Covid, il ritorno in classe riparte dalle mascherine

Oltre 8 milioni di studenti pronti per le lezioni in presenza. Obbligo di Green pass per gli insegnanti. Le regole nel piano del ministro Bianchi: arieggiare i locali, turni in entrata e in uscita per evitare assembramenti
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Più di 8 milioni di studenti italiani tornano a scuola. Ma protetti e in sicurezza. La provincia di Bolzano ha già aperto i cancelli, le altre seguiranno a ruota. Gli insegnanti dovranno esibire un Green pass obbligatorio o, in mancanza, un tampone fatto nelle 48 ore precedenti. Per il resto, gli studenti soprattutto, le misure sono nell'agenda del ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi, per cui la sfida è non tornare in Dad.

Il ministro sta esponendo al Parlamento un piano su cui ha lavorato tutta l'estate. La misura principale di difesa dal virus resta la mascherina: "Al banco la mascherina chirurgica è indispensabile laddove non sia possibile il distanziamento di un metro, è fortemente raccomandata in ogni situazione", spiega il ministro.

Nei corridoi, in mensa, nei bagni e negli ambienti chiusi. Al banco, se distanziati e fermi, si potrà cambiarla e mettere una mascherina di stoffa più sopportabile soprattutto per i lunghi periodi.

In classe senza mascherina?

Della possibilità di restare in classe senza mascherina hanno già parlato i ministri Bianchi e Speranza. Si tratterebbe di toglierla al banco nelle classi in cui tutti sono vaccinati, cioè eventualmente solo in terza media e alle superiori. Ma l'ipotesi non è ancora percorribile: le linee guida sono in corso di elaborazione con il ministero della Salute e il garante della privacy. Non sono attese prima della fine del mese.

Di certo c'è che il distanziamento di un metro quest'anno è diventato una misura meno ferrea: se non è possibile mantenerlo, si potranno mettere i banchi un po' più vicini purché si indossi la mascherina e si rispettino le altre regole. Ad esempio quella di tenere le finestre aprte o, meglio ancora, filtrare l'aria con dispositivi appositi.

C'è poi la questione turni. Nelle grandi città gli studenti delle superiori si cimenteranno in turni in ingresso e uscita dalle scuole per ridurre i flussi e gli assembramenti sui mezzi di trasporto, ossia bus e treni. Dal 13 settembre, poi, si darà il via a una piattaforma che consentirà ai presidi di seguire i flussi dei propri studenti sui mezzi pubblici. 

Attenti alla variante Delta

Tuttavia, rientrare a scuola in sicurezza, potrebbe essere una scommessa mai del tutto vinta in presenza della variante Delta. Secondo il recente rapporto dell'European Centre for Disease Prevention and Control, l'alta infettività di questa variante aumenterà molto i casi di positività specialmente tra i ragazzi e anche tra i bambini, che sono invece ben più resistenti degli adulti all'infezione da parte del ceppo virale originale.

Per questo, avverte il professor Massimo Ciccozzi, epidemiologo dell'Università Campus Bio-Medico di Roma, "per il rientro a scuola gli insegnanti dovrebbero essere tutti vaccinati" e "sarebbe consigliabile immunizzare pure bambini e ragazzi, tanto più che ora per il vaccino Moderna ai giovani dai 12 anni in avanti c'è il via libera del ministero della Salute".

Contagi soprattutto tra i giovani

I casi positivi questa estate sono volati con la variante Delta alzandosi di migliaio in migliaio al giorno. "I contagi sono aumentati, ma senza stress ospedaliero - premette Ciccozzi -. Questo significa che il vaccino funziona, parlo della doppia dose. Così come in Gran Bretagna, che ha dimezzato gli infetti. Quella che si  vede ora la si può considerare l'onda lunga dei festeggiamenti per vacanze. Perché abbiamo visto che i primi focolai sono stati frutto di tutto questo". Quindi, dato che i contagi sono cresciuti soprattutto tra i giovani, è lì che per l'epidemiologo "si fa bene ad intervenire anche per il rientro a scuola".

I ragazzi si muovono e "velocizzano" il virus

Più i ragazzi aumentano i contatti sociali, più il virus si "velocizza". È questo il dato di fondo su cui si sofferma l'esperto dell'Università Campus Bio-Medico di Roma. "Gli adolescenti hanno una socialità maggiore, perciò potrebbero infettarsi e fare altrettanto con i genitori - spiega - teniamo presente che in Italia abbiamo 4 milioni e mezzo di over 50 non vaccinati". "Di conseguenza, per il rientro è giusta l'obbligatorietà del Green pass - prosegue - di certo è necessario pensare con più altruismo: parlo dei docenti, che sono tenuti a salvaguardare non solo se stessi, ma anche gli altri, nella fattispecie i loro alunni".

Superare gli effetti negativi della pandemia sugli studenti

Tra gli effetti negativi della pandemia nei giovani, oltre all'elevato pericolo contagi e le possibili conseguenze del Long Covid (sintomi a lungo termine) ci sono quelli indiretti dovuti alla mancanza della frequenza in presenza a scuola. Già un anno fa erano state ventilate le conseguenze negative, gravi e durature, della chiusura della scuola durante il primo lockdown sulla salute psico-fisica dei più giovani.

Già i primi studi, poi largamente confermati, evidenziavano la compromissione di aspetti cognitivi, emotivi e relazionali conseguenti alla prolungata chiusura, e l'aumento del divario tra studenti provenienti da ambienti con diverse condizioni socio-economiche. A settembre 2020 la scuola in Italia ha riaperto a singhiozzo, facendo scivolare il Paese tra quelli che hanno registrato la più bassa didattica in presenza. 

Il nodo "mezzi di trasporto" e le regole da rispettare

Poi c'è la questione mezzi di trasporto. "Non dimentichiamo che bus, metrò, pullman e treni, strapieni di persone, soprattutto giovani, diretti a scuola, erano e rimangono tra i primi veicoli di contagio - spiega l'epidemiologo -. Quindi il buon senso ci fa dire che si debba pensare ad un numero di mezzi sufficienti a trasportare un numero cospicuo di alunni. Ma tutto ciò deve avvenire in sicurezza, quindi pensando ad un potenziamento del parco mezzi a disposizione. Bisogna tagliare il legame tra infezione e malattia: le persone possono infettarsi ma non si ammalano e quindi non vanno in ospedale e non muoiono. Questo è un aspetto positivo, ma le precauzioni servono comunque, a scuola soprattutto. Ecco che, allora, rientra l'utilizzo delle mascherine e la necessità del distanziamento. Penso che questa sia una precauzione da mantenere, almeno per questo anno scolastico". 

"Giusto mantenere mascherine e distanziamento"

"Saranno i numeri a guidarci", ripete più volte Ciccozzi pensando al ritorno tra i banchi di oltre 8 milioni di studenti italiani. E ribadisce che ciò debba avvenire a due condizioni: "La prima è che gli insegnanti siano tutti vaccinati, insieme alla maggior parte degli studenti. La seconda condizione indispensabile, anche laddove sia possibile rispettare il distanziamento, anche in classe, per ora è quella di indossare le mascherine chirurgiche. Scelta che il governo ha fatto".

Infine, nel caso in cui si registri un contagio, deve essere effettuata la sanificazione (da personale specializzato o dallo stesso personale della scuola). Ma non devono passare più di sette giorni dall'ultima volta che la persona positiva al virus sia stata all'interno delle strutture scolastiche.