ad esempio un deficit di erezione oppure di eiaculazione precoce, per gli uomini, per la donna invece la fibromialgia procura dolore fisico e, di conseguenza, la limita anche a livello psicologico (temendo di provare dolore durante l'attività sessuale)".

"Dopo questo passaggio il terapista deve cercare di identificare e comprendere quali sono i valori che quella persona di porta dentro di se, ad esempio se è cresciuta in una famiglia che richiedeva la verginità fino al matrimonio, oppure se c'è un problema di identità sessuale, capire quali sono gli atti sessuali che invece fanno sentire più a proprio agio".

Analfabetismo sessuale

Ma se l'inesperienza sessuale è una condizione che si affronta da soli, sempre più spesso confida l'esperta, nello suo studio arrivano vergini entrambi i partner di una coppia. "Di solito, si tratta di relazioni lunghe, iniziate da giovanissimi. Tutti e due hanno poca dimestichezza con la sessualità che negli anni non migliora per una sorta di analfabetismo. Così, quando arriva il momento di aver un rapporto sessuale c'è una sorta di chiusura mentale. Diverso è il discorso se uno dei due ha avuto esperienze precedenti, che può svolgere il ruolo di quello che viene chiamato 'partner accompagnatore'".

Si può restare vergini per sempre?

E cosa fare se davanti alla possibilità di avere il primo rapporto sessuale in età adulta, si continua a scegliere di rimanere vergini? "Fermarsi e cercare assolutamente di capire perché ci si tira indietro. Vale la pensa comprendere i motivi che ci hanno convinto ad andare via in quel momento in cui desideravano avere un rapporto. Se il problema persiste il consiglio è di rivolgersi ad una specialista, ma ci vuole tempo. Non si può pensare di risolvere con due incontri dallo psicoterapeuta, un disagio che probabilmente ha origini profonde".